aprile 2007


Indicare una distribuzione come la migliore non è possibile.
Troppi fattori concorrono a far preferire una distribuzione ad un’altra, non ultimo il proprio hardware.

Rinuncio così ad indicare Sidux come la migliore distribuzione Linux e mi limito a raccontare la mia personale esperienza in oltre un mese di utilizzo.

Nella mia esperienza con Linux, iniziata nel 2000, ho utilizzato quasi tutte le distribuzioni principali.
Ho iniziato con Mandrake, il mio primo amore, per poi passare a Debian.
Più tardi ho provato, e utilizzato per circa sei mesi Suse, poi Gentoo, Fedora, Slackware, di nuovo a lungo Debian e infine Ubuntu.

A fine dello scorso febbraio ho scoperto Sidux e, senza alcuna particolare ragione (Ubuntu andava più che bene), ho deciso di provarla.
Da allora non ho più usato nè Ubuntu, nè Suse (installata da qualche parte come riserva).
Della semplicità di installazione ho già parlato in un post precedente.
Qui voglio spendere alcune parole sulla semplicità e sul piacere di utilizzo.

Che fosse scattante, aggiornata, affidabile e sicura non potevo aver dubbi, visto che in effetti si tratta di una Debian.
La sorpresa piacevolissima è stata la modalità utilizzata per tenerla sempre aggiornata.

Tutti conosciamo strumenti come Synaptic, Adept e apt, e probabilmente tutti li abbiamo utilizzati con soddisfazione in passato.
Sidux propone qualcosa di diverso. Qualcosa che all’inizio sembra un passo indietro, ma che, una volta abituaticisi, diventa estremamente comodo.

Nel loro sito viene vivamente sconsigliato di usare un qualsiasi tool di aggoirnamento grafico. Anzi, a dirla tutta, viene vivamente sconsigliato di effettuare l’aggiornamento in modalità grafica.
Viene quindi fornito uno script apposito per effettuare l’aggiornamento del sistema da console.
Confesso che all’inizio la cosa mi pareva quanto meno curiosa, ma, volendo restare ligio ai loro consigli, mi sono costretto ad usare lo script secondo le istruzioni ufficiali.

Sono quindi andato in console e ho lanciato il comando, da root:

/usr/local/bin/du-fixes-h2.sh

Sono cominciate a scorrere delle righe di testo (in inglese, e questa è l’unica limitazione che posso trovarci) e poi mi ha detto che aveva trovato una versione più recente dello stesso script, l’ha scaricata e ha riavviato lo script stesso.
A questo punto la prima scelta: installare una nuova versione del kernel (presente nelle repositories), o una versione speciale dello stesso.
Scelta l’installazione del nuovo kernel, lo script me lo ha installato e mi ha chiesto se volevo riavviare il sistema. Cosa che ho rontamente fatto.
Fatto ripartire lo script, mi è apparsa la domanda se volevo aggiornare il sistema. Alla risposta ffermativa, ha scaricato i programmi e li ha installati, chiedendomi dopo se volevo controllare che l’installazione era andata a buon punto. Risposto sì, dopo un paio di secondi mi ha chiesto se volevo risistemare i fonts (cosa consigliata in caso di grossi aggiornamenti, soprattutto del server X), mi ha fatto altre proposte e infine mi ha chiesto se volevo installare i drivers per la mia scheda grafica, dandomi la scelta tra quelli opensource, quelli legacy e quelli necessari per il funzionamento di Beryl.
Installati questi ultimi (lo script sistema anche il file xorg.conf), l’ultima scelta: uscire in console o riavviare il server X.

Mi sono allungato sul funzionamento di questo script perchè credo che molti, dovendo installare un nuovo kernel e dovendo reinstallare di conseguenza i drivers proprietari per la propria scheda grafica abbiano avuto in passato qualche problemino.

Con Sidux ciò non accade. L’unica cosa da fare è rispondere diligentemente a poche, semplicissime domande e attendere che tutto sia finito. Non solo, lo script risolve anche qualche problemino di Debian Sid. Vi sarà probabilmente già capitato con Debian Sid di fare un aggiornamento e di ritrovarvi con un pacchetto non funzionante per via di un bug, o semplicemente non installato per la mancanza di una sua dipendenza. Ebbene lo script viene costantemente aggiornato (e questo è il motivo per cui come prima cosa controlla se vi è una nuova versione dello stesso) in modo da evitare automaticamente simili sorprese.

Per farla in breve, la comodità e semplicità di questo script è tale, che mi ha fatto dimenticare nel giro di un paio di giorni tutti gli altri sistemi (grafici e non) che avevo fino ad oggi usato.

Che dire.
All’inizio ho affermato che non è possibile indicare una distribuzione come la migliore in assoluto.

Una cosa però per me è certamente appurata.
Sino ad oggi non avevo mai usato una distribuzione che mi piacesse come Sidux.

La stessa Debian, che a tutti gli effetti è uguale e che era sempre stata nel mio cuore, deve cedere il passo a Sidux.

Provatela e mi darete ragione.

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Oggi l’annuncio ufficiale.
Beryl è morto e Compiz continua come prima.

Ecco quelle che erano le differenze tra i due progetti (dal Forum di Beryl):

“…
2)Beryl has a completely free and interactive approach with users. If a new thing is created (Read Screenlets, Strange Plugins like Snow) it is immediatelly considered, worked out and eventually putted into the SVN version. This means continuous sperimentations, innovations, fireworks, call all these things as you wish. In Compiz there will never be something like this, most simply because compiz is the same ever since it was created, nothing changed in Compiz, except for the Plugins that the Beryl community created and where imported. Compiz will allways stay the same. It is a very static and slow project. It’s like comparing Debian Stable to the latest version of Ubuntu. It is exaclty the same comparison. One is for complete stability, the other is for innovation. I prefer the second. I prefer Beryl.

3) There is to say that due to the patches the Beryl Dev Team applyed to Compiz’s Core, Beryl is much slower, on most computers. BUT it works. The same is not for Compiz. Strangelly, Compiz is for stability but as much as I’ve seen, Beryl works on allmost any PC, Compiz does not. It gives a lot of troubles to a lot of users. Beryl crashes, is unstable? Yeah, a lot of users says t, for me it is very solid, only Explosion Plugin crashes the PC if I run it very slowly while I’m rotating the cube. That’s an exception. I dunno wich of the one is thrue but one thing is certain: Beryl has a lot of patches to the core, that makes it basically different from Compiz. Just like Ubuntu and Debian.
…”

Tutto questo ora è finito. Compiz continua ad essere sviluppato da David Reveman e gli sviluppatori di Beryl sono accolti da Compiz-Extra (la raccolta di plugins portate da Beryl a Compiz).

Del progetto di Beryl non resterà praticamente niente, se non il ricordo di qualcosa che funzionava.

Pazienza.

Speriamo solo che qualcuno prenda in mano il vecchio progetto e decida di portarlo avanti.

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