On Shanti, Shanti, Shanti

OM. Quello è il Tutto. Questo è il Tutto. Da Tutto sorge il Tutto.
Se dal Tutto è preso il Tutto, solo il Tutto rimane.
(Ishavasyopanishad e Brihadaranyakopanishad)

Om. Pace, Pace,Pace

Lo studio delle lingue è sempre affascinante ed è un ottimo esercizio per il cervello.
Ma perchè imparare proprio il Sanscrito?

Le ragioni sono molteplici. Qui cercherò di darvene qualcuna.

  1. Il Sanscrito è la più antica lingua al mondo. Ma rispetto ad altre lingue antiche, come il greco o il latino), il sanscrito è l’unica lingua antica al mondo che ha mantenuto la sua struttura e il suo vocabolario originale sino ai giorni nostri.
    La più antica letteratura del mondo, i Veda, i Purana e gli Itiasa sono oggi disponibili nella stessa, identica forma in cui sono stati scritti.
  2. Il Sanscrito è tutt’oggi una linga parlata. E non mi riferisco solo ai Bramini e agli eruditi indiani. Esistono trasmissioni televisive e radiofoniche in Sanscrito. Ed il suo uso quotidiano è in costante crescita.
  3. La grammatica del Sanscrito è particolarmente precisa e definita. Uno studio comparato delle diverse lingue ha portato la NASA a definire il Sanscrito come la migliore lingua in assoluto per l’uso con il computer.
  4. Il vocabolario del Sanscrito deriva da sillabe-radici. Questo lo rende estremamente adatto per aggiornarlo con parole e termini scientifici che descrivono le attuali nostre conoscenze. E queste nuove parole risultano comprensibili a chiunque comprenda il Sanscrito.
  5. Nei versi della imponente letteratura Vedica sono nascosti principi scientifici, conoscenze astrologiche, astronomiche e matematiche difficilmente visibili in una traduzione. La lettura dei testi in Sanscrito permette invece di scoprire facilmente tutta questa ricchezza.
  6. Il Sanscrito è l’unico linguaggio conosciuto che ha in sè stesso la sua grammatica, lo schema di pronuncia e le regole per la formazione di nuove parole.
  7. La ricchezza di sfumature del Sanscrito è incredibile. Ha la capacità di tradurre veramente qualsiasi concetto in parole.
  8. E’ la lingua del cuore. Qualsiasi sia il vostro stato d’animo o la vostra emozione, il Sanscrito vi offre le opportune parole per farla comprendere agli altri.
  9. Il Sanscrito è contemporaneo ai Veda. E i Veda non possono essere studiati senza i 6 Vedangas.
    I primi tre trattano della lingua parlata. Per la precisione il primo tratta della pronuncia delle lettere e degli aksharas.
    Il secondo tratta di come comporre le parole.
    Il terzo classifica i suoni radice. In questa classificazione rientrano i sinonimi (ad esempio vengono indicati circa 120 sinonimi per la parole acqua, ognuno ovviamente con una leggerissima differnza dagli altri).
    Il quarto si occupa della metrica (vi sono circa due dozzine di metriche vediche e un’infinità di altre metriche).
    Gli ultimi due si occupano dello spazio e del tempo.
  10. Il Sanscrito ha 51 lettere o aksharas. Nelle altre lingue ci riferiamo alle lettere come alfabeto. Al contrario, nel Sanscrito, le lettere e gli aksharas hanno un significato fondamentale. Il suono delle singole lettere ed il loro significato viene mantenuto nella parola da esse formata. La pronuncia della parole è essenzialmente la pronuncia dei singoli aksharas contenuti nella parola stessa. Ciò lo rende adattissimo al ‘text-to-speech‘ computerizzato.
    Il secondo aspetto di ‘non distruzione‘ consiste nel fatto che gli aksharas mantengono nella parola che formano il loro significato. Per fare un esempio consideriamo la parola ‘guru‘. E’ formata dai due akshara ‘gu‘ e ‘ru‘ e indica un maestro che dissipa l’oscurità (ignoranza). L’akshara ‘gu‘ significa oscurità, mentre l’akshara ‘ru‘ significa l’atto di rimuovere.
  11. La conoscenza del Sanscrito dà la gioia di poter leggre nella loro lingua originale le grandi epiche indiane. Ad esempio il Ramayana con i suoi 24.000 versi o il Mahabharata che con i suoi 100.000 versi è il romanzo epico più lungo (e più grande) al mondo.

Ma come fare ad impararlo?
E, soprattutto, a quali difficoltà va incontro chi volesse provarci?

La seconda domanda ha una risposta fortunatamente positiva. Il Sanskrito non è così difficile come normalmente si è portati a credere. Anzi. Richiede certamente un piccolo sforzo e un po’ di memoria, ma chiunque, in poco tempo, può arrivare a padroneggiarlo abbastanza da poter sostenere una normale conversazione.

Resta da vedere come si possa iniziare.

Anche questo problema è facilmente risolvibile.
In rete vi sono parecchi siti che si occupano di ciò.
Uno dei più semplici è all’indirizzo in fondo pagina.
In questo sito vengono date 12 lezioni con moltissimi files mp3 per la pronuncia e diversi esercizi per vedere lo stato di apprendimento.
Le singole lezioni sono davvero ben fatte e portano, in poco tempo, ad impadronirsi delle fondamenta del linguaggio.
La buona volontà e la lettura faranno poi il resto.

Learn Sanskrit through self study

Come si scrivono gli aksharas

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