religione


Oggi vi regalo il video ed il testo di una delle più belle canzoni che conosco.
Si tratta di Nirvanasatakam o Nirvana Statak o Athma Shatak che dir si voglia.
E’ il canto che, secondo la leggenda, sgorgò dall’animo di Sankara (Shankaracharya) in risposta alla domanda di quello che divenne il suo Maestro (Govindapada) che gli chiedeva chi fosse.

Godetevi entrambi.

Mano-buddhyahañkàra-cittàni nàham
Na ca šrotra-jive na ca ghraña-netre,
Na ca vyoma bhùmir na tejo na vàyus
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono la mente, non sono l’intelletto, non sono l’ego e neppure la ragione. Non sono l’udito, non sono il senso del gusto, né il senso dell’odorato, non sono neppure la vista, né tanto meno l’Etere Onnipervadente. Non sono nemmeno il fuoco, non sono nemmeno l’acqua, non la terra e nemmeno uno dei cinque grandi Elementi. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na ca pràna-sañjño na vai pañca-vayur
Na và sapta-dhàtur na và pañca-košah,
Na vàk-pàni-pàdam na copasthapàyu
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono il prana, non sono nemmeno i cinque tipi di energia che circolano nel corpo, non sono nemmeno uno dei sette umori che impregnano il corpo, non sono nemmeno una delle cinque guaine di cui si riveste l’ego, identificandosene. Non sono il potere della parola, né la favella mi può descrivere. In realtà non ho mani né piedi, il dito non mi può indicare, la mano non mi può afferrare, né un piede avvicinarmisi; non sono nemmeno gli organi di riproduzione. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na me dvešaràgau na me lobhamohau
Mado naiva me naiva màtsarya-bhàvah,
Na dharmo na charto na kàmo na mokšaš
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono il senso di avversione, non sono l’attaccamento, non sono l’avarizia. La delusione non Mi appartiene, non sono nemmeno l’arroganza, non sono nemmeno la gelosia. Non sono nemmeno la giustizia, non sono nemmeno la ricchezza. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na punyam na pàpam na saukhyam na duhkham
Na mantro na tìrtham na vedà na yajñah,
Aham bhojanam naiva bhojyam na bhoktà
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Né virtù né vizio sono Miei, né gioia né dolore Mi appartengono. Non sono neppure il Mantra, non Mi si trova nei luoghi sacri di tutta la terra, i Veda non Mi possono descrivere appieno, non Mi si può conoscere tramite le offerte ed i sacrifici. Non sono il cibo, non sono nemmeno colui che mangia, non sono nemmeno l’atto del mangiare. Consapevolezza e Beatitudine sono la Mia Vera Forma. Sono Shiva! Sono Shiva!

Na mrtyur na šankà na me jàti-bhedah
Pità naiva me naiva màtà na janma,
Na bandhur na mitram gurur naiva šisyas
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non temo la morte, perché non sono mai realmente nato. Non ho Credo religioso, nessuna casta é realmente Mia. Nessun padre né madre, mai, in nessun tempo, ha mai potuto chiamarmi figlio. Non ho mai visto nascita, non ho fratelli né amici. Io non sono il Guru e neppure il discepolo. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Aham nirvikalpo niràkàra-rùpo
Vibhitvàcca sarvatra sarvendràyanàm,
Na càsañgatam naiva muktir na meyaš
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    La Mia Vera Natura può essere colta soltanto nello stato di Nirvikalpa Samadhi, quando la mente si é dissolta e l’ego é stato interamente spazzato via dal vento della Consapevolezza. Io Sono senza forma. Io Sono l’Onnipervadenza stessa. Serpeggio in tutte le cose, ma nessuna cosa Mi contiene. Non ho organi di senso, non sono né schiavo né libero, nessuno strumento é in grado di cogliere ciò che Io Sono. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

* * *

Sankara nacque in Kerala, da famiglia brahamanica poverissima, nel 788 d.C., in un epoca in cui l’induismo, a causa dell’affermarsi del buddismo e dello janinismo, aveva perso terreno e, soprattutto, si era allontanato dall’essenza dei Veda.
E’ riconosciuto come uno dei più grandi filosofi e teologi di tutti i tempi.

La sua missione, compiuta viaggiando instancabilmente a piedi attraverso tutto il Paese e sostenendo in ogni città, come si usava allora, duelli verbali con i sapienti locali da lui immancabilmente vinti, era quella di riaffermare l’importanza dei Veda e di riportare l’induismo alle sue antiche radici.
Trovò anche il tempo di scrivere memorabili commentari alle Vedānta Sutra e alla Bhagavad Gita e a scrivere un trattato sull’Advaita Vedanta.
Fu maestro della bhakti o devozione altruistica e lasciò alcuni famosi bajans.

Morì all’età di 32 anni, nel 880 d.C., come gli era stato profetizzato poco dopo la sua nascita, avendo ormai pienamente raggiunto lo scopo che si era prefisso.
Vita ed opere di Shankara (ottima biografia in italiano)
notizie su Sankara (in inglese)
Sri Adi Shankaracharya (in inglese)

La canzone è cantata da Deva Premal.

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Gironzolando sulla rete ho trovato questo aneddoto.
Ve lo propongo come meditazione di fine anno.
E vi faccio ovviamente i miei migliori auguri per un felice 2008!

Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda: “ Dio creò tutto quello che esiste? ”

”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “

“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.
Sì signore, rispose il giovane.

Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.

Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico, fu la risposta del professore.

Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”
“Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”

Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.

“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente.
Il professore rispose: “Esiste”.

Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no!
Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no! …
Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio.
L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”.

Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”
E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”

Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.
Dio non creò il male. …
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani.
Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.

Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.

Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”
La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.

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Firmiamo la petizione per salvare Konqueror!
Dateci la possibilità di usare Konqueror come file manager di default in KDE 4

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