Sidux


Da tempo ero stufo di Ubuntu e di tutti i suoi problemi e, anche se in effetti era presente solo come SO di emergenza sul secondo HD, cercavo spesso un sistema operativo con cui sostituirlo.

Come sistema principale usavo Sidux, quindi mi sono deciso di provare uno dopo l’altro Mandriva, OpenSuse e Fedora, ma tutti per un motivo o per l’altro non mi soddisfacevano completamente (e tra l’altro erano versioni in sviluppo e non ancora definitive).
Sembrava tutto stagnante in attesa dell’installazione definitiva probabile di OpenSuse, quando mi sono imbattuto per puro caso nel progetto Chakra che ha attirato la mia attenzione soprattutto per il suo nome.

Leggendo le poche notizie presenti sul loro sito, ho realizzato che si trattava di una versione particolare di ArchLinux, forse l’unico sistema operativo che ancora non avevo mai provato. Da qui la decisione di installarlo.

La sorpresa, inutile dirlo, è stata grande. A parte i primi momenti di incertezza visto che è completamente diverso dagli altri sistemi operativi, non appena presa un po’ di confidenza (ci sono voluti alcuni minuti e un paio di letture sul sito) mi è parso subito come un sistema davvero eccezionale.

Per farla breve, non solo Ubuntu è finito nella spazzatura, ma Chakra ha sostituito nel giro di una settimana anche Sidux nella partizione principale.
E ne sono entusiasta.
Provare per credere!

Concludo il discorso su Lyx.

Tempo fa ho installato su Sidux Lyx 1.6.
Pur essendo una versione alfa (in fase di sviluppo) ne sono stato piacevolmente soorpreso, tanto da decidere di usarlo al posto della versione precedente.
Avviso subito che essendo in sviluppo presenta ancora dei bugs e pertanto non è consigliabile a chi usa il programma per lavoro.

Per chi non lo sapesse Lyx è una interfaccia grafica per Latex.
E Latex è un programma per scrivere testi. E’ usato normalmente (anzi è obbligo usarlo se si vuole pubblicare articoli, inviare curriculum, eccetera) da una moltitudine di istituti scientifici e universitari in tutto il mondo data la precisione tipografica che con tale programma si può ottenere.
Il testo viene praticamente programmato in ogni sua parte (esistono però innumerevoli fogli di stile e classi di documenti già pronti per l’uso) in modo da ottenere sempre e soltanto l’effetto desiderato.
Ma torniamo a Lyx.

A tutti gli effetti è un programma di video scrittura. Contrariamente però a programmi come OOWriter o KWord, con Lyx ci si concentra su ciò che si vuol scrivere e non sulla formattazione. Formattazione che viene inserita, anche dopo aver scritto tutto, attribuendo ai vari paragrafi una determinata qualità che ha una sua particolare apparenza in base alla classe di documento che si sceglie di usare.
L’apparenza finale del documento la si vede con un’apposito comando che traduce il testo scritto in quello che apparirà una volta stampato su carta o trasformato in pdf.

Detto così mi rendo conto che probabilmente il tutto non è molto chiaro. Un’idea della potenza del programma la trovate in calce all’articolo.

L’unico consiglio che posso dare è di installare il programma ed eseguire per prima cosa il tutorial allegato. Poi leggere il file di istruzioni e un po’ per volta familiarizzarsi con il tutto.
Per me è diventato un programma insostituibile per scrivere testi e lettere.

Veniamo ora però alle novità della futura versione.

La prima che balza agli occhi è la possibilità di dividere la finestra in due o più parti. Era una funzione che mancava ed ora finalmente c’è.

Nella finestra di configurazione del documento c’è ora anche una sezione dedicata al formato pdf. Non è più necessario caricare il pacchetto predisposto. Si arrangia automaticamente Lyx ad utilizzarlo quando richiesto e nella finestra di configurazione possono essere inseriti i tags (autore, titolo, parole chiave, eccetera) che verranno integrati nel pdf finale. Si possono inoltre inserire comandi aggiuntivi come ad esempio quelli inerenti al colore che avranno i collegamenti nel testo finale.

E’ stato aggiunto il modulo del layout. Mentre prima per cambiare qualcosa, ad esempio i caratteri usati, occorreva intervenire manualmente sul file di layout, ora si può usare questo modulo direttamente dal documento.
E’ cambiata (in meglio) la finestra per inserire collegamenti, migliorata quella per oggetti flottanti e migliorate le macros matematiche.

C’è un nuovo dialogo per i simboli, per gli spazi orrizzontali e verticali e per le revisioni. Aggiunta anche la possibilità di lavorare a pieno schermo.

La lista dei miglioramenti è lunga e comprende molti altri aspetti.
L’impressione è però che le migliorie ci sono e si vedono subito.

Decisamente quindi da provare, anche per individuare eventuali errori e segnalarli al team di sviluppo che, devo dire, risponde con prontezza.
Avevo infatti segnalato un noioso inconveniente nella stampa ed in due giorni è stato corretto.

* * *

Continuando il discorso precedente, ecco alcune cose possibili.
É stato usato il pacchetto PSTricks (si indica a Lyx di usare uno o più pacchetti inserendo il comando nel menu /Documenti/Impostazioni/ Preambolo di Latex). Dovrebbe essere disponibile nelle repositories, comunqe lo si trova, con esempi e tutorials, a questo indirizzo:
PSTricks web site

mentre un ottimo tutorial per PSTricks si trova a questo indirizzo:
PSTricks Tutorial

Viene utilizzata inoltre la possibilità di inserire in Lyx codice Latex.
Di seguito due esempi di quello che si può ottenere. I disegni e le immagini sono creati direttamente da Lyx (non sono per intenderdi immagini inserite).
Cliccando sull’immagine della pagina la si vede ingrandita.

Puoi scaricare il file .lyx al seguente indirizzo:
pstricks (grafica).lyx.zip

Non sempre il link funziona con Altervista. Nel caso non funzionasse, basta copiare il collegamento nella casella indirizzi del browser.

Lo scompatti e lo apri con Lyx. Per vedere il risultato devi usare la voce di menu ‘vsita/PDF(ps2pdf) oppure stamparlo. Con la visualizzazione con DVI ottieni solo una gran confusione.
Ovviamente devi avere installato il pacchetto PSTricks (che io trovo col nome texlive-pstricks nelle repositories di Debian).

____________________________________

Condividi questo post:
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

Lyx è il più bel word processor che io conosca.

Pur essendo completamente diverso da qualsiasi altro, e quindi richiedendo un minimo di tempo per impadronirsene, non è difficile da usare.

Eccelle nella creazione di testi tecnici, scientifici e matematici complessi e laddove siano necessari riferimenti incrociati, numerazione automatica di sezioni e pagine, indici, e così via, anche per documenti molto lunghi.

Utilizza come modello un linguaggio di marcatura.

In altre parole le procedure di composizione tipografica vengono svolte in gran parte dal computer, lasciando libero l’autore di concentrarsi sul testo.

I moderni Word Processor sono tutti del tipo WYSIWYG, che significa “ciò che vedi è ciò che ottienei, ma anche “ciò che vedi è tutto quello che ottieni”.

Lyx no.

Non dovete rompervi la testa per dirgli dove deve apparire un certo carattere. Gli dite semplicemente ciò che state facendo, al resto ci pensa lui.

Quindi in Lyx non troverete:

  • Il righello del documento.
  • Tabulazioni.
  • Spazio extra (cioè premere Enter o Spazio due o più volte).

Sono tutte cose a cui pensa autonomamente il programma.

Detto così sembra molto strano. L’unico modo per convincersi della potenzialità di Lyx è quello di installarlo, leggere l’introduzione, il tutorial e la guida e cominciare ad usarlo.

Lyx è un’interfaccia grafica di Latex. Sebbene contenga moltissimi comandi di Latex, non li contiene ancora tutti. Ha quindi la possibilità di introdurli manualmente nel testo che si sta scrivendo. Ciò torna molto utile in moltissime occasioni. Essendo un programma di marcatura del testo, nella sua interfaccia non si vede il risultato finale di stampa. Per vederlo occorre attivare un visore che può essere DVI o Pdf a scelta.

Pur essendo un’interfaccia di Latex non richiede assolutamente la conoscenza di quest’ultimo.

Io almeno non lo conosco affatto.

Allego alcune immagini che danno un’idea di ciò che è possibile fare e che possono servire di aiuto per determinate esigenze, come ad esempio inserire un capoverso nel paragrafo.

Cominciamo con l’immagine di cià che appare nel programma e la stampa risultante:

Cosa si vede nel programmaCosa si vede nella stampa

Come si vede a sinistra, l’immagine è introdotta nel testo inserendola in una casella. Vi sono poi i comandi che reimpostano il contatore di pagine e il carattere con cui i numeri di pagina sono scritti. Dopo di che comincia il testo.

Normalmente le immagini inserite (da sole o in caselle), interrompono il testo in due parti: una sopra l’immagine, una sotto. Per avere il testo che scorre si utilizza un pacchetto, pstricks, che fornisce le classi necessarie.
Qui sotto un esempio di come fare (con la possibilità di scaricare il file .lyx per provarlo.

Testo intorno a immaginiTesto intorno a immagini

Il file .lyx è:
wrapped_text_on_figures.lyx.zip

É possibile inserire simboli, formule matematiche (queste ultima tramite la voce di menu ‘Inserisci/Matematica‘. Ecco un esempio col file .lyx:

Simboli e formuleSimboli e formule

E questo è il file .lyx:
simboli.lyx.zip

A volte si vuole un capoverso. Ecco come si può fare:

CapoversiCapovesri

Il file .lyx è:
Capoversi.lyx.zip

Ora vediamo come inserire una sezione con un carattere particolare. Nell’esempio utilizzeremo un carattere calligrafico, ma se ne potrebbe usare un altro.

Carattere calligraficoCarattere calligrafico

Ed il relativo file.lyx:
Scrittura calligrafica.lyx.zip

(Tutti i links di files .lyx di questo articolo portano ad altervista.org che, spesso, presenta difficoltà. Qualora cliccandoci sopra non iniziasse lo scaricamento, basta semplicemente copiare il link e incollarlo nella barra indirizzi del browser.).

Gli esempi riportati sono stati fatti copiando parti di codice latex da vari siti internet.
Ne suggerisco alcuni:
Lyx FAQ
Grupp Italiano Utilizzatori Tex
Forum Lyx (Latex Community)
PSTricks web site

____________________________________

Condividi questo post:
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

Inizio una serie di due o tre articoli sull’impostazione di Sidux da me usata.
Può sembrare strano che dopo l’uscita di Gnome-QT (KDE4) mi metta ancora a descrivere KDE3 e la sua configurazione.

E’ però mia ferma intenzione continuare ad utilizzare KDE3 il più a lungo possibile anche se questo comporterà l’abbandomo di programmi come KOffice (la cui nuova versione girerà solo su Gnome-QT) in favore di programmi simili, come Open Office per la video scrittura.

Dal momento che uso normalmente Compiz, inizio dal caricamento di quest’ultimo al boot.
Come premessa è ovvio che debba essere inizialmente installato.
Per installarlo basta mettere nel file /etc/apt/sources.list la riga:

deb http://download.tuxfamily.org/shames/debian-sid/desktopfx/unstable/ ./

e con synaptic installare i vari pacchetti di Compiz.
Resta ora da farlo partire al login.

Io utilizzo il seguente script (un semplice file di testo reso eseguibile e salvato in ~/.kde/Autostart):

    #!/bin/bash
    sleep 10
    kwin –replace&
    killall kdesktop &
    sleep 10
    killall fusion-icon &
    sleep 3
    fusion-icon &
    sleep 27
    python -u /home/mario/.screenlets/WidescapeWeather/

      WidescapeWeatherScreenlet.py&

    sleep 3
    wmctrl -n 2&
    sleep 1
    wmctrl -n 1&

La prima riga indica che è un eseguibile bash.
La seconda riga attende che KDE sia caricato (KDE si ricorda di fusion-icon e disabilita kwin)
La terza riga riabilita kwin (altrimenti poi fusion-icon mi provoca un crash)
La quarta riga mi elimina Kdesktop (che non mi serve e impedisce a Wallpaper-plugin di funzionare)
La quinta riga attende che KDE termini il caricamento dei vari programmi e applets
La sesta riga elimina fusion-icon
La settima riga aspetta per essere certi che fusion-icon sia chiuso
L’ottava riga lancia fusion-icon
La nona riga aspetta che compiz venga competamente avviato
La decima riga lancia la screenlet WidescapeWeather
L’undicesima riga aspetta che WidescapeWeather sia completamente avviato
La dodicesima riga imposta due desktops
La tredicesima riga attende che i due desktop siano avviati
La quattordicesima ed ultima riga imposta un unico desktop

Gli ultimi due comandi servono per evitare che kpager mostri un unico grande desktop al posto dei quattro corrispondenti alla faccia del cubo.
L’esecuzione dello scripi richiede circa un minuto per essere completata ed alla fine il risultato è quello dell’immagine:

Desktop KDE

Come si vede un desktop che utilizza KDE con due pannelli, uno inferiore ed uno superiore. Con l’applet del tempo posizionata al bordo superiore destro dello schermo (se fosse stata fatta partire prima di caricare Compiz, sarebbe sotto la linea occupata dal pannello superiore).
La peculiarità della mia configurazione di KDE è l’assenza di kdesktop (e quindi di qualsiasi icona sul desktop), la presenza di una barra superiore, a scomparsa, che mi mostra le finestre aperte con la loro anteprima e la configurazione della barra inferiore che mi permette di avere in vista tutto ciò che mi occorre.

Ma su questo ritornerò in un post successivo.

____________________________________

Condividi questo post:
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

Ho installato per la prima (ed unica volta) Sidux nel febbraio 2007.
Da allora l’ho sempre usato come sistema operativo principale e mi ci sono trovato più che bene.
Nel corso del tempo sono passato sempre più spesso ad utilizzare Synaptic per aggiornare il sistema.
L’aggiornamento infatti, trattandosi di una Debian Sid, è forse il punto più delicato.
Per la mia esperienza, se non si vogliono avere brutte sorprese, occorre procedere in questo modo:

  • Controllare sul sito di Sidux se vi sono avvisi riguardanti l’aggiornamento
  • Controllare con synaptic per ogni pacchetto che si vuol aggiornare cosa avviene
  • Se tutto sembra a posto effettuare l’aggiornamento

Procedendo così, e aggiornando quotidianamente il sistema, mi ritrovo a tutt’oggi con un sistema perfettamente funzionante, scattante e piacevolissimo da usare.

Il problema per Sidux, e per Debian in generale, è costituito da KDE4, meglio noto come Gnome-QT.

Il nuovo DE infatti verrà prima o poi introdotto in Sid con conseguenze che potrebbero essere disastrose.
Debian infatti non permette di avere contemporaneamente attivi KDE3 e KDE4. Bisogna quindi scegliere o l’uno o l’altro.
Esiste ovviamente la possibilità di bloccare KDE3.
Così facendo si evita il pericolo di installare KDE4 anche solo per sbaglio.
La soluzione, però, non è ottimale. Infatti col passare del tempo molti programmi per KDE verranno aggiornati solo per KDE4. Primo fra tutti KOffice2 che risulta impossibile da installare in Debian se non aggiornando lo stesso KDE.

In prospettiva quindi l’unica soluzione possibile sembra essere passare a Gnome (o a qualche altro DE), restando comunque con Sidux.

Una seconda soluzione, tutta però da provare, potrebbe essere l’installazione sopra KDE4 di Plexydesk.
Sempre che Plexydesk sia pronto in tempo.

La soluzione migliore, rappresentata dal porting di KDE3 alle qt4, è onbiettivamente confinata al solo mondo dei sogni.

Resta quindi soltanto la tristezza di constatare la fine di KDE (e quindi dei sistemi operativi fondati sul suo utilizzo) in favore di soluzioni studiate a tavolino per cercare di sfondare su settori di utenza attirati dalla cosiddetta ‘semplicità’ di Gnome.

Concludendo, quindi, un bilancio più che positivo con Sidux in questo primo anno, offuscato però dalle prospettive future legate alla scomparsa di KDE.

____________________________________

Condividi questo post:
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

Firmiamo la petizione a favore di Konqueror!
Dateci la possibilità di usare Konqueror come file manager di default in KDE 4

Fatto questo Iniziamo con Sidux.

La soddisfazione di usarlo, se possibile, cresce ogni giorno.
Finita finalmente l’attesa di nuove release. Basta con lo scaricare iso nuove. Tutto aggiornato alle ultime versioni giorno dopo giorno senza problemi o ansie inutili.
E tutto che funziona veloce e senza problemi. Stabile come una roccia.

Anche Compiz-Fusion si rivela stabile e piacevole. Per installarlo basta aggiungere al file source.list (in /etc/apt) la riga seguente:

deb http://download.tuxfamily.org/shames/debian-sid/desktopfx/unstable/ ./

e avere l’accortezza di leggere, prima di installare e/o aggiornare gli avvertimenti che chi fornisce i pacchetti mette a disposizione sul Web. L’indirizzo è:

Repository of Shame – Compiz Fusion

Veniamo adesso alle facce e vediamo come avere quattro immagini diverse, una per ciascuna faccia.

Compiz-Fusion ha un programmino (fusion-icon) che piazza un’icona sulla barra del desktop con la quale è possibile scegliere il window manager (compiz, kwinde, metacity)e aprire le finestre per configurare Emerald e Compiz.
A noi interessa quest’ultima. Con un clic del tasto destro del mouse sull’icona nella barra, scegliamo quindi la voce ‘Setting Manager’ e ci apparirà la finestra di configurazione di Compiz.

Clic sull’icona ‘Cubo Desktop’ e andiamo sulla seconda linguetta. Qui inseriamo sullo spazio in alto il percorso delle nostre quattro immagini che vogliamo sulle facce.

Compiz-Fusion ha anche un’altra possibilità: la wallpaper-plugin di lontana memoria. Quest’ultima è più ampia, nel senso che si hanno 4 immagini anche quando non si usa il cubo, ma il muro.
Per la wallpaper-plugin l’indirizzo delle immagini va però scritto con una diversa ortografia. Se ad esempio la prima immagine si trova in /home/utente/immagini/immagine1.png, dovremo scrivere:

file:///home/utente/immagini/immagine1.png:100

Ovviamente scegliete di mettere le immagini o su ‘Cubo Desktop’ o su ‘Wallpaper’.

Fatto questo, occorre scrivere un piccolo script per chiudere alla partenza Kdesktop e avviare Compiz. Lo script è il seguente:

#!/bin/bash
sleep 10
killall kdesktop &
sleep 10

killall cairo-clock &
killall screenletsd &3
screenletsd start > /dev/null &
cairo-clock &

dove sleep n lascia il tempo a kde di caricare sulla barra tutte le applet che avete; i vari killall garantiscono di non avere programmi che girano ue volte; screenletsd start e cairo-clock lanciano rispettivamente le screenlet e l’orologio (se non li usate, cancellate le due righe).
Manca fusion-icon per il semplice motivo che una volta installata e visibile sulla barra, se si fa il log out da KDE in modo normale, l’icona viene caricata automaticamente da KDE ad ogno log in.
Quindi in effetti lo script si limita ad eliminare Kdesktop ed eventualment aricare le screenlet e il cairo-clock.

Come al solito le immagini devono avere la stessa risoluzione dello schermo.

Condividi questo post:
add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Linux Informatica Random Varie Compiz Compiz-fusion Beryl Sidux HowTo
Konqueror