da un articolo di Marie- Christine Sclifet
Antichità dell’astrologia vedica

Secondo gli Indiani, la loro astrologia data da più di 5.000 anni, mentre i loro scritti sacri, i Veda, sono ancora più antichi.

Se guardate la datazione dei Veda in una enciclopedia (anche Wikipedia) troverete che vengono fatti risalire al massimo al 1.200 a.C..

Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine su queste date contrastanti.

La datazione ufficiale deriva dalle ricerche effettuate da Max Muller (1859), secondo il quale un popolo nomade proveniente dal Caucaso ha invaso l’India nel secondo millennio a.C. e vi ha lasciato i Veda. Questo popolo, dalla pelle chiara (ariano) è anche responsabile della disseminazione di lingue indoeuropee di cui faranno parte il Sanscrito, il Greco ed il Latino.
La datazione del più antico testo vedico, il Rig Veda, (1.200 a. C.) ha per origine la “teoria” dell’invasione ariana, inventata dal Muller, che la pone intorno al 1.500 a. C. per accordarla alla cronologia biblica. E’ sempre Muller che chiama gli invasori bianchi “ariani” e indica i residenti dalla pelle scura col nome di “Dravidiani”. In questo modo pensa di spiegare scientificamente il significato della “guerra tra le potenze della luce e quelle delle tenebre, indicata dagli antichi scritti vedici come un combattimento tra popoli dalla pelle chiara contro popoli dalla pelle scura.

Da un secolo e mezzo questa è la ‘verita’ assodata che viene insegnata in tutte le scuole occidentali e in molte scuole indiane.

Prima di addentrarci su una datazione precisa dei Veda vediamo di indicarne l’ordine della loro  composizione.
Eccolo:
Il Rig Veda è il più antico, seguito dal Sama Veda, seguito a sua volta dal Vajur Veda e dal Atharva Veda.
I Vedangas e gli Upa-Vedas sono stati composti dopo i Veda, così come l’epopea di Mahabbarata e di Ramayana, le Upanishads e i Puranas.
Secondo la cronologia indiana il Mahabbarata è del 3.100 a. C., il Ramayana del 4.300 a.C. e Manu del 6.776 a. C..
Per nostra fortuna i testi vedici contengono molte informazioni su avvenimenti astronomici, informazioni che debbono per forza esser state viste da chi le ha scritte.
Il rig Veda, ad esempio, descrive un eclisse ‘centrale’ solare avvenuta un unica volta in tutta la nostra storia e che è datata dagli astronomi il 26 luglio 3928 a. C.
Oltre ai dati astrologici che fanno risalire il Rig Veda ad almeno 3.900 anni prima di Cristo, vi sono poi tutta una serie di scoperte archeologiche avvenute nell’ultimo secolo.
Tali scoperte (oltre 1.000 siti archeologici) indicano senza ombra di dubbio l’esistenza di una civiltà Sindo-Sarasvati che ha conosciuto il suo massimo splendore nel 3 millennio a. C..
I reperti trovati mostrano una pianificazione urbana con vie ad angolo retto ed orientate secondo i punti cardinali, templi e case a più piani costruite in mattoni, magazzini, negozi, bagni privati e pubblici, oggetti di artigianato, ceramiche, maioliche, metalli e gioielli. Nonchè l’uso di unità standadizzate di misure e di peso.

Nella capitale, Harappa, indicata nei Veda, sono stati trovati scritti, in una lingua che viene indicata come la capostipite del Sanscrito, datati 4.500 anni prima di Cristo. Si è anche individuata con i sonar quella che potrebbe essere la città più antica del mondo (7.500 a. C.), che attualmente è coperta dal mare, e che è chiamata Cambay.

Nel Rig Veda si fa l’elogio di Sarasvati, un immenso fiume la cui larghezza in alcuni posti viene raggiunge secondo i sacri testi i 7 chilometri circa.
Dal momento che di questo fiume leggendario non v’era alcuna traccia, il Sarasvati fu considerato dalla scienza ufficiale per due secoli come una bella leggenda e di conseguenza i testi vedici furono visti come una raccolta di poesie, leggende e recite mistiche.
Recenti fotografie da satellite hanno però finalmente rivelato l’esistenza di un fiume secco, il Sarasvati, sulle cui rive si trovano un gran numero dei siti archeologici che hanno riportato alla luce le antiche città descritte dai Veda.
Da ciò si deduce che il fiume di cui parla il Rig Veda è sicuramente esistito, che la civilizzazione descritta dai Veda è esistita ed era, come descritto, sulle rive del fiume.
Il fiume stesso, nel corso di alcuni secoli si seccò. Scomparve completamente intorno al 1.900 a. C.. Ciò ha come conseguenza che il Rig Veda dovette per forza essere stato scritto in epoca precedente.

Sempre secondo la “teoria” ariana, gli Indiano hanno conosciuto i cavalli in seguito all’invasione del popolo dalla pelle bianca che li ha introdotti nel paese (secondo millennio a.C.).
Recentemente però sono stati ritrovati in India ossa di cavalli risalenti al 5.000 a. C..

In moltissimi siti archeologici sono inoltre stati rinvenuti altari costruiti secondo i precisi dettami vedici e statuette raffiguranti divinità vediche, svastiche e figure nella posizione tiipica dello Yoga. Tutti reperti databili in tempi precedenti il 3.000 a. C.

Altro punto che indica l’antichità dei Veda è l’astrologia, i cui principi base si ritrovano nell’Jyotisha Vedanta che sviluppa concetti contenuti nel Rig Veda..
A proposito di astrologia è interessante notare quanto scoperto dall’astronomo francese Jean-Sylvain-Bailly nel 18 secolo:
…i movimenti delle stelle calcolati dagli Indù da circa 4500 anni non variano di un solo minuto dalle tavole (moderne) di Cassini e di Meyer. Le tavole indiane danno la stessa variazione annua della Luna di quella scoperta da Tycho Brahe- una variazione sconosciuta alla scuola d’Alessandria ma anche dagli Arabi. …“.
I segni dello zodiaco, uguali a quelli che conosciamo oggi, appaiono già nel Rig Veda il che indica che lo zodiaco è vecchio almeno come i Veda ed era usato in India ben prima che in Babilonia (dove gli eruditi dicono sia nato).

Da tutto ciò, sia a livello di datazione astronomica dei testi, sia a livello dei loro contenuti, sia dai ritrovamenti archeologici di Harappa e dei suoi scritti si può con certezza affermare che l’astrologia vedica è vecchia di almeno 5.000 anni, mentre emerge chiaramente come la “teoria” dell’invasione ariana non regge e la “supposta” datazione dei Veda stabilita da Muller non è valida.

P.S.: Il Mahabbarata descrive una guerra e dà alune indicazioni astronomiche. Da queste non solo si può dedurre come all’epoca in cui fu scritto erano consciuti i pianeti Mercurio, Venere, Marte, Giove, Urano e Pluto, ma dalla posizione indicata per quest’ultimo si può risalire alla data della guerra stessa: il 5.561 a. C.! (http://www.hindunet.org/srh_home/1996_7/msg00126.html)

Alcuni links per approfondire:
The Indus Civilization
Harappa
Fishes
The indus script
Saturn and the tortoise
‘Earliest writing’ found (BBC News)
Dwarka (Mahabbarata)
The Lost City of Dvaraka
Indian civilisation ‘9,000 years old’ (BBC News)
Lost city ‘could rewrite history’ (BBC News)
Indus astronomy symbols
Proof of Vedic Culture’s Global Existence
The Myth of the Aryan Invasion of India