Linux


Con l’annucio del distacco da archlinux, chkra ha perso un sostenitore.

In realtà era già da un po’ venuta meno una delle ragioni per cui avevo installato Chakra: parlo di Shaman che in pratica è scomparso da alcuni mesi. Ed il suo sostituto non è ancora utilizzabile.

La nuova svolta poi ha fatto il resto.

Le cose che davvero non mi vanno giù sono essenzialmente due:

1) la costruzione di una propria repository sul titpo di aur. Repository che ovviamente all’inizio è destinata ad essere vuota.

2) la pretesa di eliminare tutti i pacchetti che usano le gtk. io ne uso alcuni e mi trovo benissimo. Ma oltre a questo ho installato anche Gnome e non ho nessuna intenzione di toglierlo. L’idea poi di installare pacchetti ‘non kde’ con qualcosa di simile a ‘click and install’ mi fa rabbrividire.

Ergo questa è stata la mia soluzione:

pacman -Rd kdemod-uninstall

pacman -Syu

pacman -S asdeps qt

pacman -S kde

…e mi son ritrovato con Archlinux!

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Ancora due righe su Arch.
Molti mi chiedono, come la domanda al post precedente, quali siano i pregi e i difetti di questa distribuzione e se essa sia migliore o peggiore di altre.
Cercherò quindi di chiarire la situazione.
Premesso che il mondo Linux è bello perchè permette a ciascuno di usare ciò che più lo soddisfa, vediamo le particolarità di Arch che mi sono piaciute.

  • Innanzitutto il fatto che i programmi vengono proposti così come li hanno pensati gli sviluppaotri. Ciò sembra ovvio, ma non lo è. La maggior parte, se non la totalità delle distribuzioni mette pesantemente le mani sui vari pacchetti con lo scopo di pesonalizzarli o renderli più semplici. Lo fanno per andare incontro ai novizi, e a questi ultimi forse la cosa fa piacere. Non a me. E quindi questo è un punto a favore di Arch.
  • E’ una cosiddetta rolling release, vale a dire che si aggiorna giorno per giorno senza bisogno di una nuova reinstallazione o di un mega-aggiornamento periodico. Se tutto andasse per il verso giusto, basterebbe quindi installarla una sola volta nella propria vita e poi semplicemente tenerla aggiornata. Naturalmente è questione di gusti. Io preferisco le distribuzioni di questo tipo.
  • Ha un gestore di pacchetti, da riga di comando, semplicemente incredibile: pacman. Simile ad apt di Debian, secondo me lo supera. Ha inoltre una repository mantenuta dagli utenti, AUR, che ritengo utilissima e geniale. In altre parole è difficile non riuscire a trovare il pacchetto che ci interessa (come del resto in Debian) e, nel caso, è semplicissimo compilarlo.
  • Arch assomiglia ad un fai da te. Pur essendo possibile installarla come qualsiasi altra distribuzione, permette anche di costruirsela come meglio si desidera. Un po’ come Gentoo, ma senza i tempi biblici di compilazione di quest’ultima. La cosa può essere interessante per chi vuole approfondire il mondo Linux.
  • Ha un forum in italiano, il che non guasta.
  • Ultimo punto. E’ molto reattiva. Forse una delle distribuzioni più veloci. Il che non guasta

Queste sono alcune delle caratteristiche. Ma le domande sono: è difficile da installare e configurare? ed è sufficentemente stabile?

Alla prima domanda posso dare risposte contrastanti. Arch in sè non è semplice. L’installazione è simile a quella di Debian di alcuni anni fa. Esiste però la possibilità di installarla in maniera semplicissima (un click dopo l’altro) scegliendo Chakra, la nuova distribuzione basata appunto su Arch. Alla fine dell’installazione si avrà un’autentica Arch sul proprio computer, installata con la stessa semplicità di una qualsiasi Ubuntu. La prima schermata dell’installazione chiede addirittura se si vogliono i drivers open o quelli proprietari per la propria scheda grafica e, a seconda della risposta, installa quelli richiesti. Notevole.

La configurazione. In pratica avviene tramite un file, rc.conf, nella cartella /etc.
Nel mio caso ho semplicemente dovuto aggiungervi un pio di demoni (mysql e il demone di Turboprint) semplicemente scrivendone i nomi nella riga apposita. Ho dovuto poi aggiungere nella riga preposta il nome di un paio di moduli da caricare alla partenza per monitorare la temperatura. In altri casi è possibile che siano necessarie altre configurazioni. In fin dei conti Arch permette di costruirsi un sistema su misura e non offre soluzioni standard.
C’è da dire che oggi con i moderni gestori grafici (Gnome e KDE) si può fare quasi tutto tramite interfaccia grafica e difficilmente si capisce quale sia il sistema sottostante.

La stabilità. Resta un interrogativo. Con nessun altra distribuzione ho notato la stessa reattività di Arch nei riguardi di nuove versioni. Poche ore dopo l’annuncio, compare già il nuovo pacchetto da aggiornare e l’aggiornamento è quanto di più semplice si possa pensare. Tutto bene, quindi? Non lo so. E’ ovvio che se un nuovo pacchetto ha un errore potrebbe compromettere il sistema. Sinora non mi è successo, ma non so come i nuovi aggiornamenti vengano messi in linea e quindi non posso pronunciarmi. L’unica cosa che ho notato è che KDE-4.3.3 è molto più stabile di quanto non fosse KDE in Ubuntu, OpenSuse, Mandriva e Fedora (tutte testate nel mese scorso).

Conclusioni. La trovo una buona distribuzione. Diversa da quelle cui ero abituato e perciò particolarmente intrigante. Da consigliare ad un novizio? Forse no.
Oggi la maggior parte delle persone installa Linux pensando sia un Windows gratuito. L’unica cosa che vuole è che una volta installato sia il più semplice possibile. In questo senso preferisce Gnome perchè ha meno possibilità di configurazione di Kde. Se si pensa che comunque le varie configurazioni avvengono tutte in modo grafico, si capisce che un sistema che ha un file di configurazione testuale possa far paura.
D’altro canto la maggior parte di chi utilizza Windows non sa nemmeno che sia un sistema operativo installabile. Se lo ritrova nel PC e lo ritiene parte dello stesso. Se quindi gli si installa Arch (o Slack o qualsiasi altra distribuzione) la usa felice e contento senza nemmeno pensare che possano esserci differenze con altri sistemi.
Di più. Col passare del tempo anche un novizio inizia a imparare qualcosa di Linux. A questo punto avere Arch può essergli d’aiuto.

Da tempo ero stufo di Ubuntu e di tutti i suoi problemi e, anche se in effetti era presente solo come SO di emergenza sul secondo HD, cercavo spesso un sistema operativo con cui sostituirlo.

Come sistema principale usavo Sidux, quindi mi sono deciso di provare uno dopo l’altro Mandriva, OpenSuse e Fedora, ma tutti per un motivo o per l’altro non mi soddisfacevano completamente (e tra l’altro erano versioni in sviluppo e non ancora definitive).
Sembrava tutto stagnante in attesa dell’installazione definitiva probabile di OpenSuse, quando mi sono imbattuto per puro caso nel progetto Chakra che ha attirato la mia attenzione soprattutto per il suo nome.

Leggendo le poche notizie presenti sul loro sito, ho realizzato che si trattava di una versione particolare di ArchLinux, forse l’unico sistema operativo che ancora non avevo mai provato. Da qui la decisione di installarlo.

La sorpresa, inutile dirlo, è stata grande. A parte i primi momenti di incertezza visto che è completamente diverso dagli altri sistemi operativi, non appena presa un po’ di confidenza (ci sono voluti alcuni minuti e un paio di letture sul sito) mi è parso subito come un sistema davvero eccezionale.

Per farla breve, non solo Ubuntu è finito nella spazzatura, ma Chakra ha sostituito nel giro di una settimana anche Sidux nella partizione principale.
E ne sono entusiasta.
Provare per credere!

Natale  2008

Un immagine per il prossimo Natale che mi permette di parlare di LuxRender.

L’immagine infatti è stata fatta con Blender e poi esportata su LuxRender e da quest’ultimo rendirizzata.
Per chi ama il disegno 3D entrambi i programmi sono assolutamente da consigliare. Blender è ormai conosciuto ai più, mentre LuxRender sta nascendo ora (l’immagine è fatta con la versione in sviluppo), ma già adesso si dimostra come uno dei migliori motori di renderig.

Chi volesse provarlo lo trova a questo indirizzo:

LuxRender Home page

A tutti auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

Gironzolando in rete ho trovato un programma interessante: TreeLine.

In poche parole è un programma che aiuta a mettere ordine tra le proprie cose.
Per essere più precisi, spesso nel nostro PC vi è una marea di dati di tutti i tipi: da note a foto, da file audio a filmati, da libri a testi vari, eccetera.
E spesso quando cerchiamo qualcosa ci siamo dimenticati di dove sia o, peggio, ci siamo dimenticati di aver salvato a suo tempo qualcosa che oggi potrebbe tornarci utile.

Programmi che possono aiutarci ve ne sono molti.

Ad esempio kphotoalbum ci aiuta a tenere in ordine le nostre foto, recoll è un potentissimo motore di ricerca in grado di trovarci documenti ed altro in base a ricerche anche complesse.
Treeline è diverso. In pratica è un indice che contiene tutto ciò che pensiamo sia utile avere a portata di mano.
Come Tellico (a cui assomiglia), Treeline è a tutti gli effetti un database in cui inserire il nosto materiale.
Rispetto a Tellico è più leggero e ha una vista ad albero i cui nodi possono avere sottonodi, i sottonodi possono avere sotto-sottonodi, e così via.

In un certo senso assomiglia a Konqueror.
A sinistra l’albero dei nodi (sostituisce l’albero delle cartelle di Konquror) e a destra la vista della scheda associata al nodo. Ovviamente si può dare al nodo un nome, una descrizione e quant’altro. La scheda è fortemente personalizzabile con campi di testo, numerici, di scelta, di combinazione, scelta automatica,html, data, tempo, booleana,URL,Path, link interno,

Detto così può sembrare molto complicato. In realtà è di una estrema semplicità.
Il risultato finale è un albero di voci, ciascuna suddivisa con sotto-voci, che mostra il contenuto del disco.
In pochissimo tempo mi sono messo in ordine tutti i documenti e le varie documentazioni che ho sul PC.
A sinistra vedo un albero con diverse voci (Documenti, Documentazioni, Libri, eccetera. Ognuna di queste voci è espandibile in modo da mostrare tutto quello che ad essa si riferisce.
Ad esempio sotto la voce Documentazione trovo Art of Illusion, Blender, eccetera. Sotto la voce Blender le due voci filmati e tutorials e finalmente sotto la voce filmati vedo tutti i tutorial video che ho del programma in questione. Volendo potrei anche mettere quelli reperibili si internet.
I filmati in questione (tutorial video di Blender) li avevo messi in una casella ‘path’ della scheda che mi compare in corrispondenza sulla destra.
L’unica pecca è che cliccando sul link mi si apre konqueror ed il filmato parte nel browser.

Poichè preferisco che invece  venga aperto il programma specifico per ogni file, dopo aver contattato l’autore che mi ha gentilmente spiegato come la cosa non sia così semplice visto che il programma è multipiattaforma, ho seguito il consiglio che mi ha dato: creare una serie di caselle eseguibili (al posto delle caselle ‘path’) per ogni tipo di file, caselle che includono come prefisso il comando per lanciare il programma predefinito  ( con un nome che ricordi cosa sono).
Il fatto di avere schede con trenta o quaranta caselle non è un grosso problema, visto che poi appaiono solo quelle effettivamente usate. Rallenta solo, ma di pochissimo l’immissione dei dati (occorre infatti cercare la giusta casella in cui inserire il link), con il vantaggio però che un collegamento ad un file odt mi aprirà open office writer, mentre un collegamento ad un file audio mi aprirà amarok.

Fatto il tutto ed inserito quello che si vuole, il programma permette la normale navigazione sul suo albero oppure la ricerca al suo interno.
Il programma è sufficientemente flessibile per adattarsi a molteplici esigenze e contiene anche alcuni esempi pratici.
Sempre dello stesso autore, sul suo sito, ho trovato un altro programma utile. Convert All.
Si tratta di un convertitore universale che si installa in due secondi, ha un bell’aspetto e, quel che più conta, fa egregiamente il suo lavoro.

In conclusione due programmi che mi sento di consigliare (sono scritti in python) a tutti.

Ecco l’indirizzo dove trovarlo:
TreeLine

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Concludo il discorso su Lyx.

Tempo fa ho installato su Sidux Lyx 1.6.
Pur essendo una versione alfa (in fase di sviluppo) ne sono stato piacevolmente soorpreso, tanto da decidere di usarlo al posto della versione precedente.
Avviso subito che essendo in sviluppo presenta ancora dei bugs e pertanto non è consigliabile a chi usa il programma per lavoro.

Per chi non lo sapesse Lyx è una interfaccia grafica per Latex.
E Latex è un programma per scrivere testi. E’ usato normalmente (anzi è obbligo usarlo se si vuole pubblicare articoli, inviare curriculum, eccetera) da una moltitudine di istituti scientifici e universitari in tutto il mondo data la precisione tipografica che con tale programma si può ottenere.
Il testo viene praticamente programmato in ogni sua parte (esistono però innumerevoli fogli di stile e classi di documenti già pronti per l’uso) in modo da ottenere sempre e soltanto l’effetto desiderato.
Ma torniamo a Lyx.

A tutti gli effetti è un programma di video scrittura. Contrariamente però a programmi come OOWriter o KWord, con Lyx ci si concentra su ciò che si vuol scrivere e non sulla formattazione. Formattazione che viene inserita, anche dopo aver scritto tutto, attribuendo ai vari paragrafi una determinata qualità che ha una sua particolare apparenza in base alla classe di documento che si sceglie di usare.
L’apparenza finale del documento la si vede con un’apposito comando che traduce il testo scritto in quello che apparirà una volta stampato su carta o trasformato in pdf.

Detto così mi rendo conto che probabilmente il tutto non è molto chiaro. Un’idea della potenza del programma la trovate in calce all’articolo.

L’unico consiglio che posso dare è di installare il programma ed eseguire per prima cosa il tutorial allegato. Poi leggere il file di istruzioni e un po’ per volta familiarizzarsi con il tutto.
Per me è diventato un programma insostituibile per scrivere testi e lettere.

Veniamo ora però alle novità della futura versione.

La prima che balza agli occhi è la possibilità di dividere la finestra in due o più parti. Era una funzione che mancava ed ora finalmente c’è.

Nella finestra di configurazione del documento c’è ora anche una sezione dedicata al formato pdf. Non è più necessario caricare il pacchetto predisposto. Si arrangia automaticamente Lyx ad utilizzarlo quando richiesto e nella finestra di configurazione possono essere inseriti i tags (autore, titolo, parole chiave, eccetera) che verranno integrati nel pdf finale. Si possono inoltre inserire comandi aggiuntivi come ad esempio quelli inerenti al colore che avranno i collegamenti nel testo finale.

E’ stato aggiunto il modulo del layout. Mentre prima per cambiare qualcosa, ad esempio i caratteri usati, occorreva intervenire manualmente sul file di layout, ora si può usare questo modulo direttamente dal documento.
E’ cambiata (in meglio) la finestra per inserire collegamenti, migliorata quella per oggetti flottanti e migliorate le macros matematiche.

C’è un nuovo dialogo per i simboli, per gli spazi orrizzontali e verticali e per le revisioni. Aggiunta anche la possibilità di lavorare a pieno schermo.

La lista dei miglioramenti è lunga e comprende molti altri aspetti.
L’impressione è però che le migliorie ci sono e si vedono subito.

Decisamente quindi da provare, anche per individuare eventuali errori e segnalarli al team di sviluppo che, devo dire, risponde con prontezza.
Avevo infatti segnalato un noioso inconveniente nella stampa ed in due giorni è stato corretto.

* * *

Continuando il discorso precedente, ecco alcune cose possibili.
É stato usato il pacchetto PSTricks (si indica a Lyx di usare uno o più pacchetti inserendo il comando nel menu /Documenti/Impostazioni/ Preambolo di Latex). Dovrebbe essere disponibile nelle repositories, comunqe lo si trova, con esempi e tutorials, a questo indirizzo:
PSTricks web site

mentre un ottimo tutorial per PSTricks si trova a questo indirizzo:
PSTricks Tutorial

Viene utilizzata inoltre la possibilità di inserire in Lyx codice Latex.
Di seguito due esempi di quello che si può ottenere. I disegni e le immagini sono creati direttamente da Lyx (non sono per intenderdi immagini inserite).
Cliccando sull’immagine della pagina la si vede ingrandita.

Puoi scaricare il file .lyx al seguente indirizzo:
pstricks (grafica).lyx.zip

Non sempre il link funziona con Altervista. Nel caso non funzionasse, basta copiare il collegamento nella casella indirizzi del browser.

Lo scompatti e lo apri con Lyx. Per vedere il risultato devi usare la voce di menu ‘vsita/PDF(ps2pdf) oppure stamparlo. Con la visualizzazione con DVI ottieni solo una gran confusione.
Ovviamente devi avere installato il pacchetto PSTricks (che io trovo col nome texlive-pstricks nelle repositories di Debian).

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Lyx è il più bel word processor che io conosca.

Pur essendo completamente diverso da qualsiasi altro, e quindi richiedendo un minimo di tempo per impadronirsene, non è difficile da usare.

Eccelle nella creazione di testi tecnici, scientifici e matematici complessi e laddove siano necessari riferimenti incrociati, numerazione automatica di sezioni e pagine, indici, e così via, anche per documenti molto lunghi.

Utilizza come modello un linguaggio di marcatura.

In altre parole le procedure di composizione tipografica vengono svolte in gran parte dal computer, lasciando libero l’autore di concentrarsi sul testo.

I moderni Word Processor sono tutti del tipo WYSIWYG, che significa “ciò che vedi è ciò che ottienei, ma anche “ciò che vedi è tutto quello che ottieni”.

Lyx no.

Non dovete rompervi la testa per dirgli dove deve apparire un certo carattere. Gli dite semplicemente ciò che state facendo, al resto ci pensa lui.

Quindi in Lyx non troverete:

  • Il righello del documento.
  • Tabulazioni.
  • Spazio extra (cioè premere Enter o Spazio due o più volte).

Sono tutte cose a cui pensa autonomamente il programma.

Detto così sembra molto strano. L’unico modo per convincersi della potenzialità di Lyx è quello di installarlo, leggere l’introduzione, il tutorial e la guida e cominciare ad usarlo.

Lyx è un’interfaccia grafica di Latex. Sebbene contenga moltissimi comandi di Latex, non li contiene ancora tutti. Ha quindi la possibilità di introdurli manualmente nel testo che si sta scrivendo. Ciò torna molto utile in moltissime occasioni. Essendo un programma di marcatura del testo, nella sua interfaccia non si vede il risultato finale di stampa. Per vederlo occorre attivare un visore che può essere DVI o Pdf a scelta.

Pur essendo un’interfaccia di Latex non richiede assolutamente la conoscenza di quest’ultimo.

Io almeno non lo conosco affatto.

Allego alcune immagini che danno un’idea di ciò che è possibile fare e che possono servire di aiuto per determinate esigenze, come ad esempio inserire un capoverso nel paragrafo.

Cominciamo con l’immagine di cià che appare nel programma e la stampa risultante:

Cosa si vede nel programmaCosa si vede nella stampa

Come si vede a sinistra, l’immagine è introdotta nel testo inserendola in una casella. Vi sono poi i comandi che reimpostano il contatore di pagine e il carattere con cui i numeri di pagina sono scritti. Dopo di che comincia il testo.

Normalmente le immagini inserite (da sole o in caselle), interrompono il testo in due parti: una sopra l’immagine, una sotto. Per avere il testo che scorre si utilizza un pacchetto, pstricks, che fornisce le classi necessarie.
Qui sotto un esempio di come fare (con la possibilità di scaricare il file .lyx per provarlo.

Testo intorno a immaginiTesto intorno a immagini

Il file .lyx è:
wrapped_text_on_figures.lyx.zip

É possibile inserire simboli, formule matematiche (queste ultima tramite la voce di menu ‘Inserisci/Matematica‘. Ecco un esempio col file .lyx:

Simboli e formuleSimboli e formule

E questo è il file .lyx:
simboli.lyx.zip

A volte si vuole un capoverso. Ecco come si può fare:

CapoversiCapovesri

Il file .lyx è:
Capoversi.lyx.zip

Ora vediamo come inserire una sezione con un carattere particolare. Nell’esempio utilizzeremo un carattere calligrafico, ma se ne potrebbe usare un altro.

Carattere calligraficoCarattere calligrafico

Ed il relativo file.lyx:
Scrittura calligrafica.lyx.zip

(Tutti i links di files .lyx di questo articolo portano ad altervista.org che, spesso, presenta difficoltà. Qualora cliccandoci sopra non iniziasse lo scaricamento, basta semplicemente copiare il link e incollarlo nella barra indirizzi del browser.).

Gli esempi riportati sono stati fatti copiando parti di codice latex da vari siti internet.
Ne suggerisco alcuni:
Lyx FAQ
Grupp Italiano Utilizzatori Tex
Forum Lyx (Latex Community)
PSTricks web site

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