Grub


No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Poco tempo fa ho scritto un post in cui parlavo di una mia guida per principianti.
La guida era visibile solo sotto forma di pagine WEB.

Ora ho pensato di renderla accessibile anche come file PDF.
Così è possibile scaricarla e consultarla a piacimento quando se ne abbia bisogno.

La guida stessa, tra l’altro, è più aggiornata in quest’ultimo formato che non come html.

La segnalo quindi a quanti ne fossero interessati. La si trova ovviamente sul mio sito: Linux: come e perché

Tags: Linux Grub Informatica HowTo Konqueror Random Varie

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No OXML
NO al formato Microsoft Office come standard ISO

Girando per i vari Forum mi sono reso conto che molti avvicinandosi a Linux si trovano spesso spaesati.
I problemi che ricorrono più spesso possono riassumersi in questi punti:

  • Differenze con Windows
  • Dove sono gli exe
  • Dove trovo i programmi che mi servono
  • Come si installano i programmi
  • Come avviare un programma
  • Cos’è e come funziona Grub
  • E avanti di questo passo.

    Le guide indicate nei vari Forum sono spesso complicate (e difficilmente un principiante avrà la forza di leggerle, non parliamo di capirle) oppure, qualora semplici, non rispondono a molti dei quesiti di base di un principiante.

    Per questo mi sento di indicare a chi voglia avvicinarsi a Linux, con qualsiasi distribuzione oggi reperibile, la guida per principianti da me fatta e, sino ad oggi, tenuta aggiornata.

    Qui ne riporto l’indice:

  • Perchè Linux?
  • Differenze sostanziali con Windows?
  • Quale distribuzione Linux?
  • Quale hardware è supportato?
  • Perchè la differenza Root e User?
  • Come si installa?
  • Come si installano i pacchetti?
  • E i pacchetti che non trovo nel sito della distibuzione?
  • Cos’è uno script?
  • Come si configura il sistema?
  • Come ascolto la musica?
  • E i files MIDI?
  • La mia macchina fotografica digitale?
  • E lo scanner?
  • Come si installa la stampante?
  • Come scrivere lettere, testi e libri?
  • Come vedere la televisione?
  • E i filmati?
  • La Grafica
  • A cosa serve la console?
  • E se volessi programmare?
  • Browsers, Mail e …?
  • E col Firewall e l’AntiVirus come la mettiamo?
  • Schermate Linux
  • Come trovare riferimenti e aiuto?
  • Confronto installazione WindowsXP e Kubuntu 6.10
  • Recoll:la ricerca testuale per il desktop Linux
  • Sidux: un’ottima distribuzione Linux
  • Appendice 1: i giochi in Linux
  • Appendice 2: i filesystems in Linux
  • Appendice 3: il networking in Linux
  • Appendice 4: compatibilità hardware in Linux
  • Appendice 5: Grub il boot loader
  • Appendice 6: il kernel di Linux
  • Appendice 7: Elenco programmi più o meno utili
  • Appendice 8: KUbuntu
  • Appendice 9: Forums Linux: come usarli e a cosa fare attenzione
  • Appendice 10: Il futuro: Xgl e Compiz (su KUbuntu)
  • Appendice 11: script per la rotazione automatica del cubo
  • Appendice 12: comandi bash (shell)
  • Windows XP: recensione di un utente Linux
  • Vista: alcune considerazioni
  • La guida stessa è consultabile al sito: Linux: come e perchè

    Buona lettura!

    Tags: Informatica Linux Beryl Compiz Flash HowTo Grub Windows
    Random Varie

    Parliamo ancora di Grub.
    Innanzitutto nel file /boot/grub/menu.lst possiamo indicare con quale s.o. partire di default.
    Per farlo basta modificare all’inizio del file la voce default inserendo il numero corrispondente alla voce che si desidera venga selezionata di default. Bisogna solo ricordarsi che la prima voce ha il numero zero, la successiva il numero 1, e così via.
    La linea pertanto diviene:

    default 2

    qualora volessimo che la terza vce del menu di grub sia quella attivata di default.

    Può anche essere utile modificare il tempo di attesa necessario a Grub per lanciare la voce di default in modo da consentirci di effettuare eventualmente un’altra scelta. La voce corrispondente è:

    timeout 12

    che in questo caso significa che dopo 12 secondi, se non è stata attivata alcuna altra scelta, Grub partirà con la scelta di default.

    Dove installare Grub
    Installando il primo sistema operativo è ovvio che Grub va installato nell’ MBR del disco di avvio.
    Ma cosa fare se si installano altri sistemi operativi?
    Dato per scontato che la prima installazione di Grub funzioni, il mio consiglio è di non sovrascriverla con una nuova installazione da parte di un altro sistema operativo. Meglio installare Grub nella prima partizione del nuovo sistema.
    Un esempio forse chiarisce meglio il concetto.

    Io ho installato Ubuntu sul mio secondo HardDisk (sdb), quello da cui faccio il boot e Grub sull’MBR di tale HD (sdb). Le partizioni di boot e root di Ubuntu sono rispettivamente sdb1 e sdb5.
    Volendo poi installare Mandriva sul primo HardDisk /sda) ho scelto di installare il suo Grub sulla prima partizione di detto HD (sda1). Le sue partizioni di boot e root sono rispettivamente sda1 e sda3.

    Riavviando il computer viene mostrato il Grub di Ubuntu senza alcuna voce per Mandriva. Occorre quindi modificarlo inserendo la voce adatta. Il file /boot/grub/menu.lst (nella directory boot/grub di Ubuntu) diventerà:

    default 0
    timeout 10
    ## 0
    title Ubuntu, kernel 2.6.17-10-generic
    root (hd0,0)
    kernel /vmlinuz root=/dev/sdb5 ro splash
    initrd /initrd.img-2.6.17-10-generic
    quiet
    boot

    ## 1
    title Ubuntu, (single-user mode)
    root (hd0,0)
    kernel /vmlinuz root=/dev/sdb5 ro single
    initrd /initrd.img-2.6.17-10-generic
    boot

    ## 2
    title Mandriva, Default on /dev/sda3
    rootnoverify (hd1,0)
    makeactive
    chainloader +1

    (ove vmlinuz è un link simbolico al kernel usato)

    Resta ora da controllare se il menu.lst di Mandriva è corretto. In pratica devo controllare se le voci root, kernel e initrd indicano il corretto HD. Deve essere anche lì (hd1,0).
    Gli altri due files da controllare sono i files device.map nelle directories /boot/grub di entrambi i sistemi.
    Questi file servono per indicare a Grub ove si trovano i dischi sda e sdb.
    Nel caso specifico saranno (io ho tre dischi: un ata e due sata):

    (hd0) /dev/sdb
    (hd1) /dev/sda
    (hd2) /dev/hda

    Ovviamente l’ordine dipende da quello che si è scelto nel Bios.

    A questo punto al riavvio dovrebbe esserci anche la voce, funzionante, relativa a Mandriva

    Tags: Linux Grub HowTo Random

    Grub oltre a poter essere facilmente configurato tramite il file /boot/grub/menu.lst, ha la possibilità di esserlo anche al boot.
    Questa caratteristicha torna utile in tutti quei casi che, per un motivo o per l’altro, il sistema non voglia partire.

    I motivi possono essere molti: errore di battitura nell’indicare il kernel, errore nell’assegnare il disco o la partizione, ecc.
    A volte poi accade che l’errore sia stato fatto dal tool di installazione del sistema che, in presenza di più dischi sata può individuarli con un ordine diverso da quello che viene stabilito al boot.

    Ecco allora come configurare Grub all’avvio.

    Alla schermata in cui appare l’elenco delle opzioni (i vari sistemi avviabili), posizionarsi tramite le frecce su e giù sulla voce che si desidera configurare e premere la lettera ‘e’.
    Nell’ipotesi che la directory boot sia in una propria partizione, e precisamente nella prima partizione del primo disco, apparirà una schermata con le più o meno simili a queste:

    title MioSO
    root (hd0,0)
    kernel /vmlinuz root=/dev/sda3 ro console=tty0
    initrd /initrd
    savedefault
    boot

    dove vmlinuz e initrd sono link simbolici (ma potrebbe esserci invece il nome del kernel: ad esempio: /vmlinuz-2.6.17-6-amd64-generic
    (Nel caso che la directory /boot non fosse in una partizione separata ma si trovasse nella directory root la linea sarebbe:
    /boot/vmlinuz-2.6.17-6-amd64-generic)
    Il termine root=/dev/sda3 indica la partizione (in questo caso la terza del primo disco ove si trova la partizione root).

    Posizionandoci sopra ciascuna riga e premendo la lettera ‘è’ si potrà cambiare la riga. Con ‘esc’ si ritornerà alla schermata precedente.

    Di solito l’errore più comune riguarda il nome del kernel o di initrd (ove questo sia necessario) oppure il numero che contrassegna il disco.
    Il primo controllo fondamentale consiste nel posizionarsi sulla riga ‘kernel /…..’ e premere ‘e’.
    Con le frecce ci posizioneremo subito prima di ‘/’ e scriveremo (hd0,0) (esattamente il termine della prima riga. In questo esempio il kernel dovrebbe essere nel primo disco e nella prima partizione.), ci sposteremo subito dopo la ‘/’ e premeremo ‘spazio’ in modo da allontanare la scritta seguente. Tornando indietro di uno spazio e premedo il tasto di tabulazione ci apparirà il contenuto della directory.
    Possiamo così controllare due cose: innanzitutto se la prima partizione del primo disco è quella giusta e contiene il kernel che vogliamo usare, in secondo luogo il nome esatto del kernel e del file initrd.
    Se la prima partizione del primo disco non è quella giusta ciò è probabilmente dovuto al fatto che durante l’installazione il disco è stato visto con un numero diverso da quello con cui è visto al boot. In tal caso proviamo a cambiare (hd0,0) in (hd1,0). Spostandoci sopra ‘/’ e premendo spazio vediamo cosa c’è nella prima partizione del secondo disco, e così via. Si può naturalmente cambiare anche il numero della partizione se si vuole esplorare una partizione diversa.

    In questo modo dovremmo trovare la giusta partizione contenente il kernel. Si tratta ora di controllare che il nome corrisponda esattamente al comando di Grub (sia quello del kernel sia quello dell’initrd corrispondente). Corretto eventualmente il nome e, se necessario anche l’indicazione di dove si trova la directory root (ad es. sda3 potrebbe diventare sdb3) , bisogna eliminare lo spazio che avevamo inserito dopo ‘/’ (tasto ‘canc’) e premere ‘esc’.
    Se necessario ripetere il tutto per la riga contenente initrd e ricordarsi di cambiare, se necessario, anche la prima riga ponendo i giusti valori per il disco e la partizione.

    Sistemate tutte le righe bisogna prendere nota dei cambiamenti effettuati (andranno poi scritti nel file /boot/grub/menu.lst) e quindi si preme il tasto ‘b’ che effettua il boot.

    Se tutto è stato corretto a dovere il sistema dovrebbe partire.

    P,S.: mi rendo conto che può sembrare complicato, ma in realtà non lo è.
    Basta tener presente che usando hdx,y il primo disco e la prima partizione vengono individuate da 0, mentre con la dizione hdxy o sdxy il primo disco viene individuato dalla lettera a e la prima partizione dal numero 1.
    Potete provare a piacimento, anche e soprattutto con un grub funzionante per impratichirvi dei vari tasti e delle varie possibilità.
    Tanto sinchè non viene modificato il file /boot/grub/menu.lst tutto resta come prima.

    volantino-comitato-viaprodi.jpg

    Tags: Linux Grub HowTo Random

    In questa seconda parte vediamo come vengono visti gli accessori collegati al computer dai due sistemi.
    Saperlo è fondamentale per chi si avvicina a Linux.
    In particolare è essenziale sapere come sono visti i dischi rigidi per configurare in modo appropriato Grub.
    Per quel che riguarda Grub, in particolare, uno dei prossimi post tratterà la sua configurazione al boot, necessaria nel caso il bootloader si rifiuti di far partire il sistema.
    Continuiamo qui comunque con le differenze tra Linux e Windows.

    In Windows siamo abituati a distinguere chiaramente fra dischi rigidi, modems, stampanti, monitor, ecc. e sappiamo benissimo che non hanno niente a che vedere con files e cartelle.

    In Linux le cose sono molto diverse. Tutti gli elementi sono un file. Esattamente come ho detto: il disco rigido per Linux è un file, il modem è un file, una cartella è un file, ecc..
    Questo approccio, inizialmente disorientante, ha i suoi vantaggi: la gestione di questi elementi avviene tutta nello stesso modo rendendo più snello il funzionamento di Linux.
    Una delle conseguenze pratiche è che in Linux i nomi dei dispositivi sono tutti nomi di files.
    Eccone alcuni:

    Porte seriali

    Windows Linux
    COM1 /dev/ttyS0
    COM2 /dev/ttyS1
    COM3 /dev/ttyS2
    COM4 /dev/ttyS3

    Porte parallele

    Windows Linux
    LPT1: /dev/lp0
    LPT2: /dev/lp1

    Floppy

    Windows Linux
    A: /dev/fd0
    B: /dev/fd1

    CD-ROM

    Windows Linux
    D: /dev/hdc
    E: /dev/hdd

    Dischi rigidi
    In Windows vengono indicati con delle lettere. Facciamo alcuni esempi.

    Avete un solo disco rigido con un’unica partizione. Windows chiamerà quella partizione con la lettera C:.
    Linux la indicherà come /dev/hda1, dove h indica che si tratta di un disco IDE (se fosse stato scasi lo avrebbe chiamato sda1); a indica che è il primo disco rigido (il secondo è b, il terzo c, ecc.) ed 1 indica che si tratta della prima partizione.

    Se adesso aggiungete una seconda partizione a quel disco, Windows vedrà le due partizioni come C: e D:, mentre il CD-ROM diventerà E.
    Linux le vedrà come /dev/hda1 e /dev/hda2 e il CD-ROM resterà /dev/hdc.

    consilvio.jpg

    Tags: Linux Windows HowTo Random Varie Grub

    Un bootloader è quel programmino che, installandosi nell’mbr del disco di boot, all’avvio del PC ci mostra un menu da cui scegliere il sistema operativo con cui avviare il computer.

    Volendo installare sullo stesso computer Windows e Linux è necessario installare per primo il sistema operativo della microsoft.
    Il perchè è presto detto: Windows non è tollerante come Linux e se trova nel MBR un programma, lo cancella sostituendolo col suo. E il suo non riconosce (o non accetta) la presenza di altri sistemi operativi sullo stesso computer.
    Il discorso è diverso con Linux.
    Installandolo come secondo sistema operativo (anche su una partizione secondaria visto che non è così schizzinoso come Windows) prima di installare il boot loader fa una ricerca sui dischi fissi e se trova un qualche altro sistema operativo lo accoda al menu.
    In questo modo al riavvio nel menu comparirà anche Windows.

    Grub ha una sua cartella ed un suo file si configurazione.
    La cartella è:
    /boot/grub
    Il file di configurazione:
    menu.list
    Per configurarlo (ciò può essere necessario se si aggiunge un disco fisso o se si cambia e/o aggiunge un kernel) apri con kwrite il file /boot/grub/menu.list. Il suo contenuto sarà simile a questo (le linee che cominciano con # sono commenti):

    # Quale opzione viene avviata di default. 0 è la prima, 1 la seconda etc.
    default 0
    # Quanti secondi attendere prima di avviare l’opzione di default.
    timeout 30
    # Un’immagine gradevole
    # Da commentare se non si dispone di scheda grafica
    splashimage=(hd0,0)/grub/splash.xpm.gz

    # ###0
    title=SUSE LINUX 10.0
    # La partizione dove si trova l’immagine del kernel (o il sistema operativo)
    root (hd1,0)
    kernel /vmlinuz root=/dev/sdb5 vga=0x31a selinux=0 resume=/dev/sda2 splash=silent showopts
    initrd /initrd

    # ### 1
    title Gentoo
    root (hd0,0)
    kernel /vmlinuz root=/dev/sda3 ro console=tty0
    savedefault
    boot

    # ###2
    title Dischetto
    chainloader (fd0)+1

    # Le prossime quattro righe vanno messe solo se si ha un dualboot con Windows.
    # In questo caso, Windows è in /dev/hda
    # ###3
    title=Windows XP
    rootnoverify (hd0,5)
    makeactive
    chainloader +1

    Esaminiamo più da vicino la riga ‘kernel /vmlinuz root=/dev/sda3 ro console=tty0′.
    E’ l’indicazione per Grub di dove si trova il kernel. In questo caso è nel primo disco, partizione 1 (hd0,0) della riga precedente.
    ‘vmlinuz’ è il nome del kernel. Nel nostro caso vmlinuz è un link ‘simbolico’ (un puntatore) (*) al kernel effettivo. Al suo posto potremmo scrivere il nome completo del kernel (ad esempio: vmlinuz-2.6.13.2-2-default.Tale sostituzione diventa necessaria se si installano diversi kernel per la stessa distribuzione: il link simbolico va bene per il primo kernel, ma per gli altri bisogna evidentemente indicare il nome completo.
    Il termine ‘root=/dev/sda3’ indica a Grub dove si trova il file radice (terza partizione del primo disco).
    Se il kernel ha bisogno dell’immagine initrd, a questa riga seguirà (come nel caso di Suse) la riga:
    initrd /initrd
    dove anche qui /intrd è un link simbolico e, volendo, può essere sostituito con il suo effettivo nome (ad esempio: /initrd-2.6.13.2-2-default.img). Tale sostituzione diventa necessaria se si installano diversi kernel per la stessa distribuzione: il link simbolico va bene per il primo initrd, ma per gli altri bisogna evidentemente indicare il nome completo.

    (*) Link simbolico
    Come utenti di Windows, avete probabilmente dimestichezza con i collegamenti (link), che sono quelle icone con freaccina, il cui nome inizia con ‘Collegamento a’.
    E’ un sistema molto comodo per radunare in un unico posto le applicazioni e i documenti usati più frequentemente, che, materialmente, restano dov’erano. Il collegamento è un semplice rimando.

    Linux ha due tipi di collegamenti:
    il link fisico (hard link) che esegue una copia integrale del file cui è linkato (avrete così due files identici in diverse posizioni) e quello ‘simbolico’ o ‘soft’ che è uguale al link di Windows.
    Se in /dev date un’occhiata ai vari devices, troverete probabilmente anche il device /dev/cdrom che non è affatto un device, ma un collegamento simbolico al vero device /dev/hdc
    I collegamenti simbolici in Konqueror sono mostrati in ‘italico’ e mettendoci sopra il mouse appare nella parte inferiore di Konqueror la destinazione cui puntano..

    Un link simbolico si fa col comando ln -s file_cui_si_punta nome_link
    Ad esempio in /usr/src dovrebbe esserci la cartella simbolica ‘linux’ che punta alla cartella del sorgente del kernel in uso.
    Se manca, la si crea spostandosi nella directory /usr/src e dando il comando:
    ln – s /usr/src/nome_cartella_kernel_usato /usr/src/linux

    Tags: Linux Grub HowTo