maggio 2008


Lyx è il più bel word processor che io conosca.

Pur essendo completamente diverso da qualsiasi altro, e quindi richiedendo un minimo di tempo per impadronirsene, non è difficile da usare.

Eccelle nella creazione di testi tecnici, scientifici e matematici complessi e laddove siano necessari riferimenti incrociati, numerazione automatica di sezioni e pagine, indici, e così via, anche per documenti molto lunghi.

Utilizza come modello un linguaggio di marcatura.

In altre parole le procedure di composizione tipografica vengono svolte in gran parte dal computer, lasciando libero l’autore di concentrarsi sul testo.

I moderni Word Processor sono tutti del tipo WYSIWYG, che significa “ciò che vedi è ciò che ottienei, ma anche “ciò che vedi è tutto quello che ottieni”.

Lyx no.

Non dovete rompervi la testa per dirgli dove deve apparire un certo carattere. Gli dite semplicemente ciò che state facendo, al resto ci pensa lui.

Quindi in Lyx non troverete:

  • Il righello del documento.
  • Tabulazioni.
  • Spazio extra (cioè premere Enter o Spazio due o più volte).

Sono tutte cose a cui pensa autonomamente il programma.

Detto così sembra molto strano. L’unico modo per convincersi della potenzialità di Lyx è quello di installarlo, leggere l’introduzione, il tutorial e la guida e cominciare ad usarlo.

Lyx è un’interfaccia grafica di Latex. Sebbene contenga moltissimi comandi di Latex, non li contiene ancora tutti. Ha quindi la possibilità di introdurli manualmente nel testo che si sta scrivendo. Ciò torna molto utile in moltissime occasioni. Essendo un programma di marcatura del testo, nella sua interfaccia non si vede il risultato finale di stampa. Per vederlo occorre attivare un visore che può essere DVI o Pdf a scelta.

Pur essendo un’interfaccia di Latex non richiede assolutamente la conoscenza di quest’ultimo.

Io almeno non lo conosco affatto.

Allego alcune immagini che danno un’idea di ciò che è possibile fare e che possono servire di aiuto per determinate esigenze, come ad esempio inserire un capoverso nel paragrafo.

Cominciamo con l’immagine di cià che appare nel programma e la stampa risultante:

Cosa si vede nel programmaCosa si vede nella stampa

Come si vede a sinistra, l’immagine è introdotta nel testo inserendola in una casella. Vi sono poi i comandi che reimpostano il contatore di pagine e il carattere con cui i numeri di pagina sono scritti. Dopo di che comincia il testo.

Normalmente le immagini inserite (da sole o in caselle), interrompono il testo in due parti: una sopra l’immagine, una sotto. Per avere il testo che scorre si utilizza un pacchetto, pstricks, che fornisce le classi necessarie.
Qui sotto un esempio di come fare (con la possibilità di scaricare il file .lyx per provarlo.

Testo intorno a immaginiTesto intorno a immagini

Il file .lyx è:
wrapped_text_on_figures.lyx.zip

É possibile inserire simboli, formule matematiche (queste ultima tramite la voce di menu ‘Inserisci/Matematica‘. Ecco un esempio col file .lyx:

Simboli e formuleSimboli e formule

E questo è il file .lyx:
simboli.lyx.zip

A volte si vuole un capoverso. Ecco come si può fare:

CapoversiCapovesri

Il file .lyx è:
Capoversi.lyx.zip

Ora vediamo come inserire una sezione con un carattere particolare. Nell’esempio utilizzeremo un carattere calligrafico, ma se ne potrebbe usare un altro.

Carattere calligraficoCarattere calligrafico

Ed il relativo file.lyx:
Scrittura calligrafica.lyx.zip

(Tutti i links di files .lyx di questo articolo portano ad altervista.org che, spesso, presenta difficoltà. Qualora cliccandoci sopra non iniziasse lo scaricamento, basta semplicemente copiare il link e incollarlo nella barra indirizzi del browser.).

Gli esempi riportati sono stati fatti copiando parti di codice latex da vari siti internet.
Ne suggerisco alcuni:
Lyx FAQ
Grupp Italiano Utilizzatori Tex
Forum Lyx (Latex Community)
PSTricks web site

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Fermati un attimo e chiudi gli occhi per qualche istante.
Adesso rispondi alla domanda: finchè avevi gli occhi chiusi, il mondo ha continuato ad esistere anche se non ne eri consapevole? Come lo sai?

Adesso immagina per un momento l’intera storia dell’Universo. Secondo gli scienziati esso si è formato grazie ad un’esplosione avvenuta circa 15 miliardi di anni fa.
Ora immagina la storia della terra. Una nuvola infuocata di cenere emerge da quella primordiale palla di fuoco, si condensa lentamente, si stabilizza intorno al sole e produce dopo miliardi di anni un’atmosfera e una biosfera capaci non solo di creare la vita, ma anche di sostenerla e moltiplicarla.

Adesso immagina che nessuno dei fatto citati che hanno portato alla nascita della vita sulla terra sia mai avvenuto. Che tutta la storia accennata qui sopra sia esistita solo come potenziale astratto, un sogno cosmico fra mille altri sogni.
E solo quando in quel sogno è apparso il primo essere cosnscio, il sogno stesso è diventato realtà.
In altre parole solo nell’istante in cui è iniziata la prima osservazione conscia l’intero universo, inclusa tutta la storia che ha portato a quel momento, è venuto improvvisamente alla luce. Sino a quel giorno niente era realmente successo. In qull’istante si sono concretizzati gli avvenimenti di quindici miliardi di anni.

Fantascienza?

Non proprio. Più la fisica quantica progredisce e più aumentano gli indizi che tutto ciò possa essere vero. Il numero di scienziati che iniziano ricerche in tal senso sta aumentando esponenzialmente.
Oggi parlo di Amit Goswami, un fisico nucleare nato in India che ha insegnato in America.

Secondo Goswami, infatti, la fisica quantica, così come molte altre scienze moderne, sta dimostrando che l’unità essenziale di tutta la realtà è un fatto sperimentalmente verificabile. Ciò ha implicazioni profonde.
Tra l’altro mette in discussione il paradigma materialista che ha dominato il mondo per più di duecento anni e che, ancora oggi, è difeso a spada tratta dalla maggioranza degli scienziati.

Si rifà ai risultati degli esperimenti di laboratorio, in particolare all’esperimento di Alain Aspect che nel 1982 dimostrò definitivamente la verità delle nozioni spirituali, in particolare qualla della trascendenza. Vale a dire che gli oggetti hanno reali connessioni al di là dello spazio e del tempo.

Questo fatto, fuori discussione nella fisica quantica, interessa però anche la fisica di tutti gli oggetti. La ragione, secondo Goswami, risiede nel fatto che la fisica quantica è l’unica fisica che descrive tutta la realtà, micro- e macroscopica. E tutti i cosiddetti ‘paradossi’ della fisica quantica si risolvono automaticamente accettando la consapevolezza come il fondamento dell’essere.
Il mondo reale pertanto è creato dalla consapevolezza. Il concetto, che a prima vista sembra assurdo, in realtà deriva dalla fisica quantica.

Newton ci ha insegnato che gli oggetti sono entità definite, visibili in ogni istante e in movimento lungo traiettorie definite.
La fisica quantica non dipinge affatto gli oggetti in questo modo. Nella fisica quantica gli oggetti sono visti come potenzialità, onde di possibilità.
Quindi sorge la domanda: cosa trasforma la possibilità in attualità? Infatti, quando vediamo, vediamo solo eventi in atto. Essi cominciano con noi. Quando vedi una sedia, vedi una sedia in atto, non in potenza.

Ebbene, questo si chiama il “paradosso della misurazione quantica”. È un paradosso, perché chi siamo noi per operare questa trasformazione? Dopo tutto, nel paradigma materialista, non abbiamo alcun potere causale. Non siamo altro che il cervello, composto di atomi e particelle elementari. Quindi, come fa un cervello composto di atomi e particelle elementari a tramutare un’onda potenziale, se lui stesso è un’onda potenziale? Lui stesso è composto delle onde potenziali degli atomi e delle particelle elementari, quindi non può trasformare la propria onda potenziale in qualcosa di attuale. Questo viene definito un paradosso. Ora, nella nuova concezione, la consapevolezza è il fondamento dell’essere.

Quindi, chi converte ciò che è potenziale in attuale?

La consapevolezza, perché essa non ubbidisce alla fisica quantica. La consapevolezza non è fatta di materia; è trascendente.

Il mondo materiale della fisica quantica è solo una possibilità.

È la consapevolezza, grazie alla conversione della possibilità in attualità, a creare ciò che vediamo manifesto.

In altre parole, la consapevolezza crea il mondo manifesto.

Intervista completa.


* * *

Amit Goswami, laureato in fisica nucleare teorica a Calcutta nel 1964, è stato professore di fisica all’Università dell’Oregon sino al 1968.
É autore di numerosi libri.
Amit Goswami,

Video (in inglese) di Goswami su YouTube
parte I

parte II

parte III

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É da parecchio tempo che uso KMyMoney per tenere in ordine i miei conti e che, a suo tempo, ha sostituito per me GnuCash.
Mi piace la sua interfaccia grafica e la facilità di inserimento dati e di creazione di reports.
Il programma era già completo. Mancavano solo i grafici, cosa che un po’ mi dispiaceva e lo poneva in un certo senso al di sotto di GnuCash.

Finalmente è uscita la versione 0.9 che, tra varie migliorie, ha introdotto anche i reports grafici.

Ora il programma può dirsi veramente completo.
Lo consiglio a tutti, visto anche che può importare il files di GnuCash.

P.S.: da qualche settimana è uscita anche la versione per KDE4.

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Si parla molto in questi giorni di immigrazione clandestina e di come arginarla.
E chi ne sa meno di solito è anche chi urla di più.
Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Innazitutto è attualmente in corso nell’Unione Europea un tentativo di armonizzare i comportamenti in materia dei vari stati membri.
Il testo su cui si discute è quello presentato da Frattini nel 2005.
Tale testo tra l’altro prevede:

  • la decisione di espulsione deve avvenire entro 30 giorni al massimo (durante i quali il clandestino può decidere di tornare volontariamente nel suo paese d’origine).
    Per Repubblica ceca e Ungheria questo periodo è troppo lungo (vogliono poterli espellere prima).
  • In caso di mancata collaborazione, l’irregolare può essere riportato nel Paese di transito da cui è partito. Ma il cittadino oggetto di espulsione ha diritto a fare appello alla decisione con l’assistenza gratuita dello Stato se non ha risorse.
    Germania, Austria, Grecia, Lettonia e Malta, però, si oppongono perché non vogliono pagarne i costi.
  • la detenzione amministrativa degli irregolari fino a un massimo di sei mesi, estendibili a 18 qualora il clandestino rifiuti di identificarsi o il Paese di origine non collabori.
    Anche se non esiste in nessuno Stato il reato d’immigrazione (penale), nove Paesi hanno stabilito di poter trattenere gli extracomunitari clandestini anche senza limite di tempo (Finlandia, Svezia, Olanda, Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca, Grecia, Estonia e Malta). In Lettonia per 20 mesi, in Germania per 18, in Ungheria e Polonia un anno. Nessuno se la sente di abbassare troppo la guardia.
  • Previsto anche un fondo per i rimpatri. Quando il testo sarà approvato, si sbloccheranno 676 milioni di euro da utilizzare allo scopo: solo per il 2008, all’Italia ne toccherebbero circa 5 milioni.
  • I controlli. dei confini. Il fronte mediterraneo, Italia in testa, ha sempre chiesto che il costo derivante dal controllo dei confini venga sopportato da tutti. Gli latri ovviamente si oppongono.

È molto probabile quindi che quando la normativa europea sarà pronta il ddl dell’attuale Governo debba essere rivisto in quanto troppo permissivo e buonista.

Resta l’introduzione della trasformazione del reato di immigrazione clandestina da reato civile a reato penale.
É evidente che se questo cambiamento fosse finalizzato ad un più semplice e rapido reimpatrio dei clandestini sarebbe senz’altro auspicabile. Meno sostenibile se si limitasse ad una carcerazione dei clandestini stessi, soprattutto in un Paese dove il diritto è sempre opinabile e la certezza della pena aleatoria.

Altro punto di manifestazioni d’orrrore è la norma che prevede il fatto di essere clandestino come un’aggravante per chi commette un reato.
A questo proposito sono intervenuti un po’ tutti, da penalisti a professoroni, in genere con la considerazione che sarebbe anticostituzionale.
Infatti vi ravvedono una vera e propria discriminazione fra persone in ragione di origine nazionale e di condizioni personali.

E qui possiamo cominciare a ridere. Innanzitutto la norma non parla affatto di nazionalità, ma di immigrazione clandestina, ove il fatto ritenuto aggravante non è l’essere congolese o libanese, ma l’essere entrato in Italia violando le norme del codice civile (sinchè non sarà introdotto il reato penale).

In quanto alla seconda argomentazione è puerile.
Esistono infatti nel nostro ordinamento penale tutta una serie di aggravanti legate non a fatti specifici, ma a comportamenti individuali.
Pensiamo all’aggravante di guida senza patente, all’aggravante per futili motivi (e chi decide che il motivo è futile. Per chi ha commesso il reato era evidentemente di tale gravità da spingerlo al reato stesso), di guida in stato di ubriachezza (la Costituzione mi garantisce la facoltà di bere e di ubriacarmi, perchè questo dovrebbe essere un’aggravante in caso di incidente?) e avanti di questo passo.

Si ha la netta impressione che vi siano persone che ancora non si sono rese conto di aver perso le elezioni proprio per la loro incapacità di affrontare il problema e ridare un po’ di fiducia ai cittadini.
E si mettono a pontificare in cattedra senza alcuna vergogna e, quel che è peggio, senza alcuna ragione.

* * *

Tra il 2004 e il 2006 quasi un denunciato su tre per omicidio volontario è straniero. (dati Istat)

Il tasso di rapine e di borseggi è il più alto degli ultimi 50 anni”. (dati Istat)

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Un proverbio cinese avverte, “Se non cambiamo direzione, è probabile che finiremo esattamente dove siamo diretti.”

Oggi mi sono imbattuto in Ervin Laszlo che insegna come cambiare direzione, pertanto vi ripropongo il suo pensiero.

Tra gli scienziati che si stanno impegnando per diffondere una nuova coscenza del cosmo vi è Ervin Laszlo, musicista, scienziato e filosofo.
E’ il fondatore del ‘club di Budapest’ a cui tra gli altri aderiscono premi Nobel, artisti e personaggi come il Dalai Lama, Yehudi Menuhin, Desmond Tutu, Vaclav Havel, Michail Gorbachev, Peter Ustinov, Peter Gabriel e molti altri.

L’approccio di Laszlo unisce concetti fisici e spirituali della realtà. E’ convinto dell’esistenza di una consapevolezza universale che unisce tutti gli esseri, animati e non, dell’universo. L’universo è un insieme dinamico, secondo Laszlo, che genera non solo materia/energia, ma soprattutto informazione. La materia/energia, anzi, è generata dall’informazione.

Il suo pensiero segue le tendenze della fisica moderna. Come Einstein aveva affermato, lo spazio è ‘la cosa principale, la materia è secondaria’, oggi si sostiene che la realtà fondamentale non è la materia che si muove in uno spazio inerte, ma lo spazio come plenum, come ‘campo dei campi’. La materia non è altro che pacchetti di energia prodotti dallo spazio stesso. E lo spazio produce non solo materia/energia, ma anche informazione che è più importante dell’energia. Non è materia/spirito, ma tutti e due gli aspetti.
In base a questa teoria tutto ciò che è nell’universo è un’articolazione della coscienza.

Se prendiamo gli antichi testi Vedici e sostituiamo il termine ‘akasha’ con ‘campo’, otteniamo un trattato di fisica contemporaneo.

Se l’universo è un campo di consapevolezza, allora anche i ‘campi’ creati dalla consapevolezza umana devono avere un effetto sulle persone che vivono al loro interno o che con esso entrano in contatto, anche senza saperlo, attraverso il cervello.
Esperimenti sull’influenza positiva di campi di coscienza armonici sono stati condotti fin dagli inizi degli anni ’70.
Anche se può sembrare strano questa capacità dei campi di coscienza umana di influenzare gli eventi sta diventando un fatto sempre più accettato nella comunità scientifica.

Negli ultimi secoli il pensiero occidentale ha ignorato e persino negato l’esistenza di questo ‘campo’ d’informazione costringendoci a dipendere solo dai nostri cinque sensi fisici, anch’essi usati sempre meno.
Ora è giunto il tempo di imarare ad usare il cervello in modo diverso per collegarci all’elemento transpersonale della coscenza che è trascendente.

Laszlo afferma che questo ‘salto’ di consapevolezza è possibile. Adesso c’è un grande rinascimento spirituale nel mondo e, se un numero sufficiente di persone raggiungono questo livello di consapevolezza, ci sarà un balzo molto marcato per la nostra specie.

Secondo Laszlo l’uomo appartiene ad un ‘sistema non lineare’. Tali tipi di sistemi sono molto lontani dall’equilibrio chimico e termico e possono aumentare il loro livello di complessità e organizzazione e diventare perciò più energetici.
Questi sistemi obbediscono anch’essi alla seconda legge della termodinamica, ma sono sistemi ‘aperti’. L’energia spesa non è ovviamente più utilizzabile da questi sistemi, ma essi hanno la possibilità di ‘importare’ altra energia per svolgere ulteriore lavoro. Tali sistemi sono sempre al confine del ‘caos’. Possono matenere se stessi solo attraverso auto replicazione o riproduzione. Ed è attraverso queste possibiità, nè fisiche, nè mentali, che tali sistemi possono scivolare in nuovi e più alti livelli di non-equilibrio.

Laszlo segue la teoria neo-darwiniana di Jay Gould e Niles Eldredge che vi hanno introdotto il concetto di ‘salto’. Non vi è più una progressione graduale e a piccoli passi ma, in determinate situazioni, vi è una specie di bivio. Davanti ad una possibile estinzione la specie può fare un ‘salto’, imboccare un bivio che la porta ad una spece periferica. Un ordine più elevato sorge così dal caos.

La sua teoria completa, molto interessante, la potete, se volete , leggere altrove. Qui mi preme mettere in luce la sua conclusione.

Secondo Laszlo oggi ci troviamo in prossimità di un punto critico e di conseguenza alla presenza di una ‘finestra decisionale’.
La situazione attuale è infatti disastrosa:

  • Sta crescendo il potenziale per il conflitto sociale e politico.
  • Cresce la criminalità e la guerra organizzata.
  • Si va accelerando il cambiamento climatico.
  • Si aggrava la scarsità di cibo, acqua ed energia.
  • Si aggrava l’inquinamento industriale, urbano ed agricolo.
  • Aumenta il divario tra popolazioni povere e ricche.
  • Si accelera la distruzione della bio-diversità
  • Cresce la perdita continua di ossigeno atmosferico.
  • Aumenta il rischio di mega-disastri (incidenti e scorie nucleari, devastanti inondazioni ed uragani e catastrofi naturali dovute spesso a fattori umani).

Le tendenze non sono un destino. Possono essere cambiate. Ma come?
Einstein diceva: ‘non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha provocato il problema’.
Non si può continuare ad andare avanti così. La via imboccata conduce soltanto verso l’estinzione.
Ci stiamo avvicinando ad un punto di caos. A questo punto alcune tendenze deviano e scompaiono, e nuove realtà compaiono al loro posto. L’evoluzione di sistemi complessi, secondo la teoria del caos, coinvolge sempre periodi di stabilità e instabilità, di continuità e discontinuità, di ordine e caos che si alternano.
Siamo pertanto da poco tempo in presenza di una ‘finestra decisionale’ che ci permetterà di proseguire verso il nostro annullamento (sparizione della specie) o ‘saltare’ in una condizione diversa.
In una ‘finestra decisionale’ i sistemi sono ultra-sensibili. Questo significa che anche piccole fluttuazioni possono produrre effetti su larga scala.
Ed è questa la ragione che induce alla speranza.

Occorre un cambiamento di coscienza.
Cambiamento che può avvenire solo se parte dal basso, vale a dire dal singolo individuo.
Un più alto stato di coscienza individuale significa comprendere che l’individuo è solo una parte del tutto ed è in perenne comunicazione col tutto.
Un più alto stato di coscienza individuale, per la stessa natura della coscienza, si propaga nel tutto ed influenza positivamente ciascuno.
Questo innalzamento della coscienza può essere raggiunto in due modi:

  • attraverso una serie di cataclismi che, distruggendo la maggioranza della popolazione, induca gli altri a cambiare.
  • attraverso una personale maturazione che, qualora interessi un numero sufficiente di soggetti, sarebbe in grado di effettuare il ‘salto’ prima della necessità di una catastrofe.

* * *

Elvin Laszlo

Nato a Budapest nel 1932 scopre a 5 anni un gran talento musicale.
A 15 anni è considerato come uno dei grandi pianisti contemporanei.
Fondatore del Club di Budapest.
Direttore del General Evolution Research Group di cui è fondatore.
Consigliere della Direzione Generale dell’UNESCO.
Ambasciatore dell’International Delphic Council
Membro dell’Accademia Internazionale delle Scienze
Membro dell’Accademia Mondiale delle Arti e delle Scienze
Membro dell’Accademia Mondiale di Filosofia
Premio internazionale Mandir per la Pace (Assisi 2005)
Ex presidente della Società Internazionale delle Scienze Sistemiche
E’ riconosciuto come il fondatore della filosofia sistemica e della teoria generale dell’evoluzione
Laureato col massimo onore in filosofia e scienze umane alla Sorbona
Detentore del diploma d’arte della Franz Liszt Academy di Budapest
Quattro lauree ad honorem
Ha scritto migliaia di articoli e 70 libri pubblicati in 20 lingue
Parla nove lingue diverse
Oggi vive in Toscana, vicino a Siena, dove studia e scrive e da cui viaggia per tutto il mondo per tenere conferenze

Per approfondire:

Consciousness In The Cosmos
Subtle Connections
Ervin Laszlo – Philosopher (video)
Dr. Elvin Laszlo – Biography & Resources
L’estate e l’inverno scompariranno? (intervista)
Macrolibrarsi
Club di Budapest

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Tags: Varie Filosofia Scienza Random

Da circa un mese ho installato la versione di sviluppo di Gimp (verx. 2.5.0), quella per intenderci che diventerà la futura versione 2.6.
Pur essendo una versione alfa ho avuto la piacevole sorpresa di trovarla molto stabile e usabile.
Rispetto alla versione precedente presenta alcune novità:

  • innanzitutti la finestra-immagine rimane sempre aperta ed è l’unica finestra con la barra dei menu.
  • è stato migliorato il tool di selezione. Le maniglie infatti si spostano ora verso l’esterno quando l’area selezionata diventa moto piccola. Ciò permette di fare anche selezioni piccolissime.
  • nel menu ‘Colori’ si trova la nuova voce ‘GEGL operations’ Il nuovo Gimp infatti si basa su GEGL (Generic Graphics Library) e la nuova voce presenta una lunghissima serie di effetti che possono essere applicati all’immagine.
  • miglioramenti per lo strumento testo.
  • miglioramenti vari in altri strumenti. E’ stato aggiunto un nuovo strumento di selezione, utilissimo per selezionare oggetti in primo piano.

In definitiva si notano miglioramenti diffusi (alcuni apprezzabili immediatamente, altri che saranno apprezzati dopo un uso abituale).

Vediamo come installarlo su Sidux.
Ovviamente non esistono pacchetti già preconfezionati, quindi occorre compilarselo da soli.
La cosa è fattibile con facilità.

Innazitutto occorre installare GEGL, da cui Gimp ora dipende.
Dal momento che si trova nelle repositories di Debian Sid, lo si installa tranquillamente con Synaptic.
Resta ora da recuperare Gimp.

Sul sito di Gimp, nella pagina ‘Download‘, si trova lo snapshot della versione di sviluppo (attualmente la 2.5.0).
La scarichiamo e la scompattiamo in una qualsiasi cartella.
Dopo di che con i soliti comandi ./configure, make e make install installiamo il tutto.
Lanciando configure guardiamo se manca qualche pacchetto e, se del caso, lo installiamo e ripetiamo la configurazione.
Make ovviamente richiede parecchio tempo, ma non dovrebbe dare alcun problema.

Un unico consiglio. Nella configurazione non date alcuna cartella di installazione (non usate quindi –prefix= …). Facendo così gimp si installerà in usr/local permettendovi di mantenere utilizzabile la versione precedente del programma.
Dovrete solo scrivere (con un editor di testo) uno script per lanciare la versione di sviluppo.
Il mio script, salvato in /usr/local/bin col nome lancia_gimp_1.5 e reso ovviamente eseguibile è il seguente:

    #!/bin/sh
    PATH=/usr/local/gimp-2.5/bin:$PATH
    export PATH
    LD_LIBRARY_PATH=/usr/local/gimp-2.5/lib
    export LD_LIBRARY_PATH
    /usr/local/gimp-2.5/bin/gimp-2.5 “$@”

Provatelo e ne sarete soddisfatti.

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Oggi vi regalo il video ed il testo di una delle più belle canzoni che conosco.
Si tratta di Nirvanasatakam o Nirvana Statak o Athma Shatak che dir si voglia.
E’ il canto che, secondo la leggenda, sgorgò dall’animo di Sankara (Shankaracharya) in risposta alla domanda di quello che divenne il suo Maestro (Govindapada) che gli chiedeva chi fosse.

Godetevi entrambi.

Mano-buddhyahañkàra-cittàni nàham
Na ca šrotra-jive na ca ghraña-netre,
Na ca vyoma bhùmir na tejo na vàyus
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono la mente, non sono l’intelletto, non sono l’ego e neppure la ragione. Non sono l’udito, non sono il senso del gusto, né il senso dell’odorato, non sono neppure la vista, né tanto meno l’Etere Onnipervadente. Non sono nemmeno il fuoco, non sono nemmeno l’acqua, non la terra e nemmeno uno dei cinque grandi Elementi. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na ca pràna-sañjño na vai pañca-vayur
Na và sapta-dhàtur na và pañca-košah,
Na vàk-pàni-pàdam na copasthapàyu
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono il prana, non sono nemmeno i cinque tipi di energia che circolano nel corpo, non sono nemmeno uno dei sette umori che impregnano il corpo, non sono nemmeno una delle cinque guaine di cui si riveste l’ego, identificandosene. Non sono il potere della parola, né la favella mi può descrivere. In realtà non ho mani né piedi, il dito non mi può indicare, la mano non mi può afferrare, né un piede avvicinarmisi; non sono nemmeno gli organi di riproduzione. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na me dvešaràgau na me lobhamohau
Mado naiva me naiva màtsarya-bhàvah,
Na dharmo na charto na kàmo na mokšaš
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non sono il senso di avversione, non sono l’attaccamento, non sono l’avarizia. La delusione non Mi appartiene, non sono nemmeno l’arroganza, non sono nemmeno la gelosia. Non sono nemmeno la giustizia, non sono nemmeno la ricchezza. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Na punyam na pàpam na saukhyam na duhkham
Na mantro na tìrtham na vedà na yajñah,
Aham bhojanam naiva bhojyam na bhoktà
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Né virtù né vizio sono Miei, né gioia né dolore Mi appartengono. Non sono neppure il Mantra, non Mi si trova nei luoghi sacri di tutta la terra, i Veda non Mi possono descrivere appieno, non Mi si può conoscere tramite le offerte ed i sacrifici. Non sono il cibo, non sono nemmeno colui che mangia, non sono nemmeno l’atto del mangiare. Consapevolezza e Beatitudine sono la Mia Vera Forma. Sono Shiva! Sono Shiva!

Na mrtyur na šankà na me jàti-bhedah
Pità naiva me naiva màtà na janma,
Na bandhur na mitram gurur naiva šisyas
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    Non temo la morte, perché non sono mai realmente nato. Non ho Credo religioso, nessuna casta é realmente Mia. Nessun padre né madre, mai, in nessun tempo, ha mai potuto chiamarmi figlio. Non ho mai visto nascita, non ho fratelli né amici. Io non sono il Guru e neppure il discepolo. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

Aham nirvikalpo niràkàra-rùpo
Vibhitvàcca sarvatra sarvendràyanàm,
Na càsañgatam naiva muktir na meyaš
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.
Cidànanda-rùpah šivo’ham šivo’ham.

    La Mia Vera Natura può essere colta soltanto nello stato di Nirvikalpa Samadhi, quando la mente si é dissolta e l’ego é stato interamente spazzato via dal vento della Consapevolezza. Io Sono senza forma. Io Sono l’Onnipervadenza stessa. Serpeggio in tutte le cose, ma nessuna cosa Mi contiene. Non ho organi di senso, non sono né schiavo né libero, nessuno strumento é in grado di cogliere ciò che Io Sono. Consapevolezza e Beatitudine é la Mia Vera Forma! Sono Shiva! Sono Shiva!

* * *

Sankara nacque in Kerala, da famiglia brahamanica poverissima, nel 788 d.C., in un epoca in cui l’induismo, a causa dell’affermarsi del buddismo e dello janinismo, aveva perso terreno e, soprattutto, si era allontanato dall’essenza dei Veda.
E’ riconosciuto come uno dei più grandi filosofi e teologi di tutti i tempi.

La sua missione, compiuta viaggiando instancabilmente a piedi attraverso tutto il Paese e sostenendo in ogni città, come si usava allora, duelli verbali con i sapienti locali da lui immancabilmente vinti, era quella di riaffermare l’importanza dei Veda e di riportare l’induismo alle sue antiche radici.
Trovò anche il tempo di scrivere memorabili commentari alle Vedānta Sutra e alla Bhagavad Gita e a scrivere un trattato sull’Advaita Vedanta.
Fu maestro della bhakti o devozione altruistica e lasciò alcuni famosi bajans.

Morì all’età di 32 anni, nel 880 d.C., come gli era stato profetizzato poco dopo la sua nascita, avendo ormai pienamente raggiunto lo scopo che si era prefisso.
Vita ed opere di Shankara (ottima biografia in italiano)
notizie su Sankara (in inglese)
Sri Adi Shankaracharya (in inglese)

La canzone è cantata da Deva Premal.

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