L’universo comincia a sembrare
più simile ad un grande pensiero
che non a una grande macchina.

James Jeans, astronomo e fisico.

Mi riferisco alla teoria o meccanica quantistica, nata agli inizi del secolo scorso e che, sebbene passata inosservata agli occhi dei più, rappresenta invece la pià grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi.

Per molti versi, dopo secoli di allontanamento, la scienza, tramite la meccanica quantistica, torna alle origini riscoprendo per vero quanto agli albori del mondo era stato dichiarato dai Veda.

La conclusione più sconvolgente per molti, ma non per tutti, è che la realtà è tale solo se è presente l’uomo con le sue osservazioni.

Come non ricordare l’affermazione dei Veda, migliaia di anni fa, che asseriva come l’universo non fosse reale, ma acquistava realtà solo tramite la presenza della mente umana (“l’universo non e né reale né non-reale ma indeterminabile. Quella che noi chiamiamo realtà non è altro che Maya, cioè la proiezione della nostra mente.” Advaita Vedanta)?

La meccanica quantistica (diseguaglianza di Bell) mostra come l’universo non può più essere considerato una mera collezione di oggetti, ma una inseparabile rete di modelli di energia vibrante, nei quali nessun componente ha realtà indipendente dal tutto.

Secondo il fisico inglese S.Hawking, il nostro Universo ebbe origine dal nulla (nulla quantico) per fluttuazione quantistica, generato dalla vibrazione dello stesso nulla e senza poterne calcolare una data precisa d’inizio, ma potendone calcolare il limite di circa 15 miliardi di anni fa.

Come non ricordare l’inizio del Vangelo secondo Giovanni:

Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

Dove “la parola” va intesa come vibrazione. Quella vibrazione primordiale che i Veda chiamano Aum e che secondo il loro insegnamento permea tutto l’universo, esisteva prima del tempo ed è alla base di tutto il creato. E quella vibrazione, identificata col nulla, col vuoto, altro non era e non è che l’Assoluto.

Ecco la descrizione della nascita dell’universo data dai Veda (Rig Veda X.129):

In quel momento non vi era né l’esistente, né il non-esistente.
Non vi era aria, né il cielo che è al di là.
Che cosa conteneva? Dove? Chi proteggeva?
C’era l’acqua, insondabile, profonda?

In quel momento non vi era né la morte né l’immortalità.
Non vi era segno della notte, né nel giorno.
L’Uno respirava, senza respiro, con il suo stesso potere.
Oltre a quello non vi era nient’altro.

In principio vi era oscurità nascosta da oscurità;
indistinguibile, tutto questo era acqua.
Ciò che era nascosto dal vuoto, l’Uno, venendo in essere,
sorse attraverso il potere dell’ardore.

In principio il desiderio venne prima di tutto,
che fu il primo seme della mente.
I saggi che cercavano nei loro cuori con saggezza
scoprirono il legame dell’esistente con il non-esistente.

La loro corda fu estesa attraverso:
che cosa c’era al di sotto e che cosa c’era al di sopra?
C’erano portatori di semi, c’erano poteri;
vi era energia al di sotto, e impulso al di sopra.

Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare
da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?
Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:
chi allora sa da dove ciò è sorto?

Da dove questa creazione sia sorta,
se lui l’ha fondata oppure no:
lui che la sorveglia nel più alto dei cieli,
lui solo lo sa, o forse non lo sa.

Il suono del BigBang, così come ricostruito dal fisico americano John Cramer dell’Università di Washington in Seattle, dà un idea del verbo di Giovanni e dell’Aum vedico.

E continuando:

Il piccolissimo grado di indeterminazione esistente tra i vari livelli di energia e tempo, provoca (per intervalli brevissimi), fluttuazioni nell’energia del sistema. Per tempi che si aggirano intorno al miliardesimo di trilionesimo di secondo un elettrone ed il suo compagno di antimateria – il positrone – possono emergere improvvisamente dal nulla, congiungersi e quindi svanire. Questa è più di una semplice ipotesi; gli effetti di questi comportamenti spontanei di creazione e annullamento sono stati misurati in laboratorio in preciso accordo col Principio di Indeterminazione. E non si creda che la fugace vita di queste particelle non abbia senso o conduca a nulla. Durante la loro breve esistenza questi singolari enti possono compiere una bella dose di lavoro ; si pensi all’attrazione e alla repulsione elettrica, ai processi legati alle le varie forme di magnetismo, ecc.

e ancora:

I fisici chiamano queste particelle “fluttuazioni nel vuoto”. Il concetto sembra sfidare il buonsenso ma è perfettamente valido nell’ambito della Meccanica Quantistica. “Non c’è punto più fondamentale di questo“, ha scritto John Wheeler, “lo spazio vuoto non è vuoto. In realtà è la regione dove avvengono i fenomeni fisici più violenti“.

Come non ricordare la definizione del vuoto da parte dei Veda che asseriscono come il vuoto non sia nient’altro che il contenitore di tutte le possibilità che potrebbero apparire in uno dei mondi così detti materiali.

Il bosone di Higgs, l’ormai mitica “particella di Dio” (come la definì il premio Nobel Leon Lederman) attualmente ricercata in tutto il mondo, se trovata confermerebbe ancor più quanto asserito dai Veda.

E per finire ecco cosa scrive John Wheeler, uno dei più prestigiosi fisici americani, riguardo il significato da dare agli esperimenti così detti a scelta ritardata:
Strumenti di registrazione che operano qui ed ora hanno un ruolo innegabile nel generare ciò che è accaduto […]. La Fisica Quantistica dimostra che ciò che l’osservatore farà in futuro definisce ciò che accade nel passato

E ancora nell’intervento intitolato “Esperimenti a scelta ritardata e dialogo Bohr-Einstein”, tenuto a Londra (1980) alla riunione congiunta della Società Americana di Filosofia e della Società Reale inglese, Wheeler afferma:
E’ sbagliato pensare al passato come già esistente in ogni dettaglio, Il passato è teoria. Il passato non ha esistenza tranne che per l’essere registrato nel presente […] Ciò che abbiamo il diritto di dire circa lo spazio-tempo passato, e circa gli eventi passati, è deciso da scelte – di quali misure effettuare – compiute nel passato recente e nel presente. I fenomeni resi esistenti da queste decisioni si estendono all’indietro nel tempo nelle loro conseguenze […]. Strumenti di registrazione che oprano qui ed ora hanno un ruolo innegabile nel generare ciò che appare essere accaduto. Per quanto utile possa essere nella vita di ogni giorno il dire “il mondo esiste là fuori indipendentemente da noi”, questo punto di vista non può più essere mantenuto. C’è uno strano senso in cui il nostro è un universo partecipato …

L’universo non è una collezione di oggetti, ma una inseparabile rete di modelli di energia vibrante nei quali nessun componente ha realtà indipendente dal tutto: includendo nel tutto l’osservatore“. Brian Josephson, premio Nobel per la fisica.

Anche l’epoca in cui la meccanica quantica, e la conseguente rivoluzione filosofica, è apparsa, concorda con i Veda, secondo i quali il secolo presente dovrebbe essere caratterizzato dall’entrata del genere umano nella sua fase più alta di consapevolezza, dopo aver attraversato la fase più bassa (che è coincisa con la filosofia materialistica) che dovrebbe per l’appunto essere vicina alla conclusione.

Ce n’è abbastanza per capire come la meccanica quantistica rappresenti davvero una rivoluzione incredibile nella storia del pensiero scientifico dell’umanità.

Ed è proprio questo il punto.
Le implicazioni scientifiche e filosofiche di tale rivoluzione sono così tante e così profonde da renderne estremamente difficile l’accettazione da parte della maggior parte della gente, scienziati e non.

Aggiungiamoci la difficoltà di spiegarne i concetti col linguaggio comune ed il gioco è fatto.

Marx e compagni possono ancora dormire sonni tranquilli per parecchi decenni.

Il castello di carte costruito sull’illuminismo e sul materialismo è però miseramente crollato e manca solo che il grande pubblico se ne accorga.

Tags: Scienza Filosofia
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