novembre 2009


Ancora due righe su Arch.
Molti mi chiedono, come la domanda al post precedente, quali siano i pregi e i difetti di questa distribuzione e se essa sia migliore o peggiore di altre.
Cercherò quindi di chiarire la situazione.
Premesso che il mondo Linux è bello perchè permette a ciascuno di usare ciò che più lo soddisfa, vediamo le particolarità di Arch che mi sono piaciute.

  • Innanzitutto il fatto che i programmi vengono proposti così come li hanno pensati gli sviluppaotri. Ciò sembra ovvio, ma non lo è. La maggior parte, se non la totalità delle distribuzioni mette pesantemente le mani sui vari pacchetti con lo scopo di pesonalizzarli o renderli più semplici. Lo fanno per andare incontro ai novizi, e a questi ultimi forse la cosa fa piacere. Non a me. E quindi questo è un punto a favore di Arch.
  • E’ una cosiddetta rolling release, vale a dire che si aggiorna giorno per giorno senza bisogno di una nuova reinstallazione o di un mega-aggiornamento periodico. Se tutto andasse per il verso giusto, basterebbe quindi installarla una sola volta nella propria vita e poi semplicemente tenerla aggiornata. Naturalmente è questione di gusti. Io preferisco le distribuzioni di questo tipo.
  • Ha un gestore di pacchetti, da riga di comando, semplicemente incredibile: pacman. Simile ad apt di Debian, secondo me lo supera. Ha inoltre una repository mantenuta dagli utenti, AUR, che ritengo utilissima e geniale. In altre parole è difficile non riuscire a trovare il pacchetto che ci interessa (come del resto in Debian) e, nel caso, è semplicissimo compilarlo.
  • Arch assomiglia ad un fai da te. Pur essendo possibile installarla come qualsiasi altra distribuzione, permette anche di costruirsela come meglio si desidera. Un po’ come Gentoo, ma senza i tempi biblici di compilazione di quest’ultima. La cosa può essere interessante per chi vuole approfondire il mondo Linux.
  • Ha un forum in italiano, il che non guasta.
  • Ultimo punto. E’ molto reattiva. Forse una delle distribuzioni più veloci. Il che non guasta

Queste sono alcune delle caratteristiche. Ma le domande sono: è difficile da installare e configurare? ed è sufficentemente stabile?

Alla prima domanda posso dare risposte contrastanti. Arch in sè non è semplice. L’installazione è simile a quella di Debian di alcuni anni fa. Esiste però la possibilità di installarla in maniera semplicissima (un click dopo l’altro) scegliendo Chakra, la nuova distribuzione basata appunto su Arch. Alla fine dell’installazione si avrà un’autentica Arch sul proprio computer, installata con la stessa semplicità di una qualsiasi Ubuntu. La prima schermata dell’installazione chiede addirittura se si vogliono i drivers open o quelli proprietari per la propria scheda grafica e, a seconda della risposta, installa quelli richiesti. Notevole.

La configurazione. In pratica avviene tramite un file, rc.conf, nella cartella /etc.
Nel mio caso ho semplicemente dovuto aggiungervi un pio di demoni (mysql e il demone di Turboprint) semplicemente scrivendone i nomi nella riga apposita. Ho dovuto poi aggiungere nella riga preposta il nome di un paio di moduli da caricare alla partenza per monitorare la temperatura. In altri casi è possibile che siano necessarie altre configurazioni. In fin dei conti Arch permette di costruirsi un sistema su misura e non offre soluzioni standard.
C’è da dire che oggi con i moderni gestori grafici (Gnome e KDE) si può fare quasi tutto tramite interfaccia grafica e difficilmente si capisce quale sia il sistema sottostante.

La stabilità. Resta un interrogativo. Con nessun altra distribuzione ho notato la stessa reattività di Arch nei riguardi di nuove versioni. Poche ore dopo l’annuncio, compare già il nuovo pacchetto da aggiornare e l’aggiornamento è quanto di più semplice si possa pensare. Tutto bene, quindi? Non lo so. E’ ovvio che se un nuovo pacchetto ha un errore potrebbe compromettere il sistema. Sinora non mi è successo, ma non so come i nuovi aggiornamenti vengano messi in linea e quindi non posso pronunciarmi. L’unica cosa che ho notato è che KDE-4.3.3 è molto più stabile di quanto non fosse KDE in Ubuntu, OpenSuse, Mandriva e Fedora (tutte testate nel mese scorso).

Conclusioni. La trovo una buona distribuzione. Diversa da quelle cui ero abituato e perciò particolarmente intrigante. Da consigliare ad un novizio? Forse no.
Oggi la maggior parte delle persone installa Linux pensando sia un Windows gratuito. L’unica cosa che vuole è che una volta installato sia il più semplice possibile. In questo senso preferisce Gnome perchè ha meno possibilità di configurazione di Kde. Se si pensa che comunque le varie configurazioni avvengono tutte in modo grafico, si capisce che un sistema che ha un file di configurazione testuale possa far paura.
D’altro canto la maggior parte di chi utilizza Windows non sa nemmeno che sia un sistema operativo installabile. Se lo ritrova nel PC e lo ritiene parte dello stesso. Se quindi gli si installa Arch (o Slack o qualsiasi altra distribuzione) la usa felice e contento senza nemmeno pensare che possano esserci differenze con altri sistemi.
Di più. Col passare del tempo anche un novizio inizia a imparare qualcosa di Linux. A questo punto avere Arch può essergli d’aiuto.

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Da tempo ero stufo di Ubuntu e di tutti i suoi problemi e, anche se in effetti era presente solo come SO di emergenza sul secondo HD, cercavo spesso un sistema operativo con cui sostituirlo.

Come sistema principale usavo Sidux, quindi mi sono deciso di provare uno dopo l’altro Mandriva, OpenSuse e Fedora, ma tutti per un motivo o per l’altro non mi soddisfacevano completamente (e tra l’altro erano versioni in sviluppo e non ancora definitive).
Sembrava tutto stagnante in attesa dell’installazione definitiva probabile di OpenSuse, quando mi sono imbattuto per puro caso nel progetto Chakra che ha attirato la mia attenzione soprattutto per il suo nome.

Leggendo le poche notizie presenti sul loro sito, ho realizzato che si trattava di una versione particolare di ArchLinux, forse l’unico sistema operativo che ancora non avevo mai provato. Da qui la decisione di installarlo.

La sorpresa, inutile dirlo, è stata grande. A parte i primi momenti di incertezza visto che è completamente diverso dagli altri sistemi operativi, non appena presa un po’ di confidenza (ci sono voluti alcuni minuti e un paio di letture sul sito) mi è parso subito come un sistema davvero eccezionale.

Per farla breve, non solo Ubuntu è finito nella spazzatura, ma Chakra ha sostituito nel giro di una settimana anche Sidux nella partizione principale.
E ne sono entusiasta.
Provare per credere!