aprile 2008


Non ho alcuna intenzione di fare un’inutile polemica, ma desidero rendere note alcune mie considerazioni.

Innanzitutto l’antefatto.
Da circa otto anni sono un felice utilizzatore di Linux ed in tutto questo tempo avevo completamente dimenticato l’esistenza di un sistema operativo, Windows, di cui non sentivo la mancanza.
Sino al giorno, poco tempo fa, in cui mi sono deciso ad acquistare un navigatore satellitare della Garmin.
Sapevo che si basava su Windows, ma speravo in qualche maniera di poterlo utilizzare anche con Linux, magari utilizzando Wine.
Così non è stato: l’aggiornamento delle mappe richiedeva necessariamente il programma MapSource che gira esclusivamente su Windows.
Da qui è nata la necessità di reinstallare Windows XP su di una piccola partizione secondaria.
E da qui sono nati i problemi che mi hanno portato al titolo di questo post.

Ve li descrivo.

L’installazione è partita regolarmente, ma dei quattro dischi fissi che monto, Windows non è riuscito a vedere nessuna partizione. E si che usano file system noti e ben collaudati nel tempo!
Ho quindi dovuto formattare il più vecchio dei quattro dischi, un ATA, per dedicarlo esclusivamente a Windows.
Tutto è andato avanti come ci si aspettava, anche se l’operazione è durata abbastanza.
Alla fine è apparsa la videata del nuovo sistema operativo.
In quanto alle periferiche non ne aveva riconosciuta praticamente nessuna.
Inizia quindi una estenuante fase di inserimento di CD e DVD con drivers delle varie periferiche e successivo reboot del sistema (e posso ringraziare il cielo che avevo avuto cura di conservarli, anche se li avevo imbucati in soffitta e non mi è stato facilissimo il ritrovarli).
Possibile che nel 2008 tutto ciò sia ancora necessario?
Cominciano avenirmi seri dubbi sulla maturità di un tale sistema.

Comunque obtorto collo vado avanti.
Dopo alcune ore sono riuscito ad avere un sistema che riconosceva la scheda grafica, quella sonora (una comunissima Ensoniq), la stampante e lo scanner.
Non riconosciuta restava la scheda ethernet, senza la quale mi è impossibile collegarmi in rete.
La cosa in un primo momento mi è sembrata buona. No rete, no virus.
In seguito però la faccenda è diventata pesante.
Inizia quindi la ricerca di un driver per poterla utilizzare.
Senza esagerare ci ho messo due giorni (e svariate prove con drivers che non erano quelli giusti) prima di trovarne uno scaricabile gratuitamente dalla rete. Ad onor del vero ne avevo trovati dopo poche ricerche, ma per essere scaricati richiedevano un abbonamento a qualche strano sito con conseguente esborso di soldi.
Anche l’installazione di questo driver ha ovviamente richiesto un reboot del sistema.
Stesso discorso per un paio di programmi (alcuni della Garmin, altri freeware) che hanno sempre richiesto un reboot del sistema.

E arrivo alle conclusioni.
Dopo un incredibile sequenza di reboot mi sono ritrovato con un’interfaccia grafica a dir poco antica, almeno per chi, come me, è abituato a Linux. E non mi riferisco soltanto alla totale mancanza di effetti grafici, ma a tutto l’insieme. Un’unica scrivania al posto delle quattro cui sono abituato, un centro di controllo confusionario, l’impossibilità di configurare il tutto, fonts, aspetto finestre, eccetera, secondo le proprie esigenze (intendiamoci, forse è anche possibile, ma dopo mezz’ora di ricerche io ci ho rinunciato), l’apparizione continua di avvisi mai richiesti, la totale mancanza di conformità ai formati standard, anche quelli più semplici come il formato txt, l’arroganza con cui viene richiesto ogni cinque minuti l’aggiornamento del sistema, un continuo tentativo di connettersi alla rete senza che io avessi la più pallida idea del perchè e di cosa volesse fare (avevo per fortuna installato ZoneAlarm che ogni pochi mnuti mi avvisava di qualche tentativo).

Ora, considerando che il tutto è a pagamento (e la cifra non è nemmeno modesta) quale sia il motivo per cui Windows venga utilizzato da centinaia di milioni di persone resta per me un grosso mistero.
Io l’ho trovato antiquato (per intenderci indietro di almeno un decennio), poco piacevole, poco produttivo, senza alcun programma utile da poter utilizzare da subito, insulso al punto da non riconoscere nulla senza la presenza di appositi CD aggiuntivi, pronto a riempirsi di schifezze se si ha la malaugurata idea di connettersi alla rete e instancabile nei suoi tentativi di collegarsi in rete (a chi e per cosa fare ancora non l’ho capito) a mia totale insaputa.

Da qui la mia attuale convinzione: Windows XP è tutto quello che si vuole, tranne che un sistema operativo maturo per il desktop!

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Il ministero dell’istruzione brasiliano ha deciso l’impiego di Linux con KDE nelle scuole pubbliche. Il provvedimento interessa 52 milioni di studenti che, secondo il Ministero, avranno la possibilità di utilizzare computer con software libero..
Con questa decisione il Brasile diventa probabilmente il più grande sostenitore ed utilizzatore del software aperto nel mondo.
Dall’inizio del 2007 sono entrati in funzione 50.000 desktops con Linux per gli impiegati statali.
Per le scuole il sistema prescelto è ‘Linux Educacional 2.0’, basato su Debian e KDE-3.5. Entro la fine del 2008 29.000 laboratori saranno attrezzati con questo sistema operativo; numero che crescerà a 59.000 entro la fine del 2009.
In un laboratorio normale saranno presenti un server e sette desktops, ciascuno dei quali con 2…5 terminali.

Indipendentemente va avanti il progetto ‘un computer per ogni studente’, progetto che prevede 150.000 desktops e 300 servers a basso costo.

Altre info:
Piacentini LiveJournal

Da poco è ricominciato lo sviluppo di XaraLX da parte della comunità open.
Come ricorderete il progetto era rimasto fermo per quasi due anni in seguito al rifiuto della società proprietaria di liberare l’ultima parte del codice, quella relativa al motore di rendering.
La situazione si è sbloccata quando gli sviluppatori si sono decisi di sostituirlo con Cairo, e quindi i lavori sono ripresi e siamo arrivati alla versione 0.7rev1785, quella che per l’appunto ho provato.

Il programma è velocissimo e molto semplice da usare, pur essendo molto potente. Per dare un’idea i due disegni qui sopra li ho fatti in non più di dieci minuti complessivi.
Non è ovviamente ancora completo (manca la parte per il ritocco delle immagini) e contiene qualche bug.
Per essere chiari, il programma è molto stabile, e l’unico bug che finora ho trovato riguarda la stampa. E’ un errore grave (il programma crasha miseramente quando si lancia la stampa, stampa che ovviamente non avviene) ed è dovuto all’interfacciamento di Xara con Gnome.
Fortunatamente è possibile esportare il lavoro fatto come pdf o ps e poi stamparlo da lì.

Ma quali sono le differenze rispetto a Inkscape?

Le differenze ci sono. In primo luogo XaraLX è molto più piacevole da usare, inteso come più immediato e veloce. Ha alcune caratteristiche migliori, ma d’altra parte manca ancora di alcune possibilità offerte da Inkscape.
L’impressione è che andando avanti con lo sviluppo Xara possa davvero diventare il programma di riferimento per la grafica vettoriale nel mondo Linux. Già oggi è un programma di tutto rispetto.
Se poi i due gruppi di sviluppatori (Xara e Inkscape) si riunissero, cosa che non avverrà mai, ne vedremo davvero delle belle.

Il programma si trova nelle repositories di Debian e Ubuntu, e quasi sicuramente in quelle delle altre maggiori distribuzioni, e secondo me vale assolutamente la pena di installarlo e provarlo.
In rete si trovano molte guide, generalmente sotto forma di video.
I due link seguenti portano rispettivamente al sito di XaraLX e all’indice di alcune guide.

Buon divertimento.

Xara Xtreme
Workbook index

Come era previsto le elezioni si sono concluse con la bocciatura del governo Prodi e con l’incarico a Berlusconi di risolvere i gravissimi problemi lasciati dal precedente governo.

Ma la novità più positiva è senza dubbio la sparizione dal Parlamento della miriade di partitini che avevano l’unico scopo di alimentare le proprie clientele.
Tra questi è finalmente sparito anche l’ultimo retaggio antistorico: la falce e martello insanguinata, il simbolo repellente di regimi condannati già da alcuni decenni definitivamente dalla Storia, non svilirà più il nostro Parlamento.

E’ forse il fatto più positivo scaturito dalle urne. Speriamo sia un fatto definitivo e non solo una felice tappa nella nostra storia.

Questo presuppone che la scelta coraggiosa di Veltroni di dar vita ad un nuovo movimento credibile e democratico continui e si rafforzi, portando così il Paese nella situazione di poter liberamente scegliere in futuro tra due possibili alternative democratiche e moderne.

Intanto oggi possiamo rallegrarci nella certezza che l’Italia è più libera e democratica.

Grazie, Silvio!

PDL: Via bollo auto e moto!

Veltroni e i ministri scomparsi

Le teorie di Veltroni …e la pratica

Salvate il soldato Bassolino

Bugiardo

Il presidente del Partito Democratico:
Romano Prodi

I candidati del Partito Democratico:
Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Povera Italia

Affari tuoi:

Fini e Veltroni:

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