Fermati un attimo e chiudi gli occhi per qualche istante.
Adesso rispondi alla domanda: finchè avevi gli occhi chiusi, il mondo ha continuato ad esistere anche se non ne eri consapevole? Come lo sai?

Adesso immagina per un momento l’intera storia dell’Universo. Secondo gli scienziati esso si è formato grazie ad un’esplosione avvenuta circa 15 miliardi di anni fa.
Ora immagina la storia della terra. Una nuvola infuocata di cenere emerge da quella primordiale palla di fuoco, si condensa lentamente, si stabilizza intorno al sole e produce dopo miliardi di anni un’atmosfera e una biosfera capaci non solo di creare la vita, ma anche di sostenerla e moltiplicarla.

Adesso immagina che nessuno dei fatto citati che hanno portato alla nascita della vita sulla terra sia mai avvenuto. Che tutta la storia accennata qui sopra sia esistita solo come potenziale astratto, un sogno cosmico fra mille altri sogni.
E solo quando in quel sogno è apparso il primo essere cosnscio, il sogno stesso è diventato realtà.
In altre parole solo nell’istante in cui è iniziata la prima osservazione conscia l’intero universo, inclusa tutta la storia che ha portato a quel momento, è venuto improvvisamente alla luce. Sino a quel giorno niente era realmente successo. In qull’istante si sono concretizzati gli avvenimenti di quindici miliardi di anni.

Fantascienza?

Non proprio. Più la fisica quantica progredisce e più aumentano gli indizi che tutto ciò possa essere vero. Il numero di scienziati che iniziano ricerche in tal senso sta aumentando esponenzialmente.
Oggi parlo di Amit Goswami, un fisico nucleare nato in India che ha insegnato in America.

Secondo Goswami, infatti, la fisica quantica, così come molte altre scienze moderne, sta dimostrando che l’unità essenziale di tutta la realtà è un fatto sperimentalmente verificabile. Ciò ha implicazioni profonde.
Tra l’altro mette in discussione il paradigma materialista che ha dominato il mondo per più di duecento anni e che, ancora oggi, è difeso a spada tratta dalla maggioranza degli scienziati.

Si rifà ai risultati degli esperimenti di laboratorio, in particolare all’esperimento di Alain Aspect che nel 1982 dimostrò definitivamente la verità delle nozioni spirituali, in particolare qualla della trascendenza. Vale a dire che gli oggetti hanno reali connessioni al di là dello spazio e del tempo.

Questo fatto, fuori discussione nella fisica quantica, interessa però anche la fisica di tutti gli oggetti. La ragione, secondo Goswami, risiede nel fatto che la fisica quantica è l’unica fisica che descrive tutta la realtà, micro- e macroscopica. E tutti i cosiddetti ‘paradossi’ della fisica quantica si risolvono automaticamente accettando la consapevolezza come il fondamento dell’essere.
Il mondo reale pertanto è creato dalla consapevolezza. Il concetto, che a prima vista sembra assurdo, in realtà deriva dalla fisica quantica.

Newton ci ha insegnato che gli oggetti sono entità definite, visibili in ogni istante e in movimento lungo traiettorie definite.
La fisica quantica non dipinge affatto gli oggetti in questo modo. Nella fisica quantica gli oggetti sono visti come potenzialità, onde di possibilità.
Quindi sorge la domanda: cosa trasforma la possibilità in attualità? Infatti, quando vediamo, vediamo solo eventi in atto. Essi cominciano con noi. Quando vedi una sedia, vedi una sedia in atto, non in potenza.

Ebbene, questo si chiama il “paradosso della misurazione quantica”. È un paradosso, perché chi siamo noi per operare questa trasformazione? Dopo tutto, nel paradigma materialista, non abbiamo alcun potere causale. Non siamo altro che il cervello, composto di atomi e particelle elementari. Quindi, come fa un cervello composto di atomi e particelle elementari a tramutare un’onda potenziale, se lui stesso è un’onda potenziale? Lui stesso è composto delle onde potenziali degli atomi e delle particelle elementari, quindi non può trasformare la propria onda potenziale in qualcosa di attuale. Questo viene definito un paradosso. Ora, nella nuova concezione, la consapevolezza è il fondamento dell’essere.

Quindi, chi converte ciò che è potenziale in attuale?

La consapevolezza, perché essa non ubbidisce alla fisica quantica. La consapevolezza non è fatta di materia; è trascendente.

Il mondo materiale della fisica quantica è solo una possibilità.

È la consapevolezza, grazie alla conversione della possibilità in attualità, a creare ciò che vediamo manifesto.

In altre parole, la consapevolezza crea il mondo manifesto.

Intervista completa.


* * *

Amit Goswami, laureato in fisica nucleare teorica a Calcutta nel 1964, è stato professore di fisica all’Università dell’Oregon sino al 1968.
É autore di numerosi libri.
Amit Goswami,

Video (in inglese) di Goswami su YouTube
parte I

parte II

parte III

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