Prodi


Come era previsto le elezioni si sono concluse con la bocciatura del governo Prodi e con l’incarico a Berlusconi di risolvere i gravissimi problemi lasciati dal precedente governo.

Ma la novità più positiva è senza dubbio la sparizione dal Parlamento della miriade di partitini che avevano l’unico scopo di alimentare le proprie clientele.
Tra questi è finalmente sparito anche l’ultimo retaggio antistorico: la falce e martello insanguinata, il simbolo repellente di regimi condannati già da alcuni decenni definitivamente dalla Storia, non svilirà più il nostro Parlamento.

E’ forse il fatto più positivo scaturito dalle urne. Speriamo sia un fatto definitivo e non solo una felice tappa nella nostra storia.

Questo presuppone che la scelta coraggiosa di Veltroni di dar vita ad un nuovo movimento credibile e democratico continui e si rafforzi, portando così il Paese nella situazione di poter liberamente scegliere in futuro tra due possibili alternative democratiche e moderne.

Intanto oggi possiamo rallegrarci nella certezza che l’Italia è più libera e democratica.

Grazie, Silvio!

PDL: Via bollo auto e moto!

Veltroni e i ministri scomparsi

Le teorie di Veltroni …e la pratica

Salvate il soldato Bassolino

Bugiardo

Il presidente del Partito Democratico:
Romano Prodi

I candidati del Partito Democratico:
Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Povera Italia

Affari tuoi:

Fini e Veltroni:

Il governo di Romano Prodi è riuscito a realizzare un mix negativo micidiale: crescita azzerata e prezzi al galoppo.

Gli esponenti del governo e del Pd – che del prodismo costituiscono la continuazione – tendono a scaricare le responsabilità del carovita su fattori esterni. A proposito degli aumenti dei generi alimentari si tirano in ballo la riduzione delle superfici coltivabili (a causa della preferenza data al bioetanolo) e all’esplosione della domanda in Cina, India e in altri Paesi emergenti. Ciò è vero soltanto in parte. Il governo Prodi ha precise responsabilità. Innanzitutto, non ha saputo difendere, come avrebbe dovuto e potuto, l’agricoltura italiana dalle tensioni esterne, favorendo la razionalizzazione dei sistemi produttivi e incentivando le colture più richieste dai consumatori. Non ha saputo difendere nemmeno le specialità più pregiate del made in Italy, insidiate da contraffattori che operano in diversi angoli del mondo.

Ma gli aumenti dei generi alimentari dipendono in gran parte dall’oppressiva politica di spremitura fiscale che ha scaricato su tutte le aziende, grandi e piccole, di produzione e di distribuzione, i maggiori costi provocati da un prelievo sproporzionato. Inoltre. aumentando i costi degli adempimenti burocratici, dei bolli e delle autorizzazioni si impone alle aziende, specie a quelle più piccole, di alzare i prezzi o di scomparire.

E l’aumentata pressione sulle aziende si è avuta mentre la riduzione dei consumi, dovuta a sua volta al maggior prelievo su stipendi e pensioni, ne aggravava le difficoltà. La politica economica del governo Prodi ha creato un circolo vizioso che ha contribuito a impoverire i consumatori danneggiando gli operatori economici.

I candidati del Partito Democratico:
Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Il presidente del Partito Democratico:
Romano Prodi

In rete uno strumento per aiutare chi è indesciso al voto o non sa che pesci prendere.
Basta rispondere a 25 domande e, in base ai programmi ufficiali dei vari partiti, viene mostrata la propia posizione.
Utile non solo per vedere quale sia il partito o i partiti più vicini alle proprie idee, ma soprattutto per vedere quali siano quelli più distanti.

Basta cliccare sull’icona sottostante per essere portati al sito.

Per chi comunque è ancora troppo pigro, ricordo che votare Veltroni significa votare il governo Prodi.
Infatti questo è il ‘nuovo’ proposto dal PD. I candidati:

Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Veltroni è un bravo comunicatore e sta cercando di fare di tutto per fare credere che il Pd (il cui presidente è Romano Prodi) sia una cosa nuova. Ma gli italiani non sono così sprovveduti da non vedere l’assoluta continuità che c’è tra il governo Prodi e il Partito democratico di Veltroni.
Basta guardare le loro liste elettorali, che sono guidate da ben 17 ministri dell’esecutivo Prodi, tutti in posizione blindata, e da 26 sottosegretari, collocati tutti nella fascia sicura, con ottime chances per tornare in Parlamento.

Il Pd non è il nuovo, ma il vecchio.

Prodi è in politica da 45 anni.
D’Alema, capolista a Napoli per coprire Bassolino e lo scandalo dei rifiuti, lo è da 45 anni: nel 1963 si iscrisse alla Federazione giovanile comunista.
Veltroni, quello che dice di essere l’artefice del rinnovamento, è in politica da 32 anni, ha fatto quattro legislature (1987, 1992, 1994, 1996), e per due volte è stato sindaco di Roma.
Rutelli e Franceschini, i più giovani, sono in politica da quasi 30 anni.
Al confronto, Berlusconi è un politico di primo pelo, in Parlamento da appena 14 anni.

E il governo Prodi ha rovinato l’Italia.

Finalmente il Senato, con un guizzo di intelligenza, ha negato la fiducia al governo Prodi e l’ha rimandato a casa.

L’Italia intera tira un sospiro di sollievo.

Passata però la gioa e l’euforia, arriva il momento di pensare al futuro.
Il governo Prodi ha rovinato l’Italia. L’ha sputtanata nel mondo intero, ha ridotto alla fame i suoi cittadini, ha bloccato la ripresa economica che pure tutti gli altri Paesi d’Europa hanno avuto e ha riempito gli italiani con menzogne ripetute sino all’ossessione anche nell’ultimo atto.

Fosse rimasto in carica avrebbe fatto, anche se sembra impossibile, ancora più danni.
La sua caduta quindi non può che destare grande gioia.

Chi però piglierà il suo posto avrà problemi enormi da affrontare.
Chiunque esso sia dovrà risolvere in breve tempo problemi come l’immondizia della Campania, la fame di moltissime famiglie italiane, il problema delle pensioni di cui Prodi ha scippato mediamente sei mesi, il ridare un minimo di sicurezza ai cittadini, il controllo dell’immigrazione clandestina, la riforma di una giustizia che è tutto tranne che giusta, la costruzione delle infratrutture, il controllo dei prezzi, il problema degli stipendi, eccetera, eccetera, eccetera.

E oltre a tutto questo dovrà cercare di risollevare la reputazione dell’Italia all’estero. Compito che richiederà da solo anni e anni di tempo dopo il disastro di due anni di governo Prodi.

Chiunque esso sia, il nuovo capo del Governo, non avrà la bacchetta magica.

Non solo, ma avrà contro le frange estremiste di facinorosi violenti, la delinquenza organizzata e, almeno in parte, i sindacati, che invece di difendere gli interessi dei lavoratori sono più inclini a puntellare i partiti cui si riferiscono.

Avrà quindi un compito quasi impossibile e sicuramente poco invidiabile.
Gli auguro di farcela, almeno in parte, anche se mi rendo conto che per risolvere tutti i prblemi lasciati da Prodi non sono certamente sufficenti i cinque anni di un mandato.

Auguri, Presidente.

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L’Italia lasciata in eredità da Prodi

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prodi_tasse-1.jpg

Tutto inizia con una lunga serie di bugie.

Il maestro delle tre tavolette, inssieme a Padoa-Schioppa inventa il ‘buco lasciato dal precedente Governo’.
Il deficit del 2,5% viene così gonfiato al 4,2%, salvo poi ammettere che ci sono entrate non contabilizzate che da sole riporterebbero il deficit a quello che effettivamente era, il 2,5%.

La manovra aveva diversi scopi:
1) Dimostrare come il Governo Berlusconi fosse stato un cattivo Governo
2) addossare al Governo Berlusconi la responsabilità per l’ingrata necessità di una manovra economica pesante.
3) Raccogliere una montagna di denaro (rubandola ai cittadini) in modo da poter mostrare l’anno successivo un miglioramento dei conti e, ritornandone una piccola parte, far credere di aver ottenuto positivi risultati economici.

Da queste premesse la stangata sanguinosa della finanziaria che riporta la pressione fiscale alivelli incredibili.:
“(ANSA) – ROMA, 30 DIC 2007 – Nuova stangata in arrivo: secondo contribuenti.it nel 2007 le famiglie italiane dovranno sborsare 736 euro in piu’ per i rincari fiscali. ‘Nonostante le promesse del governo – recita una nota – le imposte sulla nettezza urbana aumenteranno del 152,7%, con punte del 291%, senza contare gli incrementi Ire pari all’11,8%, dell’Iva pari all’8,6%’. ‘Sono previsti – spiega l’associazione – aumenti per Ici, imposte di registro, ipotecarie e catastali del 113,3%'”

La Campania affoga nella spazzatura.

Continua l’occupazione di tutto ciò che sia occupabile, dai posti di uscere ai posti di direttore generale o presidente. Indicativa la fulminea carriera di Stefano Fregni.

Arriviamo alla vergogna incredibile del caso del Generale Speciale, reo di essersi rifiutato di insabbiare le inchieste che riguardavano le cooperative rosse. Le dichiarazioni disgustose del ministro Padoa-Schioppa in Parlamento, in difesa di Visco, toccano veramente il fondo. Le affermazioni del ministro verranno poi smentite dal TAR che reintegra Speciale al suo posto, ma il ministro resterà incollato alla poltrona.

La Campania affoga nella spazzatura.

Bertani parte con le liberalizzazioni, quelle contro i piccoli ovviamente, perchè i grossi è meglio non toccarli.
Il risultato sarà presto visibile: aumento delle tariffe dei taxi e scioperi di tutte le categorie.

La Campania affoga nella spazzatura.

A fine 2007 Mortadella ci riprova con la nuova finanziaria, quella che secondo lui aiuta i redditi più deboli e rilancia l’economia. Il mese precedenta aveva cercato, per fortuna senza riuscirci, di mettere le mani sul tesoro della Banca d’Italia. Altra stangata per tutti.
Saluto
Nuovo furto. Questa volta ai danni dei pensionati. La tanto decantata riforma delle pensioni che Prodi e i suoi alleati sinistri cercano di far passare come un passo fondamentale verso l’equità e la tutela dei più deboli, rapina infatti i primi sei mesi di pensione a tutti gli Italiani che andranno in pensione dal gennaio 2008 in poi.

La Campania affoga nella spazzatura.

Gennaio 2008: frange della maggioranza impediscono al Papa di parlare alla Sapienza. Il Promessore non è in grado, o non vuole, garantire la sicurezza al Pontefice che rinuncia al suo discorso.

La Campania affoga nella spazzatura.

Finalmente Mastella si accorge sulla sua pelle come parte della magistratura sia politicamente organizzata ed esce dal governo.

Alla Camera Prodi si dice orgoglioso dell’operato del suo governo e cita tra i suoi meriti il raddrizzamento dei conti pubblici, la lotta all’evasione, la redistribuzione dei redditi e la politica a tutela dell’ambiente da lui perseguita.

La Campania affoga nella spazzatura.

NO

Le famiglie italiane sono sempre più povere. Mai così tanto negli ultimi 20 anni.
I consumi sono fermi e la crescita economica passa dall’1,5% del 2007 all’1,2% stimato del 2008.
I prezzi di pane, cereali carne e zucchero è salito alle stelle. Il prezzo degli altri prodotti anche. Per non parlare di bollette e balzelli vari. Il consumo di carne è diminuito dello 0,5%.
Per far fronte agli aumenti e alle tasse, le famiglie si indebitano ed aumenta vertiginosamente l’impossibilità di pagare le rate con un incremento di sofferenze pari all’8,5% negli ultimi 12 mesi.
La richiesta di mutui aumenta del 10,3%, ma con l’aumento delle rate ciò si traduce spesso in una vera e propria crisi finanziaria della famiglia.
Le famiglie che per sopravvivere debbono fare la coda davanti alle porte della Caritas e di altre organizzazioni di carità per ricevere un pane e un po’ di pasta gratuita sono ormai il 5% del totale.
Prodi il ciarlatano
Ed il Financial Times scrive: “I dati preliminari dell’Unctad evidenziano un collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia proprio quando questi afflussi si sono impennati altrove nell’Unione europea’’: nel 2007, a fronte di una crescita del 15% nel Vecchio continente, l’Italia mostra un calo del 28%.
L’Italia, oltre tutto, ‘’sta anche perdendo gli investimenti indiretti’’ e l’interesse da parte dei fondi di private equity.”

Questo è il Paese che ci lascia il Promessore dopo nemmeno due anni di governo.
Davvero un bel record, soprattutto se si pensa che l’economia mondiale (ed europea) in tale periodo è stata positiva.

E per carità cristiana non parliamo della sicurezza dei cittadini e della spazzatura in Campania.
Spazzatura

Oggi gli Italiani sperano che il peggior governo che l’Italia abbia mai avuto vada finalmente in discarica.

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