Quanto accaduto nella presentazione delle liste per le elezioni regionali si presta ad alcune considerazioni e ad una premessa.
La premessa la prendo direttamente da quanto scritto da Arturo Diaconale su l’Opinione, che condivido appieno:

“A dispetto di quanto sostiene Antonio Di Pietro i golpe si realizzano per impedire ai cittadini di andare a votare. Non per consentire loro di esercitare il diritto fondante della democrazia. Ed a dispetto di quanto afferma Emma Bonino i prepotenti sono quelli che bloccano l’accesso agli uffici elettorali e scippano ai cittadini la possibilità di partecipare in prima persona alla vita pubblica del paese. Non quelli che mettono in condizione gli abitanti della Lombardia e del Lazio di esprimere liberamente il proprio voto. Golpisti e prepotenti, quindi, non sono quelli che sollecitano il governo a risolvere il nodo politico nato dall’imperizia di alcuni e della malizia di altri e che rischia di impedire ad alcuni milioni di elettori italiani di sostenere il proprio partito. Ma sono proprio gli altri. Quelli che non avendo alcuna possibilità di ribaltare i tradizionali rapporti di forza tra centro destra e sinistra in Lombardia e non sapendo come negare ai cittadini del Lazio la possibilità di sperimentare una giunta regionale diversa da quella di Piero Marrazzo, sperano di vincere con il trucco e con l’inganno a tavolino.”

In quanto alle considerazioni, eccole:

  1. la sinistra ha finalmente mostrato il suo vero volto ed il suo vero obiettivo: costruire un sistema in cui sia proibito agli avversari di competere. La lista unica di disgraziata memoria vigente a suo tempo in URSS e nei paesi satelliti è evidentemente ancora molto desiderata dai compagni nostrani (ed è forse l’unico mezzo che hanno, qui, come allora sotto Stalin, per poter vincere).
  2. il pericolo insito nella magistratura dove una parte politicizzata (non affatto numericamente limitata, anzi) può avere un peso inaccettabile sulla politica. E’ bene ricordare il caso di Milano ove la lista di Formigoni non aveva alcun motivo per essere esclusa così come di fatto invece è avvenuto (c’è voluta la sentenza del TAR per riconoscerlo e rimettere le cose a posto). Sempre per quel che riguarda il Tribunale di Milano lascia sconcertati il fatto che le contestazioni fatte a Formigoni, potevano essere fatte per gli stessi argomenti ed in numero maggiore alle altre liste, comprea quella del PD. Ed invece, per una curiosa fatalità, sono state sollevate unicamente contro Formigoni (senza peraltro averne la legittimazione), ma non agli altri che, per i giudici, rappresentavano evidentemente la parte politica corretta.
  3. la signora Bonino farebbe meglio a ricordarsi di quanto avvenne nel 1995, quando proprio il partito radicale gridò e si disperò tanto da ottenere una proroga di 48 ore per la presentazione delle liste elettorali in modo da riuscire a presentare le proprie (decreto legge firmato dall’allora Presidente della Repubblica Oscar luigi Scalfaro). Non mi risulta che allora Pannella e compagni si siano strappate le vesti a difesa della “democrazia calpestata” (nè che qualche imbecille se la sia presa con Scalfaro). Ma che razza di gente siano i radicali e quali danni al cervello possa provocare la droga, lo sappiamo bene.

Il secondo punto è indubbiamente il peggiore perchè, per quel che riguarda il primo, era ben noto, a tutti coloro che hanno un minimo di cervello, quale fosse il concetto di democrazia nella nostra sinistra, mentre per il terzo è ormai scientificamente noto il danno provocato dalla droga, per cui non serve ribadirlo ulteriormente.
La magistratura politicizzata è invece un problema, sotto gli occhi di tutti, che non può essere ancora tollerato a lungo.

Mi auguro che si ponga presto mano a questo problema, vero cancro della nostra democrazia.

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