gennaio 2008


L’ing. Marco Todeschini (1899 – 1988 ) è, tra le voci ‘fuori dal coro’, una fra le più interessanti ed eclettiche.
Partendo dall’osservazione che la fisica moderna non è in grado di arrivare a conclusioni unitarie e che, dopo aver postulato l’esistenza di uno spazio vuoto (nel senso letterale del termine), ha poi dovuto attribuirgli comunque tutte le caratteristiche dinamiche di uno spazio fluido mobile e denso (curvature variabili e sede di forze), ha sviluppato una sua teoria che, allontanandosi da Newton, si riavvicina a Cartesio.

Del resto da Newton si era già allontanati Heisemberg.

Schrodinger dal canto suo ammetteva un’onda astratta legata alla probabilità di trovare un corpuscolo, rinunciando quindi a spiegare come la vibrazione energetica si trasmette nello spazio vuoto e perchè mantiene la stessa frequenza della sorgente che lo emette.

L’intuizione fondamentale di Todeschini fu quella di mettere in discussione il concetto newtoniano di vuoto sostituendolo con quello di etere in movimento e vorticoso e spiegando tutti i fenomeni fisici sulla base della legge della fluidodinamica.
Con tale presupposto arriva, con semplici formule, ad unificare la fisica, la psicologia e la biologia. Il tutto senza ricorrere a concetti astrusi e senza dover contraddire la fisica classica galileiana.

In sintesi secondo la sua teoria, chiamata anche Teoria delle Apparenze, tutti i fenomeni che noi percepiamo non sono che ‘apparenze‘ che nascono dall’effetto generato nella nostra psiche, dal movimento del fluido cosmico quando viene a contatto con i nostri sensi.

Sono apparenze quindi il suono, la luce, il sapore, l’odore, la forza, il calore, l’elettricità, eccetera, poichè non sono altro che l’elaborazione psichica degli stimoli nervosi che scaturiscono dall’incontro tra il movimento del fluido universale, di diversa frequenza, e i nostri organi sensori, che arrivati al cervello, sede della psiche, vengono trasformati nelle sensazioni relative, mentre in realtà non sono che onde d’etere silenti, buie, insapori, incolori, atermiche, diverse solo nella loro frequenza.

Straordinaria conseguenza di questa Teoria è il fatto che se è vero che tutto viene generato dai movimenti dell’etere cosmico anche la materia ed i suoi campi di forze devono esserne figli.
Ed infatti, Todeschini, dimostra come tutto possa essere originato, dai nuclei atomici alle galassie, dal movimento di vortici sferici di tale sostanza che roteando a velocità superluminale attorno al loro centro creano, per attrito, la rotazione di strati concentrici successivi, formando così le particelle ultramicroscopiche costituenti la materia e che, a seconda del loro verso di rotazione, creano le forze attrattive o repulsive che le contraddistinguono e che sono responsabili delle forme di aggregazione della materia stessa.

Approfondendo i suoi studi capì che per arrivare ad una visione unitaria del creato bisognava studiare anche la realtà biologica perché intermediaria nella comprensione dei fenomeni.
Con 10 equazioni psico-fisiche che generalizzano la legge d’inerzia di Newton (F=ma), Todeschini dimostra la corrispondenza fra le decelerazioni della materia contro il corpo umano e le sensazioni che sorgono nella psiche svelando che tutte le sensazioni seguono tale legge (Sn=ma).
L’enorme importanza di ciò consiste nel fatto che per la prima volta si vengono ad introdurre nelle scienze esatte, oltre ai fenomeni fisici oggettivi, anche i corrispondenti fenomeni fisiologici e psichici soggettivi, sinora trascurati.

A sostegno della sua teoria realizzò strumenti di misura ed esperimenti di laboratorio che confermarono in pieno le sue teorie.
Celebre l’esperimento con due raggi di luce in direzione del movimento della terra, uno opposto all’altro, che confermarono come la velocità stessa della luce nelle due direzioni sia diversa e che la differenza sia uguale appunto alla differenza tra la velocità teorica, da lui determinata, del fluido spaziale intorno alla terra e quella della terra stessa.
La controprova è data dal fatto che i due raggi di luce viaggiano alla stessa velocità qualora la direzione di entrambi sia ortogonale alla direzione precedente.

Eclatante l’invenzione del ‘motore a forza propulsiva centrifuga‘ (brevetto 312496-1933) costituito da due masse che ruotano indipendentemente ed in maniera sincrona attorno al loro centro e contemporaneamente rivoluiscono attorno ad un centro comune, sì che la forza centrifuga risultante può essere orientata nella direzione e nel senso desiderati.
Il motore è basato sul concetto che la decelerazione centripeta delle masse trova reazione nello spazio fluido ambiente e che tale reazione si identifica con la forza propulsiva centrifuga.
Il funzionamento del motore dimostra perciò sperimentalmente la fluidità dello spazio.

Oggi un sistema di propulsione di questo tipo, denominato ‘propulsione non newtoniana‘ è oggetto di studi e ricerche, in italia, da parte dell’A.S.P.S (Video, Home)

Questa concezione della realtà interamente dominata dall’etere e dai suoi moti, è profondamente radicata nella concezione filosofico-religiosa delle civiltà orientali, quando ci parlano di un “Prana” che pervade l’universo, e che rappresenta anche il continuo soffio divino.

Il concetto di “vortice” non è solo un parto della mente di Todeschini, ma è stato preso in esame anche da fisici che hanno operato poco tempo dopo di lui.
L’idea di vortice e di etere è stata ripresa anche da altri scienziati come ad esempio i fisici Roberto Palmieri, Cesare Colangeli e Luigi Borello, secondo i quali se lo spazio fosse veramente vuoto, allora determinate forme di energia non avrebbero alcuna possibilità di trasmettersi attraverso lo spazio stesso, poiché venendo meno l’assorbimento di energia da parte della materia, verrebbero meno le “proprietà di memorizzazione” di qualunque evento che si verifica nell’Universo.

Recentemente il russo Akimov ha sviluppato un modello molto sofisticato di fisica teorica che considera l’esistenza dei vortici nel vuoto quantistico – che come si sa non è realmente vuoto bensì costituito da un continuo ribollire di particelle e anti-particelle virtuali – i quali sarebbero creati da tutti gli oggetti dalle particelle alle galassie. Questo è davvero molto simile a quanto pensato da Todeschini, con la differenza che qui l’etere assume una connotazione molto aggiornata ai nuovi modelli della meccanica quantistica, mentre Todeschini ne fornisce una interpretazione sostanzialmente di fisica classica (fluidodinamica, per la precisione).
E sempre secondo Akimov, dunque anche il nostro cervello è un trasduttore di campi di torsione.
Ma se si esclude la differenza di trattazione tra Todeschini e Akimov, anche in questo caso ci troviamo di fronte allo stesso concetto di fondo: vortici di etere governano non solo la materia, ma anche la psiche tramite quella centralina elettronica (come la definiva Todeschini) che è il cervello, e viceversa.

Concetti del genere vengono esplorati da diversi altri ricercatori come ad esempio il premio nobel per la fisica britannico Brian Josephson, quando si accorge che dietro le leggi apparentemente casuali e statistiche della meccanica quantistica, si celano leggi più grandi e senzienti che generano il meccanismo della Vita, un meccanismo che si sviscera dalla visione che noi abbiamo oggi del concetto di “etere”, ovvero il vuoto quantistico, che invece vuoto non è. Concetti del genere vengono a tutt’oggi ripresi anche dal fisico e filosofo dei sistemi ungherese Ervin Laszlo, ma erano stati considerati in maniera molto approfondita anche da grandi geni dell’elettromagnetismo come Nikola Tesla.

Perchè allora Todeschini viene ignorato dalla scienza ufficiale?

Il motivo è molto semplice.
Nella sua opera Todeschini si dichiara apertamente avversario delle teorie einsteniane perchè negano l’esistenza dell’etere e perchè dichiarano la velocità della luce come la massima raggiungibile nell’universo. Nella Teoria delle Apparenze giunge addirittura a dimostrare l’infondatezza del pensiero di Einstein.
Viene quindi a demolire due pilastri fondamentali su cui si basa tutta la scienza ufficiale: le teorie di Newton e di Einstein e rivaluta il pensiero di Cartesio.
Non contento di questo dimostra l’esistenza delle forze spirituali.
Facile quindi immaginare la reazione degli scienziati ortodossi, dichiaratamente positivisti, di fronte a tali asserzioni.

Ma il tempo è galantuomo.

L’etere cacciato dalla porta, rientra dalla finestra attraverso teorie e prove di laboratorio legate alla fisica quantica.

Alcuni collegamenti (da cui ho tratto quanto scritto) a chi vuole approfondire:

Un ricordo di M. Todeschini
A.C.N.R. – Archivio Todeschini
A.C.N.R. – La fisica
A.C.N.R. – Gli esperimenti decisivi
Esperimenti (PDF)
PsicoBioFisica
Intervista a Antonella Todeschini
Marco Todeschini
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Finalmente il Senato, con un guizzo di intelligenza, ha negato la fiducia al governo Prodi e l’ha rimandato a casa.

L’Italia intera tira un sospiro di sollievo.

Passata però la gioa e l’euforia, arriva il momento di pensare al futuro.
Il governo Prodi ha rovinato l’Italia. L’ha sputtanata nel mondo intero, ha ridotto alla fame i suoi cittadini, ha bloccato la ripresa economica che pure tutti gli altri Paesi d’Europa hanno avuto e ha riempito gli italiani con menzogne ripetute sino all’ossessione anche nell’ultimo atto.

Fosse rimasto in carica avrebbe fatto, anche se sembra impossibile, ancora più danni.
La sua caduta quindi non può che destare grande gioia.

Chi però piglierà il suo posto avrà problemi enormi da affrontare.
Chiunque esso sia dovrà risolvere in breve tempo problemi come l’immondizia della Campania, la fame di moltissime famiglie italiane, il problema delle pensioni di cui Prodi ha scippato mediamente sei mesi, il ridare un minimo di sicurezza ai cittadini, il controllo dell’immigrazione clandestina, la riforma di una giustizia che è tutto tranne che giusta, la costruzione delle infratrutture, il controllo dei prezzi, il problema degli stipendi, eccetera, eccetera, eccetera.

E oltre a tutto questo dovrà cercare di risollevare la reputazione dell’Italia all’estero. Compito che richiederà da solo anni e anni di tempo dopo il disastro di due anni di governo Prodi.

Chiunque esso sia, il nuovo capo del Governo, non avrà la bacchetta magica.

Non solo, ma avrà contro le frange estremiste di facinorosi violenti, la delinquenza organizzata e, almeno in parte, i sindacati, che invece di difendere gli interessi dei lavoratori sono più inclini a puntellare i partiti cui si riferiscono.

Avrà quindi un compito quasi impossibile e sicuramente poco invidiabile.
Gli auguro di farcela, almeno in parte, anche se mi rendo conto che per risolvere tutti i prblemi lasciati da Prodi non sono certamente sufficenti i cinque anni di un mandato.

Auguri, Presidente.

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L’Italia lasciata in eredità da Prodi

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prodi_tasse-1.jpg

Tutto inizia con una lunga serie di bugie.

Il maestro delle tre tavolette, inssieme a Padoa-Schioppa inventa il ‘buco lasciato dal precedente Governo’.
Il deficit del 2,5% viene così gonfiato al 4,2%, salvo poi ammettere che ci sono entrate non contabilizzate che da sole riporterebbero il deficit a quello che effettivamente era, il 2,5%.

La manovra aveva diversi scopi:
1) Dimostrare come il Governo Berlusconi fosse stato un cattivo Governo
2) addossare al Governo Berlusconi la responsabilità per l’ingrata necessità di una manovra economica pesante.
3) Raccogliere una montagna di denaro (rubandola ai cittadini) in modo da poter mostrare l’anno successivo un miglioramento dei conti e, ritornandone una piccola parte, far credere di aver ottenuto positivi risultati economici.

Da queste premesse la stangata sanguinosa della finanziaria che riporta la pressione fiscale alivelli incredibili.:
“(ANSA) – ROMA, 30 DIC 2007 – Nuova stangata in arrivo: secondo contribuenti.it nel 2007 le famiglie italiane dovranno sborsare 736 euro in piu’ per i rincari fiscali. ‘Nonostante le promesse del governo – recita una nota – le imposte sulla nettezza urbana aumenteranno del 152,7%, con punte del 291%, senza contare gli incrementi Ire pari all’11,8%, dell’Iva pari all’8,6%’. ‘Sono previsti – spiega l’associazione – aumenti per Ici, imposte di registro, ipotecarie e catastali del 113,3%'”

La Campania affoga nella spazzatura.

Continua l’occupazione di tutto ciò che sia occupabile, dai posti di uscere ai posti di direttore generale o presidente. Indicativa la fulminea carriera di Stefano Fregni.

Arriviamo alla vergogna incredibile del caso del Generale Speciale, reo di essersi rifiutato di insabbiare le inchieste che riguardavano le cooperative rosse. Le dichiarazioni disgustose del ministro Padoa-Schioppa in Parlamento, in difesa di Visco, toccano veramente il fondo. Le affermazioni del ministro verranno poi smentite dal TAR che reintegra Speciale al suo posto, ma il ministro resterà incollato alla poltrona.

La Campania affoga nella spazzatura.

Bertani parte con le liberalizzazioni, quelle contro i piccoli ovviamente, perchè i grossi è meglio non toccarli.
Il risultato sarà presto visibile: aumento delle tariffe dei taxi e scioperi di tutte le categorie.

La Campania affoga nella spazzatura.

A fine 2007 Mortadella ci riprova con la nuova finanziaria, quella che secondo lui aiuta i redditi più deboli e rilancia l’economia. Il mese precedenta aveva cercato, per fortuna senza riuscirci, di mettere le mani sul tesoro della Banca d’Italia. Altra stangata per tutti.
Saluto
Nuovo furto. Questa volta ai danni dei pensionati. La tanto decantata riforma delle pensioni che Prodi e i suoi alleati sinistri cercano di far passare come un passo fondamentale verso l’equità e la tutela dei più deboli, rapina infatti i primi sei mesi di pensione a tutti gli Italiani che andranno in pensione dal gennaio 2008 in poi.

La Campania affoga nella spazzatura.

Gennaio 2008: frange della maggioranza impediscono al Papa di parlare alla Sapienza. Il Promessore non è in grado, o non vuole, garantire la sicurezza al Pontefice che rinuncia al suo discorso.

La Campania affoga nella spazzatura.

Finalmente Mastella si accorge sulla sua pelle come parte della magistratura sia politicamente organizzata ed esce dal governo.

Alla Camera Prodi si dice orgoglioso dell’operato del suo governo e cita tra i suoi meriti il raddrizzamento dei conti pubblici, la lotta all’evasione, la redistribuzione dei redditi e la politica a tutela dell’ambiente da lui perseguita.

La Campania affoga nella spazzatura.

NO

Le famiglie italiane sono sempre più povere. Mai così tanto negli ultimi 20 anni.
I consumi sono fermi e la crescita economica passa dall’1,5% del 2007 all’1,2% stimato del 2008.
I prezzi di pane, cereali carne e zucchero è salito alle stelle. Il prezzo degli altri prodotti anche. Per non parlare di bollette e balzelli vari. Il consumo di carne è diminuito dello 0,5%.
Per far fronte agli aumenti e alle tasse, le famiglie si indebitano ed aumenta vertiginosamente l’impossibilità di pagare le rate con un incremento di sofferenze pari all’8,5% negli ultimi 12 mesi.
La richiesta di mutui aumenta del 10,3%, ma con l’aumento delle rate ciò si traduce spesso in una vera e propria crisi finanziaria della famiglia.
Le famiglie che per sopravvivere debbono fare la coda davanti alle porte della Caritas e di altre organizzazioni di carità per ricevere un pane e un po’ di pasta gratuita sono ormai il 5% del totale.
Prodi il ciarlatano
Ed il Financial Times scrive: “I dati preliminari dell’Unctad evidenziano un collasso nei nuovi investimenti stranieri diretti in Italia proprio quando questi afflussi si sono impennati altrove nell’Unione europea’’: nel 2007, a fronte di una crescita del 15% nel Vecchio continente, l’Italia mostra un calo del 28%.
L’Italia, oltre tutto, ‘’sta anche perdendo gli investimenti indiretti’’ e l’interesse da parte dei fondi di private equity.”

Questo è il Paese che ci lascia il Promessore dopo nemmeno due anni di governo.
Davvero un bel record, soprattutto se si pensa che l’economia mondiale (ed europea) in tale periodo è stata positiva.

E per carità cristiana non parliamo della sicurezza dei cittadini e della spazzatura in Campania.
Spazzatura

Oggi gli Italiani sperano che il peggior governo che l’Italia abbia mai avuto vada finalmente in discarica.

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Propongo ancora una volta un articolo del Tempo.it:

Spettacolo indecente per il paese

Tanto di cappello al Professor Romano Prodi. Se cadrà lo farà in piedi, da vero democristiano doc della Prima Repubblica, con una straordinaria faccia di bronzo.

È andato in Aula e ha detto che il suo governo ha debellato la disoccupazione, risolto il problema della casa per i giovani, eliminato gli sprechi e via dicendo.
Questo discorso andrebbe fatto sentire nelle scuole, nelle fabbriche, tra i commercianti, perfino nelle assemblee condominiali.
Perché è proprio questo genere di far politica che la gente non sopporta più: la politica delle chiacchiere un tanto al chilo pur di restare abbarbicati al privilegio. Come se il popolo non avesse capito che la partita che si sta giocando in queste ore nei corridoi del Palazzo è tutta dedicata alle nomine negli enti pubblici, e non a curare gli interessi della collettività.

Il governo non ha più una maggioranza politica. L’uscita di scena dell’Udeur, il no di Turigliatto, i dubbi di Fisichella e Pallaro, i mal di pancia di Dini, le sperticate lodi dei comunisti, gli impenetrabili sguardi di D’Alema e di Veltroni, tutto dice che sarà crisi vera.
Potrebbe però Prodi resistere solo grazie ai numeri, magari con qualche senatore a vita.

Pensate se una simile situazione si fosse verificata con Berlusconi a Palazzo Chigi. Avrebbero già organizzato uno sciopero e fiaccolate in tutta Italia gridando al golpe. Ora, o questo Paese ha un sussulto di dignità o molto presto sarà il fanalino di coda di un’Europa che ci considera già come una palla al piede. Per di più pure un po’ maleodorante.

Andrea Pamparana
23/01/2008 Il Tempo.it Spettacolo indecente per il paese
È mercato delle vacche: in bilico due centristi, un ministero per Dini

Voglio solo aggiungere che non mi meraviglio affatto che non ci siano fiaccolate, scioperi e manifestanti violenti che gridino al golpe.
Questo tipo di persone infatti, che costituiscono le squadre sinistre (le moderne SS manovrate dai vari Capanna, Diliberto e compagni) non ragionano con la loro testa (ci mancherebbe altro, troppa fatica), ma eseguono alla lettera le parole d’ordine dei loro capoccioni.
E sarebbe troppo pensare che costoro potessero inveire contro se stessi.

P.S.: sono andato a pagare il bollo dell’auto (60Kw, Eoro 3):
Euro 163,55 uguale a + 4,67% rispetto ad un anno fa.
Penso al 5% delle famiglie italiane che per sopravvivere devono mettersi in coda dalla Caritas e da altre associazioni di volontariato per ricevere un pane e un pacco di pasta gratis.
E penso a quelle schiere di delinquenti e facinorosi che inneggiando ai ladroni occupano strade, bloccano treni, incendiano negozi e insozzano la rete con la loro infinita stupidità.
Il governo Prodi, oltre che a ridurre alla fame gli Italiani, è davvero riuscito a sommergere l’Italia (e non solo la Campania) di spazzatura.

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L’uscita dalla maggioranza dell’UDEUR annunciata oggi da Mastella in un Paese normale significa la fine del Governo.

Ma questo è il governo dei bugiardi, dei delinquenti e degli incapaci, tenuto insieme solo dalle poltrone.

E Prodi è un maestro delle tre tavolette.

Vedremo nei prossimi giorni cosa sarò capace di inventarsi pur di rimanere al potere.
Una cosa però è certa.
Il nostro povero Paese, l’Italia, non si è meritata e non si merita un governo così.

Speriamo vivamente che si possa voltar pagina e cominciare a dimenticare quello che è stato il peggior governo mai avuto in Italia negli ultimi duemila anni.

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Completo il trittico sull’inciviltà sinistra con un articolo dell’Eco di Bergamo

“Chi ha paura del professor Ratzinger
di
Ettore Ongis

Forse ha ragione Cacciari: la protesta contro la visita del Papa alla Sapienza dimostra una sola cosa, che la mamma dei cretini è sempre incinta. Il problema è che nella più prestigiosa Università di Roma alcuni di questi «cretini» dispongono di una cattedra dalla quale diffondono a migliaia di studenti i propri pregiudizi e il proprio risentimento. C’è poco da stupirsi allora se un gruppuscolo di esaltati occupa il rettorato e annuncia un nuovo ’68: cattivi «maestri» non possono che generare pessimi discepoli.
Sulla presenza di Benedetto XVI nel più antico ateneo romano si era creato negli ultimi giorni un clima demenziale: un mix di intolleranza, censura e malafede che non prometteva nulla di buono.

Una polemica basata sul nulla e alimentata ad arte (si rimproverava a Ratzinger una citazione non sua), che ha riportato il Paese indietro di oltre un secolo. Bene ha fatto il Vaticano, in una situazione simile, ad annullare la visita.

Una decisione sofferta e clamorosa, che non solo segna una figuraccia per l’Italia e per il mondo accademico, ma che in un certo senso sancisce la fine stessa dell’Università.

L’«Universitas», lo dice il nome, è infatti per definizione il luogo in cui tutti possono parlare e confrontarsi. Tutti, meno il Papa. O meglio, meno «questo» Papa. Contestazioni e disordini ci furono anche per la visita di Giovanni Paolo II, ma mai prima d’ora s’era creata una tensione tanto alta per l’intervento del Santo Padre in un’università.

Come mai un personaggio mite e dolce come Benedetto XVI fa tanta paura a una parte del mondo accademico? È curioso in effetti notare che proprio contro un finissimo teologo e professore di fama internazionale sia piovuta dalle frange laiciste una «scomunica», paragonabile a quella che la Chiesa inflisse quattrocento anni fa a Galileo.

In nome della cultura laica si è arrivati a negare la libertà di parola, uno dei capisaldi della laicità. La spiegazione è semplice: Ratzinger tiene in gran conto la ragione umana e la verità, chiamando le cose con il loro nome. Un esercizio di libero pensiero che sta smascherando l’inganno di tanta cultura postmoderna e mandando in crisi una classe intellettuale in cui settarismo e ideologia la fanno spesso da padroni. Una parte di cultura laica, quella veteromarxista e radicale, si è sentita spiazzata dal rigore logico del pontefice e, priva com’è di argomenti convincenti, non ha trovato di meglio che evitare il confronto, demonizzando chi non la pensa come lei. È bastato un uso corretto della ragione per mettere in crisi tanti venditori di fumo che in Italia si vantano del titolo di professore.
Non ci si inganni tuttavia sulla reale dimensione di questa protesta. Il rettore della Sapienza aveva detto a più riprese di non temere affatto le manifestazioni di dissenso all’interno o fuori dall’Ateneo. «La cosa che temo – aveva sostenuto in un’intervista – è l’enfasi mediatica che intorno alla visita del Pontefice si è scatenata. È tale il desiderio di trovare un episodio di contestazione che qualcuno potrebbe fare di un cartello alzato l’inizio di una rivoluzione». I grandi giornali e le tivù, guidate da alcuni campioni del laicismo nostrano, lo hanno subito preso in parola, trasformando la protesta di pochi in un evento di contestazione globale. In effetti, molti erano pronti ad approfittare di 67 docenti (su 4.500!) e di qualche studente per far zittire il Papa-teologo. Anche per questo il professor Ratzinger ha visto giusto nel sottrarsi alla trappola. Lorsignori trovino un altro pretesto per alimentare la loro guerra quotidiana contro la Chiesa. Lui di università pronte ad accoglierlo a braccia aperte ne trova a decine in tutto il mondo.
Ps. Questo Paese passa da dramma a dramma, ma non c’è un cane che abbia la dignità di dimettersi. Evidentemente non solo Napoli è invasa dalla spazzatura.

Da L’Eco di Bergamo, 16 gennaio 2008”

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Ancora un articolo sull’ultima vergogna italiana. Questa volta di Giuliano Ferrara:

“È ridicolo difendere il Papa, che si difende da solo.
È inutile insultare i cattivi maestri che gli hanno tolto la parola in università, perché si insultano da soli.
Preferisco dire come la penso da ateo devoto (l’espressione è autoironica, e mi tocca specificarlo in un Paese privo di ironia).

Ci dovevamo aspettare un atto di violenza censoria verso il vescovo di Roma.
Da anni sostengo che laicismo e secolarismo si vanno trasformando in tutto il mondo in pensiero unico, conformismo coatto, rifiuto di un vero dialogo, ideologia e cioè falsa coscienza della realtà.
Da anni sostengo che abbiamo sostituito la religione come rivelazione e fede nella trascendenza con la religione dell’immanenza e del vuoto.
E penso che i preti di questa religione, abissalmente lontana da laicità vera e da carità, da democrazia liberale e tolleranza, siano perfettamente rappresentati da quel folto gruppo di professori ignoranti che hanno frainteso per sciatteria intellettuale un vecchio discorso di Joseph Ratzinger su Galileo, una volta smascherati gli hanno fatto dire il contrario di quel che pensa e infine hanno preso a pretesto quelle parole per impedirgli di parlare in un’università fondata da un papa secoli fa e oggi degradata dal settarismo laicista a luogo di esclusione del confronto intellettuale.

Ezio Mauro, direttore della Repubblica, dovrebbe prendere atto che questo fatto mi dà ragione. Invece parte un’altra operazione di mascheramento ideologico della realtà. E il direttore della Repubblica scrive che gli atei devoti, cosiddetti (ironia, autoironia), sguazzano felici nelle nuove divisioni della coscienza occidentale, perché nessuno chiede loro di credere (chiedere di credere? Conversione forzata?) e loro prendono dalla cultura cristiana ciò che vogliono per riflettere sull’etica come problema moderno, degradando il Cristianesimo.

Ma un laico non credente il quale non aderisca alla Chiesa ultrasecolarista di Mauro che cosa deve fare?
Mettersi in ginocchio e pregare nel privato?
Stare zitto ed evitare di fare l’operazione più laica di tutte, quella che gli offre il laico Ratzinger e gli nega il chierico Mauro, cioè scegliere nel deposito di cultura e di fede del Cristianesimo gli elementi su cui dialogare con il mondo, in nome di una ragione che sia capace di comprendere lo spazio pubblico della religione?

È così, purtroppo. Si comincia a non poter più discutere liberamente, nel teatro di guerra del nuovo anticlericalismo, che è un clericalismo secolarista contro l’apertura razionale dei papi. Un bell’affare. Perfino un uomo intelligente come Adriano Prosperi, lo storico di Pisa, a uno come me che dice di essere contro l’aborto e di voler mettere un codicillo favorevole a una nozione più forte di ciò che è vita nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo, risponde che non si tocca la legge 194, cioè una legge che nessuno vuole toccare e, novità laica positiva, la Chiesa stessa dice di voler applicare in tutta la sua portata.
Perché fa così un uomo di scienza?
Perché, non avendo argomenti, usa quello violento, ideologico: sei contro le donne e contro la libertà. L’uomo di scienza fa una crociata incurante del valore laico dei pensieri diversi dal suo.

Non sono vittimista per natura. Sono laico sul serio e amo l’ironia e l’autoironia, l’ho detto. Sono testardo e cerco di parlare con tutti coloro che hanno l’uso dell’intelletto libero.
Escludo dal dialogo soltanto chi usa attribuirsi il libero pensiero come il polveroso blasone che gli consente di impedire agli altri di pensare e di parlare.

Ma beato quel paese in cui i professori non sono ignoranti come ciuchi, in cui la gente seria sa che per parlare bisogna essere in due, non deforma le posizioni dell’interlocutore, capisce anche senza condividerle le idee e le passioni dell’altro.

Difficile la beatitudine in un Paese la cui maggiore universittà cacciò il filosofo Lucio Colletti, lo storico Renzo De Felice, il sindacalista Luciano Lama, e ora manda metaforicamente al rogo il sapiente e mite vescovo di Roma.”
(Giuliano Ferrara su Panorama: Libero pensiero e libertà negata)

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Vi fareste giudicare da questo giudice?
Mastella contro il giudice Maffei: “Una macchietta di YouTube”. I video

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