marzo 2008


In rete uno strumento per aiutare chi è indesciso al voto o non sa che pesci prendere.
Basta rispondere a 25 domande e, in base ai programmi ufficiali dei vari partiti, viene mostrata la propia posizione.
Utile non solo per vedere quale sia il partito o i partiti più vicini alle proprie idee, ma soprattutto per vedere quali siano quelli più distanti.

Basta cliccare sull’icona sottostante per essere portati al sito.

Per chi comunque è ancora troppo pigro, ricordo che votare Veltroni significa votare il governo Prodi.
Infatti questo è il ‘nuovo’ proposto dal PD. I candidati:

Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Veltroni è un bravo comunicatore e sta cercando di fare di tutto per fare credere che il Pd (il cui presidente è Romano Prodi) sia una cosa nuova. Ma gli italiani non sono così sprovveduti da non vedere l’assoluta continuità che c’è tra il governo Prodi e il Partito democratico di Veltroni.
Basta guardare le loro liste elettorali, che sono guidate da ben 17 ministri dell’esecutivo Prodi, tutti in posizione blindata, e da 26 sottosegretari, collocati tutti nella fascia sicura, con ottime chances per tornare in Parlamento.

Il Pd non è il nuovo, ma il vecchio.

Prodi è in politica da 45 anni.
D’Alema, capolista a Napoli per coprire Bassolino e lo scandalo dei rifiuti, lo è da 45 anni: nel 1963 si iscrisse alla Federazione giovanile comunista.
Veltroni, quello che dice di essere l’artefice del rinnovamento, è in politica da 32 anni, ha fatto quattro legislature (1987, 1992, 1994, 1996), e per due volte è stato sindaco di Roma.
Rutelli e Franceschini, i più giovani, sono in politica da quasi 30 anni.
Al confronto, Berlusconi è un politico di primo pelo, in Parlamento da appena 14 anni.

E il governo Prodi ha rovinato l’Italia.

Prodi3

Al costo di soli due euro potete scaricare da Internet il “Libro grigio del governo Prodi”
Il sottotitolo è significativo:
“618 giorni da ricordare… per non dimenticare!” e si presenta come una raccolta di cronache tratte da vari giornali, di tutte le tendenze, riguardanti il governo Prodi.

Ogni commento è stato ridotto al minimo per non influenzare il giudizio del lettore.

Si va dalle proposte della “settimana corta” per i parlamentari all’affaire Telecom con le dimissioni del consigliere di Prodi Angelo Rovati; dalle manifestazioni di ministri e sottosegretari contro il governo che hanno fatto infuriare i deputati moderati alle proteste delle forze dell’ordine per i tagli giù giù fino a quelle dei taxisti che paralizzano le più grandi città per ore intere.

Lo trovate qui:
Il libro grigio del Governo Prodi

Ve lo raccomando caldamente.

E ricordatevi che Prodi è il presidente del Partito Democratico di Veltroni.

Aveva partecipato nel giugno 2007 a una selezione per l’ufficio legale dell’Anas, ma Alessandro Iacorossi, romano, 34 anni, non aveva raggiunto nemmeno il punteggio base. È stato assunto, con un sostanzioso superminimo, alla direzione del personale.
E il 4 marzo, primo non dirigente nella storia dell’Anas, è stato nominato membro del cda della Autostrade del Lazio. Iacorossi, membro del direttivo romano dell’Italia dei valori, è uno dei tanti fedelissimi che Antonio Di Pietro ha messo in pista su strade e autostrade.

Gaetano Di Niro, candidato Idv nel 2001, dal 18 gennaio è nel cda della Autostrade del Molise.

Dante Merlonghi, fino a due mesi fa coordinatore Idv nelle Marche, è nel consiglio della Quadrilatero spa.

Gianpiero De Toni, coordinatore Idv dell’Alta Valcamonica, è nella Cal, Concessioni autostradali lombarde.
La Cal è in affari con la Brebemi, nel cui cda Di Pietro ha voluto Tristano Testa, suo socio nell’immobiliare Suko in Bulgaria.

Enrico Della Gatta, responsabile infrastrutture dell’Idv, e Sergio Scicchitano, avvocato personale del ministro e legale del partito, sono entrati nel cda dell’Anas il 20 luglio 2006. Della Gatta si è dimesso dopo un anno.
Scicchitano, invece, oltre alla poltrona ha conservato i cinque arbitrati che gli erano stati affidati dall’Anas. Circa 1 milione e mezzo di euro il compenso previsto.

Fonte: Grandi lavori in corso nell’entourage di A. Di Pietro

Ma niente paura.
Ci sarà sicuramente qualche imbecille che continuerà a votarlo.

Il ‘nuovo’ di Veltroni. I candidati:

Massimo D’Alema, ministro del governo Prodi
Francesco Rutelli, ministro del governo Prodi
Linda Lanzillotta, ministro del governo Prodi
Giulio Santagata, ministro del governo Prodi
Luigi Nicolais, ministro del governo Prodi
Barbara Pollastrini, ministro del governo Prodi
Vannino Chiti, ministro del governo Prodi
Rosy Bindi, ministro del governo Prodi
Giovanna Melandri, ministro del governo Prodi
Giuliano Amato, ministro del governo Prodi
Pierluigi Bersani, ministro del governo Prodi
Beppe Fioroni, ministro del governo Prodi
Cesare Damiano, ministro del governo Prodi
Arturo Parisi, ministro del governo Prodi
Paolo De Castro, ministro del governo Prodi
Livia Turco, ministro del governo Prodi
Paolo Gentiloni, ministro del governo Prodi

Rialzati Italia!

Un micidiale regalo di Prodi

La madre di tutti gli errori resta la pressione fiscale record, che è stata la scelta qualificante e punitiva del governo condizionato dalla sinistra radicale.
Non dimentichiamo mai che il governo Prodi si è caratterizzato per avere introdotto nel sistema tributario italiano 67 nuove imposte, oltre ad inasprire altre gabelle vigenti. Questa stretta soffocante ha reso grama la vita di troppe famiglie, ma nel contempo ha vessato e indebolito migliaia e migliaia di aziende, specie medie e piccole, mettendone a rischio la sopravvivenza e la funzione. Tutto questo non poteva restare senza conseguenze sui prezzi. Non è possibile aumentare imposte, bolli e costi burocratici su aziende produttrici e distributrici, su agricoltori e commercianti, grossisti e dettaglianti, senza che un simile, inevitabile aumento di costi si ripercuota sui prezzi.

E adesso milioni di italiani sono nella morsa del carovita, del pieno che ha prezzi proibitivi, delle bollette insostenibili.
Il centrosinistra può essere fiero delle sue devastazioni ed è inutile che il Pd si affanni a promettere tutto ciò che, col suo appoggio determinante al governo Prodi, fino a oggi ha reso impossibile.

RICORDATELO AL PROSSIMO VOTO !