Windows


Non ho alcuna intenzione di fare un’inutile polemica, ma desidero rendere note alcune mie considerazioni.

Innanzitutto l’antefatto.
Da circa otto anni sono un felice utilizzatore di Linux ed in tutto questo tempo avevo completamente dimenticato l’esistenza di un sistema operativo, Windows, di cui non sentivo la mancanza.
Sino al giorno, poco tempo fa, in cui mi sono deciso ad acquistare un navigatore satellitare della Garmin.
Sapevo che si basava su Windows, ma speravo in qualche maniera di poterlo utilizzare anche con Linux, magari utilizzando Wine.
Così non è stato: l’aggiornamento delle mappe richiedeva necessariamente il programma MapSource che gira esclusivamente su Windows.
Da qui è nata la necessità di reinstallare Windows XP su di una piccola partizione secondaria.
E da qui sono nati i problemi che mi hanno portato al titolo di questo post.

Ve li descrivo.

L’installazione è partita regolarmente, ma dei quattro dischi fissi che monto, Windows non è riuscito a vedere nessuna partizione. E si che usano file system noti e ben collaudati nel tempo!
Ho quindi dovuto formattare il più vecchio dei quattro dischi, un ATA, per dedicarlo esclusivamente a Windows.
Tutto è andato avanti come ci si aspettava, anche se l’operazione è durata abbastanza.
Alla fine è apparsa la videata del nuovo sistema operativo.
In quanto alle periferiche non ne aveva riconosciuta praticamente nessuna.
Inizia quindi una estenuante fase di inserimento di CD e DVD con drivers delle varie periferiche e successivo reboot del sistema (e posso ringraziare il cielo che avevo avuto cura di conservarli, anche se li avevo imbucati in soffitta e non mi è stato facilissimo il ritrovarli).
Possibile che nel 2008 tutto ciò sia ancora necessario?
Cominciano avenirmi seri dubbi sulla maturità di un tale sistema.

Comunque obtorto collo vado avanti.
Dopo alcune ore sono riuscito ad avere un sistema che riconosceva la scheda grafica, quella sonora (una comunissima Ensoniq), la stampante e lo scanner.
Non riconosciuta restava la scheda ethernet, senza la quale mi è impossibile collegarmi in rete.
La cosa in un primo momento mi è sembrata buona. No rete, no virus.
In seguito però la faccenda è diventata pesante.
Inizia quindi la ricerca di un driver per poterla utilizzare.
Senza esagerare ci ho messo due giorni (e svariate prove con drivers che non erano quelli giusti) prima di trovarne uno scaricabile gratuitamente dalla rete. Ad onor del vero ne avevo trovati dopo poche ricerche, ma per essere scaricati richiedevano un abbonamento a qualche strano sito con conseguente esborso di soldi.
Anche l’installazione di questo driver ha ovviamente richiesto un reboot del sistema.
Stesso discorso per un paio di programmi (alcuni della Garmin, altri freeware) che hanno sempre richiesto un reboot del sistema.

E arrivo alle conclusioni.
Dopo un incredibile sequenza di reboot mi sono ritrovato con un’interfaccia grafica a dir poco antica, almeno per chi, come me, è abituato a Linux. E non mi riferisco soltanto alla totale mancanza di effetti grafici, ma a tutto l’insieme. Un’unica scrivania al posto delle quattro cui sono abituato, un centro di controllo confusionario, l’impossibilità di configurare il tutto, fonts, aspetto finestre, eccetera, secondo le proprie esigenze (intendiamoci, forse è anche possibile, ma dopo mezz’ora di ricerche io ci ho rinunciato), l’apparizione continua di avvisi mai richiesti, la totale mancanza di conformità ai formati standard, anche quelli più semplici come il formato txt, l’arroganza con cui viene richiesto ogni cinque minuti l’aggiornamento del sistema, un continuo tentativo di connettersi alla rete senza che io avessi la più pallida idea del perchè e di cosa volesse fare (avevo per fortuna installato ZoneAlarm che ogni pochi mnuti mi avvisava di qualche tentativo).

Ora, considerando che il tutto è a pagamento (e la cifra non è nemmeno modesta) quale sia il motivo per cui Windows venga utilizzato da centinaia di milioni di persone resta per me un grosso mistero.
Io l’ho trovato antiquato (per intenderci indietro di almeno un decennio), poco piacevole, poco produttivo, senza alcun programma utile da poter utilizzare da subito, insulso al punto da non riconoscere nulla senza la presenza di appositi CD aggiuntivi, pronto a riempirsi di schifezze se si ha la malaugurata idea di connettersi alla rete e instancabile nei suoi tentativi di collegarsi in rete (a chi e per cosa fare ancora non l’ho capito) a mia totale insaputa.

Da qui la mia attuale convinzione: Windows XP è tutto quello che si vuole, tranne che un sistema operativo maturo per il desktop!

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No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Poco tempo fa ho scritto un post in cui parlavo di una mia guida per principianti.
La guida era visibile solo sotto forma di pagine WEB.

Ora ho pensato di renderla accessibile anche come file PDF.
Così è possibile scaricarla e consultarla a piacimento quando se ne abbia bisogno.

La guida stessa, tra l’altro, è più aggiornata in quest’ultimo formato che non come html.

La segnalo quindi a quanti ne fossero interessati. La si trova ovviamente sul mio sito: Linux: come e perché

Tags: Linux Grub Informatica HowTo Konqueror Random Varie

No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Girando per i vari Forum mi sono reso conto che molti avvicinandosi a Linux si trovano spesso spaesati.
I problemi che ricorrono più spesso possono riassumersi in questi punti:

  • Differenze con Windows
  • Dove sono gli exe
  • Dove trovo i programmi che mi servono
  • Come si installano i programmi
  • Come avviare un programma
  • Cos’è e come funziona Grub
  • E avanti di questo passo.

    Le guide indicate nei vari Forum sono spesso complicate (e difficilmente un principiante avrà la forza di leggerle, non parliamo di capirle) oppure, qualora semplici, non rispondono a molti dei quesiti di base di un principiante.

    Per questo mi sento di indicare a chi voglia avvicinarsi a Linux, con qualsiasi distribuzione oggi reperibile, la guida per principianti da me fatta e, sino ad oggi, tenuta aggiornata.

    Qui ne riporto l’indice:

  • Perchè Linux?
  • Differenze sostanziali con Windows?
  • Quale distribuzione Linux?
  • Quale hardware è supportato?
  • Perchè la differenza Root e User?
  • Come si installa?
  • Come si installano i pacchetti?
  • E i pacchetti che non trovo nel sito della distibuzione?
  • Cos’è uno script?
  • Come si configura il sistema?
  • Come ascolto la musica?
  • E i files MIDI?
  • La mia macchina fotografica digitale?
  • E lo scanner?
  • Come si installa la stampante?
  • Come scrivere lettere, testi e libri?
  • Come vedere la televisione?
  • E i filmati?
  • La Grafica
  • A cosa serve la console?
  • E se volessi programmare?
  • Browsers, Mail e …?
  • E col Firewall e l’AntiVirus come la mettiamo?
  • Schermate Linux
  • Come trovare riferimenti e aiuto?
  • Confronto installazione WindowsXP e Kubuntu 6.10
  • Recoll:la ricerca testuale per il desktop Linux
  • Sidux: un’ottima distribuzione Linux
  • Appendice 1: i giochi in Linux
  • Appendice 2: i filesystems in Linux
  • Appendice 3: il networking in Linux
  • Appendice 4: compatibilità hardware in Linux
  • Appendice 5: Grub il boot loader
  • Appendice 6: il kernel di Linux
  • Appendice 7: Elenco programmi più o meno utili
  • Appendice 8: KUbuntu
  • Appendice 9: Forums Linux: come usarli e a cosa fare attenzione
  • Appendice 10: Il futuro: Xgl e Compiz (su KUbuntu)
  • Appendice 11: script per la rotazione automatica del cubo
  • Appendice 12: comandi bash (shell)
  • Windows XP: recensione di un utente Linux
  • Vista: alcune considerazioni
  • La guida stessa è consultabile al sito: Linux: come e perchè

    Buona lettura!

    Tags: Informatica Linux Beryl Compiz Flash HowTo Grub Windows
    Random Varie

    Come si sa Vista introduce tutta una serie di elementi tendenti ad aumentare la sicurezza del PC, in particolare per ciò che attiene al ‘premium content’, tipicamente usufruibile tramite HD-DVD e BlueRay-DVD.

    Peter Gutmann del dipartimento della Scienza del Computer dell’Università di Auckland, ha fatto uno studio del costo da pagare nel caso disgraziato che Vista riesca ad imporsi sul mercato.

    Qui ne traduco alcuni passaggi,
    Vi invito caldamente a leggere tutto, con calma e attenzione, vista l’importanza che l’argomento ha.
    Certe cose è meglio saperle prima, piuttosto che rimanerne vittime dopo.

    “L’introduzione di questo sistema di protezione avrà come conseguenza un costo considerevole in termini di performance del sistema, stabilità, sicurezza, supporto tecnico e costo dei programmi.
    Ciò non riguarderà solo gli utilizzatori di Vista, ma l’intera industria informatica dal momento che le misure di protezione dovranno essere estese a tutti quei componenti che potrebbero venire in contatto con Vista, anche se non direttamente usati dallo stesso, come ad esempio l’hardware nei sistemi Mac o i server Linux.

    Funzionalità disabilitate

    “Il sistema di protezione di Vista permette ai contenuti protetti di utilizzare solo interfaccie che abbiano la stessa protezione. Al momento attuale la maggior parte delle interfacce audio ad alta qualità utilizzano il formato S/PDIF (Sony/Philips DIgital Format). Moltissime schede audio di nuova generazione utilizzano l’uscita TOSlink per avere una riproduzione di alto livello sonoro. Le stesse schede madri di ultima generazione offrono spesso una uscita audio coax o addirittura ottica. Ma poichè il formato S/PDIF non provvede alcuna protezione dei contenuti, Vista ne richiede la disabilitazione qualora si vogliano ascoltare i cosiddetti ‘premium contents’. Lo stesso vale per i componenti video. In parole povere ciò significa che la somma che avete speso per dotarvi del meglio oggi sul mercato si rivelerà del tutto inutile per ascoltare la musica o vedere i video protetti.

    Funzionalità disabilitate indirettamente
    Oltre alle funzionalità disabilitate direttamente ve ne sono altre. Ad esempio le comunicazioni vocali tramite PC si basano sulla soppressione automatica dell’eco (AEC).
    L’AEC funziona mandando una parte del segnale al sottositema di cancellazione eco.
    Ciò però non è consentito da Vista perchè potrebbe essere utilizzato per la copia del contenuto. Quello che è permesso è una forma estremamente diluita di feedback che può essere utilizzata per una forma molti minimale di cancellazione dell’eco.

    Diminuzione della qualità di ‘playback
    Oltre alla prerogativa di abilitare – disabilitare l’output, Vista richiede che la preiferica che provvede l’uscita ad alta qualità degradi la qualità del segnale qualora la protezione sia attiva. Ciò viene ottenuto attraverso un ‘constrictor’ che degrada il segnale ad una qualità inferiore e poi lo riporta alla condizione precedente con però una perdita significativa di qualità. Così se stai usando un nuovo display LCD alimentato da un segnale DVI ad alta qualità ed è attivato il sistema di protezione, l’immagine che vedrai sarà leggermete ‘sfocata’, ‘indistinta’, come sui vecchi monitor di 10 anni fa che potresti comprare al mercatino per due dollari. In effetti è ancora ammessa la specifica VGA, ma in futuro probabilmente verrà disattivata.

    Lo stesso deliberato degrado del playback di qualità è applicato all’audio che avrà quindi ‘meno dettagli’.
    Curiosamente la documentazione riguardante la protezione di Vista specifica che è compito dei produttori differenziare i loro prodotti. Sembra come rompere le gambe agli atleti e poi giudicarli in base a come corrono con le stampelle.

    Ma oltre alle ovvie implicazioni di audio e video degradati, ve ne sono di ben più importanti.
    Per esempio il settore delle immagini per uso medico. Qualsiasi forma di degrado dell’immagine stessa può portare a false diagnosi e, in casi estremi, persino alla morte.
    Pensate al medico che sta esaminando alcune fotografie e contemporaneamente ascolta come sottofondo musica dal suo dvd. Se è presente un qualsiasi ‘premium content’ automaticamente l’immagine sullo schermo subirà un impercettibile cambiamento. La sua alterazione potrebbe essere determinante per una falsa diagnosi. E il brutto è che non c’è un metodo semplice per prevenire tale mutamento. Vista modificherà l’output in un certo modo, impossibile da prevedere in anticipo, silenziosamente.

    Eliminazione del supporto per l’hardware opensource
    Per impedire la creazione di emulatori hardware di elementi protetti, Vista richiede l’uso di HFS (Hardware Functionality Scan) che viene usato per rilevare una specie di ‘impronta digitale’ del device per essere certi che esso sia (probabilmente) genuino.
    Per ottenere ciò il PC esegue un’operazione sul device (ad esempio renderizza un contenuto 3D in una scheda grafica) che produce un risultato univoco che identifica il device stesso.

    Per poter funzionare le specifiche richiedono che i dettagli del device stesso siano mantenuti ‘confidenziali’. Chiunque conoscesse le specifiche del device stesso sarebbe in grado di creare un driver per esso (utilizzabile ad esempio su un O.S. diverso da Vista), ma sarebbe anche in grado di annullare il meccanismo HFS. L’unico modo pre proteggere il processo HFS è quello di non rilasciare dettagli tecnici del device stesso, esclusi quelli necessari per scrivere un articolo o per confrontarlo con altri.

    Eliminazione di Driver Unificati
    Il sistema HFS ha un altro costo incorporato. La maggior parte dei produttori, grazie a Dio, ricorre oggi a drivers unificati. Poichè HFS richiede l’identificazione unica e non si accontenta di identificare il device (ad esempio scheda grafica), ma vuole conoscerne la variante, non è più possibile creare un drivers unico. Ogni piccola variazione del device richiede un cambiamento del driver in modo che il sistem HFS possa lavorare al meglio.

    Se il chip grafico è integrato direttamente nella scheda madre e l’accesso al bus è difficile, non vi è più bisogno di criptazione. Questo potrebbe significare un notevole aumento dell’offerta di schede madri con chip grafico incorporato. Ciò però porta ad un ulteriore problema. Per il sistema non sarebbe possibile comprendere se la scheda grafica è integrata nella scheda madre o no. In entrambi i casi infatti utilizzano lo stesso bus AGP/PCI. La soluzione è di rendere le due forme di schede grafiche ‘incompatibili’ in modo che il sistema HFS possa capire se la scheda è integrata o no. Ciò però significa aumentarne i costi e la complessità.

    Ulteriori problemi con i drivers audio. Al sistema l’audio HDMI sembra uguale a quello S/PDIF, soluzione adottata a suo tempo per semplificare il disegno dei drivers.
    Per avere la possibilità di disabilitare l’output è però necessario rendere il codec HDMI incompatibile con quell S/PDIF.

    Sopsensione del servizio (DoS) tramite revoca del driver
    Non appena venisse scoperta una debolezza in un driver o device, quel driver vedrebbe la sua ‘firma digitale’ revocata da Microsoft, il che significa che cesserebbe di funzionare (i dettagli sono molto scarsi; probabilmente verrebbe mantenuta una qualche minima possibilità per il boot).

    Se un device viene ‘revocato’, questo è valido immediatamente in tutto il mondo fintanto chè il produttore non fornisca una patch adeguata. Se però si tratta di un device vecchio è molto difficile che il produttore si prenda la briga di fare qualcosa. Nel mercato odierno la maggior parte dei device entra nello stato ‘legacy’ uno o due anni dopo che il suo successore è entrato nel mercato. Si verificasse la situazione descritta, il device diventerebbe permanentemente inutilizzabile.

    Pensate alla Nvidia TNT2, molto utilizzata ancora oggi negli uffici dal momento che offre tutto quello di cui hanno bisogno. Venisse trovata un debolezza nel driver è difficile pensare che Nvidia decida di riscriverne un’altro visto che è da parecchi anni che non lo modifica più.

    La revoca può avere altri costi imprevedibili. I componenti anti-pirateria di Windows (WGA) sono legati strettamente ai componenti hardware del sistema. Windows vi permette di fare un numero limitato di cambi al vostro hardware, dopodichè richiede una nuova licenza.
    Se un particolare componente viene disattivato (anche solo temporaneamente in attesa di un nuovo driver) e voi, per aggirare il problema, installate una nuova scheda grafica o sonora, rischiate di risvegliare il sistema anti-pirateria di Windows, cadendo così dalla padella nella brace. Se siete costretti a cambiare un componente essenziale, come la scheda madre, siete immediatamente ed automaticamente ‘bocciati’ dalla WGA. Qualsiasi revoca di qualsiasi tipo di componenente integrato nella scheda madre (quasi tutte hanno integrato l’audio e molte anche il video) avrebbe un effetto serio e negativo sul sistema di validazione (WGA) di Windows.

    Diminuzione dell’affidabilità del sistema
    Il sistema di protezione di Vista richiede che tutti i componenti (harware e drivers software) emettano il cosiddetto ‘tilt-bits’ qualora si accorgano di una qualche anomalia.

    Per esempio se c’è una fluttazione unusuale della tensione, qualche disturbo nel segnale del bus, un ritorno di codice leggermente diverso in risposta al richiamo di una funzione,, il registro di un device che non contiene ciò che ci si aspetta, eccetera, viene emesso un ‘titlt-bits’. Cose di questo genere non sono affatto unusuali o poco comuni in un tipico computer. Ad esempio allacciare un device alimentato tramite bus può causare una piccola fluttuazione del voltaggio. Fino ad ora ciò non era un problema: i sistemi erano costruiti con un’elasticità più o meno grande e le cose continuavano a funzionare come normale.

    Con l’introduzione del ‘tilt-bits’ l’elasticità si riduce a zero. Eventi che prima nemmeno si notavano portano il sistema a credere di essere sotto attacco. L’effetto che questo ha sull’affidabilità del sistema è ovvio e non richiede ulteriori spiegazioni.

    Caratteristiche contenute nella ‘Content-Protection’ come il ‘tilt-bits’ possono avere terribili conseguenze del tipo DoS (denial of service).
    E’ un bene che gli attuali malware sono creati essenzialmente per il pishing e lo spam, piuttosto che per creare il maggior danno possibile.

    Con il numero di caratteristiche esplosive che il sistema di protezione di Vista possiede, qualsiasi malware che decidesse di usarne qualcuna causerebbe seri danni; un piccolo pezzo di malware, facilmente nascondibile sarebbe più che sufficente per rendere la macchina inutilizzabile, mentre la stessa natura della protezione di Vista renderebbe impossibile scoprire perchè il ‘Denial of Service’ è accaduto.

    Di più: gli autori del malware che avessero preso di mira la protezione di Vista sarebbero protetti dal DMCA che impedisce il reverse engeneering o la semplice disabilitazione delle caratteristiche della protezione che loro hanno preso di mira.

    Aumento del costo harware
    “Questo aumenta i costi del disegno della scheda madre, aumenta i tempi di sviluppo e riduce la flessibilità di configurazione OEM. Questi maggiori costi saranno passati al consumatore e potranno rallentare lo sviluppo di piattaforme ad alta performance” ATI

    Vista include varie richieste ai produttori di hardware. Per esempio solo determinati tipi di layout per le schede saranno accettati in modo da rendere più difficile l’accesso a certe parti del circuito. Ciò implica maggiori costi, oltre al costo derivato dal fatto che i produttori sono costretti a fare layout non ottimizzati per il loro prodotto.

    Ad esempio i produttori di schede grafiche tendono ad utilizzare un unico circuito stampato per varie schede. Ad esempio una scheda di basso costo non ha l’uscita video, il circuito DVI, la RAMDAC eccetera,tutte cose che sono presenti nella stessa scheda di fascia alta. Se voi guardate il circuito noterete che, per le schede di fascia bassa, esistono pezzi del circuito stesso non utilizzati. Il sistema di protezione di Vista richiede invece che ciò non succeda.in modo che non sia possibile prelevare dalla scheda alcun segnale. Ciò significa che una scheda a basso costo non sarà più una scheda ad alto costo senza alcuni componenti, e viceversa. Ognuna dovrà avere un proprio circuito personalizzato.

    Questo si estende a tutti i componenti sino al chip. Il produttore quindi non potrà più variare i costi in base agli add-ons montati, ma sarà costretto a fornire un’unica scheda con tutto il possibile incluso, anche se il compratore si sarebbe accontentato di una scheda con prestazioni ridotte.

    Aumento dei costi per usare licenza di terze parti
    “Abbiamo avuto maggiori costi legali per la protezione del copyright negli ultimi sei mesi che per qualsiasi altro sviluppo. Ogni contratto legale stabilisce un precedente. Ed ogni nuovo contratto si basa sul precedente” ATI

    Proteggere tutti i presiosi contenuti ‘premium’ richiede un sacco di tecnologia addizionale. Sfortunatamente tale tecnologia è posseduta da terzi e richiede licenze addizionali.
    Ad esempio la tecnologia HDCP per HDMI è dell’Intel. Così per mandare un segnale tramite HDMI occorre pagare delle royalties all’Intel, anche se potreste ottenere lo stesso risultato, gratis, tramite DVI.

    La necessità di utilizzare tecnologie, con licenze, non necessarie si estende oltre l’hardware base IP. Microsoft infatti ha richiesto ai produttori di proteggere i loro drivers con tecnologie simili a quelle che rendono i virus ‘invisibili’. Società come Cloakware e Arxan hanno già riempito le loro pagine web con soluzioni atte allo scopo, naturalmente dietro pagamento di royalties.

    Consumo non necessario di risorse della CPU
    “Dal momento che la crittografia consuma cicli della CPU, un OEM deve innalzare la velocità della CPU per mantenere le performances attuali. Questo costo verrà riversato sui consumatori.” ATI

    Tutto il flusso di informazioni dovrà essere criptato e/o autenticato. Per esempio il flusso mandato alla scheda video deve essere criptato con AES-128.
    Questa richiesta di criptografia si estende anche al flusso tra i componenti software. Ad esempio comunicazioni tra user-mode e kernel-mode dovranno utilizzare il sistema di autentificazione messaggi OMAC con considerevoli costi per entrambe le parti connesse.

    Per prevenire attacchi, i vari drivers devono interrogare ogni 30 ms l’hardware per controllare che tutto sia sempre in ordine.
    Questo significa che, anche se non sta avvenendo niente d’altro nel vostro sistema, una gran quantità di drivers deve svegliarsi 30 volte ogni secondo giusto per controllare che non sta accadendo nulla. Oltre a questo vengono eseguiti innumerevoli altri controlli.
    Ad esempio Vista controlla le schede grafiche ogni volta che viene elaborato un frame di un video per accertarsi che tutto sia in ordine (tilt-bits).

    Già molti hanno riportato problemi con i video e l’audio, con frames perse ed audio balbettante anche con sistemi di alto profilo.
    Il tempo dirà se questi problemi sono dovuti all’immaturità dei drivers o al sovraccarico imposto da Vista.

    Schede grafiche incorporate creano un ulteriore problema visto che blocchi del loro prezioso contenuto vengono immagazzinati nella memoria del sistema, da cui potrebbero venir trasferite sul disco (paging). Vista quindi contrassegna queste pagine in modo che il loro trasferimento sul disco avvenga in forma criptata e il loro richiamo venga de-criptato. Sono le uniche pagine a subire tale trattamento.

    Quelle che contengono il numero della vostra carta di credito, i vostri dati personali e privati, vengono trasferite al disco in forma testuale senza alcuna protezione così come tutte le altre informazioni ‘sensibili’. La richiesta della protezione del contenuto mette così in evidenza che per Microsoft il ‘Premium-Content’ è molto più importante dei vostri dati medici o bancari.

    Oltre ai maggiori costi per la CPU, l’inaccessibilità dei dati ad ogni livello significa che la decompressione video non può più essere fatta dalla CPU dal momento che non ha abbastanza potenza per decomprimere il video e criptare il risultato da mandare alla scheda grafica. Quindi la decompressione deve essere integrata nella scheda video, facendo quindi sparire le schede grafiche di basso livello senza codec video integrati.

    L’impossibilità di effettuare la decodifica significa anche che qualsiasi schema di compressione di contenuti ‘Premium’ non può essere implementata. Codec come Ogg o vengono implementate in qualcosa come Windows Media VC-1 o non funzioneranno più in un sistema con Vista.

    La cosa è particolarmente allarmante per il cinema ad alta qualità (D-Cinema) le cui specifiche utilizzano JPEG2000 (MJ2K) dal momento che lo standard MPEG e gli equivalenti non provvedono la necessaria qualità. Poichè JPEG2000 è basato sulla compressione wavelet e non sulla DCT, e la compressione wavelet non è sulla lista dei codec hardware, non è possibile eseguire i D-Cinema (anche Ogg si basa su wavelet).
    Poichè TUTTI i D-Cinema avranno un contenuto premium ne risulta che non saranno visibili sul PC sino al giorno che non apparirà il supporto hardware. Se paragonate tutto questo alla situazione attuale con i video mpeg e osservate come il vecchio codec XingMPEG aveva praticamente creato il mercato del video per pc, vedete che oggi, grazie alla protezione dei contenuti di Vista, l’aprire nuovi mercati in questo modo è divenuto impossibile.

    Le schede audio e grafiche di alte prestazione sono dominio dei giocatori incalliti, che sono disposti a tutto pur di guadagnare anche un solo bit di prestazioni. Disposti anche a comprare per 250 dollari la scheda ethernet ‘Killer NIC’ che promette di abbassare la latenza del loro network di qualche millisecondo. Considerando che la vendita di una di queste schede grafiche porta al rivenditore un guadagno superiore di quello ottenuto dalla vendita di un magazzino di schede madri con chip grafico integrato, sarà interessante vedere la loro reazione quando si renderanno conto dei limiti imposti dal sistema di protezione dei contenuti di Vista.

    Consumo non necessario delle risorse dei device.
    “Il contenuto deve essere criptato, Questo richiede l’aggiunta della logica di criptazione/decriptazione alla VPU. Questo costo sarà passato completamente all’utilizzatore finale”. ATI

    I devices devono implementare l’algoritmo AES-128 per poter ricevere dati da Vista. Per far questo è necessario implementare un motore di criptazione/decriptazione nel chip della scheda grafica. Ciò in pratica significa che una o due pipelines della GPU verranno utilizzate solo per questo scopo.

    Considerando poi che AES richiede un ulteriore sovraccarico (in questo caso lo scambio di una chiave Diffie-Hellman a 2048bit) è facile immaginare che tale necessità sia soddisfatta implementando un motore crittografico per la chiave pubblica che andrà ad occupare una o più delle pipelines rimanenti.

    Tutte cose che, accanto ad una performance inferiore, andranno a incidere sul prezzo della scheda.

    Pensieri finali
    “Nessun novità può aver successo, se non è stata disegnata con in testa i desideri del consumatore. Questa è la condizione per la sua assunzione.” Microsoft

    Alla fine di tutto questo discorso rimane la domanda: perchè Microsoft si è buttata in questo pasticcio?

    Provate a chiedere alla gente cosa si aspettano sotto il termine ‘lettore con protezione dei contenuti’ e vi risponderanno con: “Un PVR” oppure “UN lettore DVD”. Nessuno vi risponderà: “Un PC Windows”. E Allora perchè tutto questo sforzo per tramutare il pc in qualcosa che non è?

    Nel luglio 2006, Cory Doctorow ha pubblicato un’analisi sulla natura anti-competitiva del sistema anticopia dell’iTune di Apple (Apple’s Copy Protection Isn’t Just Bad For Consumers, It’s Bad For Buisness”, Cory Doctorow, Information Week, 31July 2006).

    L’unica ragione per cui posso immaginare abbia spinto Microsoft a tanto lavoro per i suoi programmatori, rappresentanti, venditori e clienti, è che non appena questa protezione sarà diffusa, Micrsoft sarà l’unico proprietario dei canali di distribuzione per i contenuti premium.
    Allo stesso modo in cui Apple ha cercato di monopolizzare il mercato audio, così Microsofto cerca di appropriarsi del nascente mercato ‘premium’.

    Non solo sarà in grado di mettere fuori qualsiasi altro competitore, ma, visto che sarà l’unico canale di distribuzione, potrà dettare condizioni ai produttori di contenuti ‘premium’ (un po’ come ha fatto l’Apple nel settore musicale).

    Il risultato sarà un monopolio rinforzato dalla tecnologia che farà ricordare l’attuale monopolio di fatto di Windows come un ‘guanto di velluto’.

    La cosa peggiore di tutto è che non c’è scampo.

    I produttori hardware devono bere l’amaro calice se vogliono lavorare con Vista (non è richiesto di firmare una specifica licenza, ma senza un certificato il contenuto ‘premium’ non viene passato al driver).

    Naturalmente un produttore può scegliere di non aderire, sempre che non gli importi che il suo prodotto sarà in grado di esibire solo video e audio di bassa qualità, sfuocato e scattante quando cercherà di riprodurre contenuti ‘premium’ mentre i suoi competitori non avranno questi problemi (è bene ricordarlo creati artificiosamente) avendo integrato la protezione richiesta da Vista.

    L’utente finale non ha alcuna scappatoia.
    Sia che usi Windows Vista, Windows XP, Windows 95, Linux, FreeBSD, OS X, Solaris (on x86) o qualsiasi altro OS, la protezione dei contenuti ‘Premium’ di Vista renderà il suo hardware più costoso, meno affidabile, più difficile da supportare, più vulnerabile a codice malware e con maggiori problemi di compatibilità.

    Poichè Windows domina il mercato dei PC e non è pensabile che i produttori offriranno due differenti versioni del loro prodotto, una per Vista e una per gli altri.

    Chi non utilizza Windows dovrà quindi pagare comunque per le misure di protezioni inserite in un sistema che non userà mai.”

    L’articolo completo, con le referenze e le note, in inglese, è leggibile al seguente indirizzo:
    Il costo di Vista
    Notizie su chi ha scritto l’articolo ed altri suoi saggi li trovate a questo link:
    Peter Gutmann

    Tags: Windows Random Varie
    Linux
    Hardware

    La licenza o Eula di un sistema operativo mi lascia sempre un po’ perplesso.
    Mi chiedo infatti quante persone l’abbiano mai letta e per quale recondito motivo è da considerarsi valida anche in assenza di una cosapevole (leggi firma della licenza stessa) accettazione dell’utente finale.
    Nella maggior parte dei casi chi compra un PC si ritrova già installato Windows e spesso la licenza non la vede nemmeno (il venditore infatti ha già provato il sistema e schacciato il fatidico tasto per l’accettazione dell’eula).

    Mi chiedo anche percè quando si apre un conto in banca o si stipula un’assicurazione, per citare solo due esempi, si debba firmare il contratto più volte per accettarlo nel suo complesso e per accettare anche le clausole che in qualche modo sono vessatorie per il firmatario, mentre per la licenza del sistema operativo la stessa con tutte le sue clausole vessatorie venga considerata accettata in seguito ad un semplice click del mouse.

    E che ci siano clausole altamente vessatorie è certo. Basta prendersi la briga di leggere quella dell’ultimo sistema operativo: Vista.

    Si va dal divieto di far girare Vista su di una macchina virtuale (il perchè è difficilmente comprensibile), alla possibilità riconosciuta a Microsoft di congelare il sistema operativo se, a suo insindacabile giudizio, quest’ultimo non risulti in regola con il codice di attivamento. Il cliente non ha nessuna possibilità di replica; non può dimostrare la regolarità del suo acquisto; non può lamentare l’impossibilità di connessione al server MS nei tempi previsti; ;non può far nulla. Salvo non poter più accedere ai suoi dati se non comprando una nuova licenza e sperando che non si ripeta l’errore.

    Eppure il tutto viene accettato con un click, spesso fatto dal venditore ad insaputa del compratore.

    Mi meraviglio come tutto ciò possa essere accettato. Come nessuna associazione di tutela del consumatore abbia mai trovato niente a ridire. Come nessun avvocato abbia mai trovato la cosa quantomeno curiosa se comparata a qualsiasi altra forma di contratto.

    Ma tant’è. Viviamo in un mondo in cui il singolo ha sempre meno dignità e importanza e in cui l’unica divinità è il denaro.
    La persona ha ceduto il passo al consumatore e si è sciolta nella massa informe.

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    Tags: Windows Random Varie

    E siamo arrivati alla differenza fondamentale.

    Linux è un Sistema Operativo libero, Windows no.

    E intendiamoci subito sulla parola libero.

    Libero non significa necessariamente gratuito. Libero significa che il codice sorgente del Sistema Operativo è accessibile a chiunque ed è pertanto liberamente modificabile per adattarlo alle proprie esigenze.

    Questa caratteristica viene spesso sottovalutata da molti. Il ragionamento comune è: dal momento che io non so scrivere programmi, cosa può interessarmi se il codice sorgente è accessibile e modificabile. Non sono comunque in grado nè¡ di comprenderlo, nè tantomeno di modificarlo.

    E’ proprio il fatto che il codice sia accessibile, invece, il motivo che rende Linux sicuro anche per l’utente normale. A prescindere dalla tua preparazione, infatti, nel mondo esistono decine e decine di migliaia di persone in grado di studiare, ed eventualmente migliorare, tale codice. E lo fanno.
    I risultati sono molteplici: eventuali errori vengono scoperti e corretti velocemente; nel codice non possono essere nascosti spyware e simili dal momento che qualcuno se ne accorgerebbe immediatamente e darebbe l’allarme, non possono essere inseriti meccanismi, come il cosiddetto Palladium o Trust Computing o DRM, tali da limitare la libertà dell’utilizzatore finale del computer. In altre parole, hai la garanzia assoluta che l’unico, vero padrone del tuo PC sei tu.

    Se poi pensiamo alle Istituzioni ci si rende immediatamente conto come non sia accettabile che siano legate a software proprietario, di cui non conoscono il contenuto, e che, per la maggior parte dei casi, fa capo ad una società straniera.

    Vi consiglio vivamente di leggere le motivazioni che hanno spinto il Perù ad adottare Linux. Le trovate a questo link:
    Risposta del Parlamentare Villanueva (Perù) a Microsoft

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    Ancora qualche considerazione sui dispositivi.

    Mount
    I vari dispositivi (floppies, dischi rigidi, CD-Roms, ecc.) in Linux vengono ignorati fino a che non gli viene detto di prenderli in considerazione (cosa che può anche avvenire in modo automatico). Il tutto avviene con il comando ‘mount’ (monta) che specifica il tipo di dispositivo, come utilizzarlo e dove visualizzarlo. Il comando contrario è ‘umount’ (smonta).
    I parametri relativi al montaggio vengono memorizzati nel file di testo ‘fstab’ che si trova nella directory /etc.
    Il perchè di questo comportamento è molto semplice: si vuole evitare che l’inserimento di un supporto CD-ROM) possa avviare all’insaputa dell’utente programmi pericolosi (in Windows il file autorun.inf viene eseguito automaticamente ogni volta che si inserisce il CD-ROM che lo contiene e può avviare qualsiasi programma che sia stato indicato nel file stesso: ad esempio, cosa già avvenuta, il programmino Back Orifice, potentissimo strumento di sorveglianza e manutenzione, che consegna il vostro computere nelle mani di qualche sconosciuto.
    Il fatto poi che per poter togliere il CD-ROM dobbiate prima smontarlo (umount /dev/hdc) vi protegge da eventuali crash del sistema (provate a togliere un CD-ROM da Windows mentre un programma lo sta usando).

    Maiuscole e minuscole
    Windows può usare maiuscole e minuscole, ma non le distingue. Per lui i files prova.txt e Prova.txt sono la stessa cosa.
    Linux riconosce e distingue le maiuscole dalle minuscole. I files prova.txt e Prova.txt sono per Linux due files diversi e distinti e pertanto possono coesistere nelle stessa directory. Questo può inizialmente portare ad errori. Ad esempio in windows potete lanciare il programma notepad.exe indifferentemente coi comendi: c:\Windows\notepad.exe, \windows\NOTEpad.exe o \WINDOWS\notepad.EXE. In Linux il nome delle directories e dei files deve invece rispettare esattamente le maiuscole e le minuscole, altrimenti non otterrete nulla.

    Estensioni
    Windows usa le estensioni per sapere di che tipo di file si tratta: tutti i documenti Word finiscono con .doc, i fogli di calcolo Excel con .xls e così via.
    Linux no. Linux riconosce i tipi di file usando il ‘magic number’, vale a dire una sequenza di byte presente all’inizio del file. Così, ad esempio, se all’inizio del file trova la sequenza ‘0xffd8’, Linux sa che il file in questione è un’immagine in formato jpeg, a prescindere dall’estensione che può avere.
    Le uniche estensioni usate da Linux sono: un punto che precede il file e che segnala al sistema che si tratta di un file (o directory) nascosto, e la tilde come estensione finale che indica trattarsi di una copia.
    L’estensione viene comunque usata per permettere all’utilizzatore di capire di cosa si tratta e può avere lunghezza qualunque.

    Slash e Backslash
    Se osservate attentamente i nomi dei files Linux che ho scritto più sopra, avrete certamente notato che, a differenza di Windows, viene usato il carattere “/” e non il carattere “\” tipico del sistema operativo Microsoft.
    Perchè?
    Il motivo è molto semplice: Linux rispetta gli standards.
    Il sistema Unix, infatti, sistema da cui deriva Linux, era operativo molto, ma molto tempo prima che arrivasse Windows. E utilizzava (e utilizza tuttora) per l’appunto il carattere “/” . Se ci fate caso lo stesso carattere viene utilizzato anche su Internet dal momento che è nata su macchine Unix e Windows è arrivato dopo.

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