Metto a confronto la dichiarazione dell’onorevole (si fa per dire) ministro Padoa-Schioppa con quella di Alumnia cui il ministro si riferisce.

Al lettore trarne le conseguenze, a me la domanda:

Sino a quando dovremmo essere rappresntati da una congrega di bugiardi?

Padoa-Schioppa:
Il Dpef “pone al centro un obiettivo di crescita sostenibile per il paese, dal punto di vista sociale, ambientale e finanziario”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa in una intervista al Tg1. Il commissario europeo Joaquin Almunia, secondo il ministro Padoa-Schioppa, non ha bocciato il Documento: “Bocciare sta nel titolo di un’agenzia.
Almunia ha fatto una dichiarazione – ha risposto il ministro – che si puo’ condividere interamente. Apprezza i miglioramenti strutturali che abbiamo fatto nella finanza pubblica, ci ricorda il debito, ci ricorda che la spesa pensionistica in Italia e’ molto elevata.” (AGI) – Roma, 29 giugno.

Alumnia:
All’indomani del varo del Dpef, il commissario europeo, Joaquim Almunia ha espresso “profonda preoccupazione riguardo al limitato consolidamento pianificato per il 2008 e gli anni successivi” dall’Italia. Lo ha affermato la sua portavoce, Amelia Torres, che prende anche nota della “persistente incertezza riguardo ai cambiamenti del sistema delle pensioni”. Le misure in cantiere, ha aggiunto la portavoce, “non rispettano le raccomandazioni dell’Eurogruppo del 20 aprile” e “questo rallentera’ la riduzione del debito pubblico, ancora significativamente sopra il 100% del Pil“. La Torres ha anche sottolineato che, “il pagamento degli interessi sul debito, oltre 68 miliardi di euro nel 2006, assorbe quasi cinque punti percentuali del Pil italiano, il doppio dell’investimento pubblico, dirottando risorse che potrebbero altrimenti essere usate piu’ produttivamente”. Una riduzione rallentata del debito “e’ poi anche molto negativa per le future generazioni che dovranno far fronte alla crescente pressione sui bilanci dell’ invecchiamento della popolazione”. Tornando alle pensioni la portavoce ha sottolineato il principio secondo cui “ogni cambiamento nella legislazione attuale dovrebbe essere neutrale sul bilancio nel medio e nel lungo termine e non dovrebbe peggiorare la sostenibilita’ a lungo termine delle finanze pubbliche”. In ogni caso il commissario spagnolo, per bocca della sua portavoce, ha preso nota che “il governo italiano mantiene l’impegno di assicurare che il deficit scenda chiaramente sotto il 3% del Pil nel 2007 dal 4,4% del 2006”. “Complessivamente – ha continuato Almunia – questo segna un miglioramento significativo del bilancio strutturale negli ultimi due anni, in un contesto di una crescita piu’ dinamica che riflette anche le misure adottate”. La portavoce ha precisato che quelli di Almunia sono “commenti preliminari dal momento che la Commissione ricevera’ il documento solo la prossima settimana”.(AGI) – Roma, 29 giugno

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