Open Office XML


No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Molti ritengono che tutta la polemica sul formato Microsoft OOXML sia la solita bagarre tra gli anarcoidi della galassia open source e il più grande paladino della legalità e dei copyright.
Insomma una specie di guerra di religione.

La verità naturalmente è molto diversa.

Innanzitutto il paladino della legalità, Microsoft, si è in questa vicenda comportato in maniera scorretta e spesso illegale, provocando dove è stata scoperto con le mani nel sacco l’annullamento delle votazioni.

In secondo luogo qui si parla di un formato per documenti di cui è stato chiesto il riconoscimento in tempi ristretti come standard internazionale ISO. La risposta del mondo Open Source e di moltissimi altri addetti ai lavori è stata negativa esclusivamente sulla base delle caratteristiche tecniche (le specifiche) del formato proposto.

Ecco alcune delle cose che non vanno:

  • C’è già lo standard ISO26300 chiamato Open Document Format (ODT): un secondo standard aggiungerebbe solo costi, incertezza e confusione per l’industria, i governi e i cittadini.
  • Non c’è alcuna realizzazione dimostrabile della specifica OOXML: Microsoft Office 2007 produce una versione speciale di OOXML, non un file il cui formato sia compatibile con le specifiche OOXML.
  • Nelle specifiche del documento mancano informazioni. Per esempio come fare un auto Space come Word95 o usare l’interruzione di linea di Word97.
  • Oltre il 10% degli esempi menzionati nello standard proposto non sono conformi allo standard XML.
  • Non c’è alcuna garanzia che qualcuno possa scrivere software che implementi totalmente o parzialmente le specifiche OOXML senza essere passibile di denuncia per violazione di brevetti o senza essere richiesto da parte di Microsoft di pagare royalties.
  • Questo formato va in conflitto con standard ISO esistenti, come l’ISO8601 (rappresentazione di date tempo), l’ISO639 (codici per la rappresentazione di nomi e lingue) o l’ISO/ICE 1018-3 (parti crittografiche).
  • Contiene un bug nel formato del foglio di calcolo che impedisce qualsiasi data precedente il primo gennaio 1900; tale bug è presente sia nelle specifiche OOXML che nelle applicazioni Microsoft Excel 2000, XP, 2003-2007.
  • Questa proposta di standard non è stata creata mettendo insieme le esperienze e le capacità di tutte le parti interessate (come produttori, venditori, compratori, utilizzatori e legislatori), ma dalla sola Microsoft.
  • Ecco, tra le molte, due conseguenze assurde:

    1) il formato OOXML utilizza il formato interno Microsoft (in contrasto con le ISO) e considera l’anno 1900 come anno bisestile (vecchio bug di Microsoft) con tutte le ovvie conseguenze che ciò può avere con quei programmi che invece non hanno questo errore. Non solo. Indica i giorni festivi del weekend come sabato e domenica, senza possibilità di cambiarli. Ma tutto il mondo arabo, Israele e altri Paesi hanno usanze diverse e per loro il weekend non cade di sabao e domenica. Dovrebbero cambiare le loro usanze?

    2) Non è possibile scrivere url (indirizzi internet) in lingue che non usino i caratteri latini. La conseguenza è che tutti i Paesi dell’est, dell’oriente e molti dell’Africa, non possono scrivere url nella loro lingua.

    Nonostante il voto contrario, a fine febbraio ve ne sarà un altro.
    Vi segnalo pertanto l’indirizzo della petizione all’ISO per evitare che un simile (s)formato possa diventare uno standard:

    NO al formato Microsoft Office come standard ISO

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    No OXML
    NO al formato Microsoft Office come standard ISO

    Nonostante gli sforzi, spesso illegali, di Microsoft, la sua richiesta di accelerare l’approvazione del suo formato proprietario OOXML come standard ISO è stata respinta.

    I voti finali dei P-membri (quelli che contano) sono:

    15 NO (ne occorrevano 14 per respingere la richiesta)
    09 SI con commenti
    08 SI
    09 astensioni
    (fonte: http://winston.effi.org/system/files?file=Ballot-tulokset.pdf)

    Tra i 18 Paesi in cui si sono riscontrate grosse irregolarità figura anche l’Italia.

    La prima battaglia quindi è vinta.
    Prepariamoci adesso a quelle successive.

    Per chi non fosse al corrente del perchè il formato OOXML non può e non deve diventare un ISO, indico un paio di links su cui informarsi:

    OOXML is defective by design
    Microsoft’s Failures with the OOXML Standard

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