Sintesi dei primi mesi di questo governo.

1) prima tranche di ‘liberalizzazione’
A parte gli scioperi durati mesi da parte degli interessati, l’unico effetto certo a tutt’oggi è l’aumento delle tariffe dei Taxi in molte città. Un gran successo.

2) 67 nuove tasse per un totale di maggiore spesa per famiglia di oltre 450 euro/anno (37,5 euro/mese).
La manovra è stata giustificata per il grosso disavanzo lasciato dal Governo precedente (oltre il 4%).
Peccato che prima Visco e dopo l’ISTAT abbiano certificato che il disavanzo reale è pari al 2,5%.
Domanda cosa ne sarà del denaro (40 miliardi) racimolato con un falso in bilancio?
Servirà per coprire le spese improduttive e le elargizioni alla propria clientela?
Probabilmente sì.

3) Aumento delle pensioni. Il pomessor Mortadella ha annunciato trionfalmente l’aumento delle pensioni.
Peccato si sia dimenticato di dire che tale aumento è di 8 euro al mese a fronte di un maggior esborso di euro 37,5 al mese richiesto dalla sola finanziaria.

4) La riunione di Caserta.
Alla fine di una due giorni inconcludente il grande annuncio.
100 miliardi stanziati per il Sud nei prossimi 7 anni.
Sembra una cosa bella.
Peccato però che i soldi stanziati provengano dall’Europa, grazie alla politica in Europa del precedente Governo.
Peccato che non verranno usati per nuove infrastrutture, estremamente necessarie, ma per rinforzare la prorpia clientela.
Peccato che il precedente Governo ne avesse stanziati 130 milioni in 5 anni.
Ma tanto gli sprovveduti che votano la sinistra non lo sanno e si beano di questi annunci.
Per costoro, che da soli non ci arriverebbero, preciso che il governo Prodi non ha fatto nulla. Ha solo preso atto dell’esistenza di fondi (unione Europea e precedente Governo) destinati al sud e ha deciso di non mangiarseli (per il momento). Tutto qui.

E la due giorni nel complesso?

Vediamo cosa scrive il Vangelo della Sinistra chic, la Repubblca ( di De Benedetti, il noto beneficiato di Prodi).

“Non un provvedimento per fermare l’odioso balzello che i gestori impongono ai clienti sulla ricarica dei telefonini. Non un decreto sull’estensione delle licenze per l’erogazione di carburante alla grande distribuzione. La chiave interpretativa di quello che è accaduto è affidata a due battute, uguali e contrarie. “Li abbiamo fermati”, commenta soddisfatto il leader di Rifondazione. “Manca il gioco di squadra”, mastica amaro il ministro dello Sviluppo. Può anche darsi che sia questa l'”etica di coalizione”, che il Professore è sicuro di aver recuperato. Ma qualche dubbio è legittimo.”

“Va giù duro Calearo, uomo certo non di sinistra, ma neanche berlusconiano, per sua stessa ammissione: “Questo è un governo dei mediocri che via via accentua il suo distacco con la realtà. Ormai vivono nel limbo, seguendo liturgie di secoli passati. Sono andati a Caserta a passare il weekend, a chiacchierare un po’. Peggio di Chavez che almeno imbambola il suo popolo, mentre Prodi addormenta gli italiani”.

“Via libera del Consiglio dei ministri al piano per il rilancio del Mezzogiorno. Il “quadro strategico nazionale 2007-2013 prevede stanziamenti per circa 100 miliardi di euro”, recita il comunicato diffuso dalla Presidenza del consiglio al termine del Consiglio dei ministri “fuorisede” che ha concluso la due giorni di vertice di maggioranza a Caserta. Il provvedimento prevede che vengono allocati i fondi Ue ed il fondo per le aree sottoutilizzate (*). Complessivamente sono 123 miliardi, di cui circa 100 per il Sud.”

“Lo sconcerto di Montezemolo
(ricordo che Montezemolo aveva appoggiato l’Unione alle ultime elezioni suscitando un’ondata gigantesca di approvazione da parte dei sinistri)
Sotto la Reggia niente
..Invece siamo passati dal “anche i ricchi piangano” della Finanziaria, al “li abbiamo fermati” di Caserta”. Slogan efficaci per la sinistra radicale, ma débâcle rovinosa per l’anima riformista della coalizione. “Enrico Letta è sparito – dice Massimo Calearo, presidente degli industriali vicentini – e Bersani è stato zittito. Nemmeno a Cuba esiste una sinistra marxista come quella italiana!”

Ce n’è da far godere a dismisura il 30% di sprovveduti che ancora resta arroccato a difesa del Promessore, molto meno gli altri.

Che continuano a chiedersi con sempre maggiore insistenza:

“Ma quand’è che se ne torna a casa?”

(*) Il fondo per le aree sottoutilizzate è stato alimentato dal Governo Berlusconi (ultima finanziaria)

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