Il costo (per aziende) – TCO

E’ indubbio che il costo complessivo di mantenimento sia importante.
Poco importa, infatti, risparmiare nell’acquisto se poi i costi successivi sono più alti e alla fine il costo complessivo risulta maggiore.

E’ anche vero che per qualsiasi prodotto è possibile calcolare per qualche uso particolare un TOC minore di quello degli altri.
Sono noti studi, sia della Microsoft che della Sun, che mostrano come il loro prodotto abbia il TOC più basso.
Xephon ha uno studio che dimostra come per un mainframe il suo prodotto abbia un Toc nettamente inferiore agli altri.

In effetti il TOC dipende dalle precise necessità dell’utilizzatore. Prima bisogna identificare le necessità, compresi i programmi da utilizzare; quindi l’architettura hardware necessaria. Ad esempio Linux può essere implementato, come la maggior parte dei sistemi Windows, come un sistema indipendente dai clienti con alcuni servers in comune. Ma ci sono alternative, come ad esempio usare il Server X sul server centrale in modo che i clienti possono usare macchine di bassissimo livello, obsolete; in parallelo in modo che il carico venga suddiviso tra più computers; oppure lo ‘stateless’ Linux dove i clienti sono macchine senza disco fisso e la loro configurazione e i loro programmi risiedono in un server centrale. (Introduction to Stateless Linux)
Poi bisogna calcolare i costi dei drivers, i costi per l’assistenza, i costi per gli aggiornamenti, i costi amministrativi, ecc., ecc..

Alcune cose comunque le possiamo già puntualizzare.

Costi di acquisto
Linux ha certamente costi di acquisto inferiore a quelli di qualsiasi sistema proprietario. Un esempio (costi dell’anno 2001):

Server pubblico:
con Windows 2000 e RDBMS $ 3.610
Con RedHat Linux: $176

Server intranet (con e-mail server):
Windows 2000: $2.810
RedHat Linux: $76

Manutenzione e aggiornamenti
Sono tipicamente inferiori.
Ad esempio aggiornare Microsoft costa mediamente il 50% del prezzo iniziale d’acquisto. Cosa ancor peggiore sei alla loro mercè per i prezzi a lungo termine, visto che Microsoft è l’unico produttore (monopolio).
Al contrario i sistemi Linux possono essere scaricati in qualsiasi momento gratuitamente o semplicemente riacquistati generalmente ad un prezzo inferiore ai 100 dollari. E il singolo upgrade può essere usato su ogni sistema. Questo ovviamente non include il supporto tecnico. Ma con Linux il supporto tecnico può essere scelto. Se non si è soddisfatti con il proprio fornitore,infatti, è possibile cambiarlo. Cosa che con Microsoft non è possibile.

Costo licenze e costi legali ad esse connesse
I produttori di software proprietario guadagnano con le loro licenze che stanno diventando sempre più complesse da amministrare. Chi non è in grado di dimostrare di aver comprato la regolare licenza per ogni programma installato (ad esempio per averla persa o perchè un dipendente si è installato una copia sul suo terminale) corrono il rischio di multe salate. Per evitare questi rischi occorre una precisa e scrupolosa amministrazione e conservazione delle licenze stesse. Ciò ovviamente comporta costi amministrativi extra.
Le aziende devono poi stare molto attente a sottostare a tutte le clausole della licenza.Quest’ultimo problema non è affatto da sottovalutare. Poichè so benissimo che nessuno di voi che utilizza Windows si è mai preso la briga di leggere la licenza (EULA) che ha approvato, vi segnalo questo link:
(clausole pericolose dell’Eula).

Possibilità di uso di vecchio hardware
Con Linux è possibile utilizzare efficacemente anche hardware non di ultima generazione. Ciò può tradursi in un risparmio nell’acquisizione dell’harware necessario.
Ad esempio i requisiti minimi per utilizzare Windows 2000 Server sono: CPU Pentium compatibile (133 MHz o superiore), 128 MB di RAM (raccomandati 256 Mb) e un HD di 2 GB con almeno 1 Gb libero.
RedHat Linux 7.1 richiede invece: CPU i486 (raccomandata Pentium), 32 MB RAM (raccomandati 64 Mb) e disco fisso di 650 Mb (raccomandato (1,2 GB).
In Scientific American (agosto 2001) si descrive come un gruppo di ricercatori abbia assemblato una piattaforma di calcolo molto potente utilizzando vecchi computers e GNU/Linux. Il risultato è noto come ‘Stone Supercomputer’ e a maggio 2001 conteneva 133 nodi con una performance di picco di 1,2 gigaflops.

Costi di una rete di pc da lavoro basato su di un server
Molti dovendo costruire una rete di posti di lavoro (wordprocessor, fogli di calcolo, ecc.) pensano di usare Linux come userebbero Windows. Ciò è naturalmente fattibile, ma esiste un sistema migliore e molto più economico.
L’approccio migliore è progettare i posti di lavoro con macchine in grado di utilizzare il server grafico X e mettre le applicazioni utilizzate (OpenOffice, ecc.) su un server per applicazioni comune a tutti gli utenti. Con questo sistema, usando computer ‘obsoleti’ il posto di lavoro può costare intorno ai 30 dollari, mentre il costo del server si aggira sui 1.000 dollari e l’amministrazione è molto facilitata essendo centralizzata. Un effetto secondario è che ogni utilizzatore può accedere alle sue cartelle da ogni postazione, dovendo solo inserire la sua password.
La libreria Hatfield dell’Università Willamette utilizza questo sistema dal 1995 con un risparmio valutato tra i 60.000 e i 110.000 dollari rispetto ad un identico sistema con Windows. E questa è la ragione per cui la città di Largo in Florida e molte altre associazioni usano GNU/Linux.

Costi legati ad un aumento delle necessità
Aumentando il numero dei servers i costi, con software proprietario, aumentano. Primo perche le licenze vengono vendute per numero clienti. Ciò significa che se l’hardware può supportare un numero maggiore di clienti devi comunque pagare di più per usare l’hardware che comunque è già in tuo possesso. Secondo se vuoi usare un numero maggiore di pc, per ciscuno devi pagare una nuova licenza.
In contrasto GNU/Linux può essere installato in un numero indifferente di copie senza dover pagare alcuna licenza e senza che nessun limitatore di performance sia incapsulato nel sistema operativo. Forse aumenterà il costo del supporto, ma come detto puoi scegliere tra molti offerenti e trovare il più conveniente.
Questo è il motivo perchè sempre più ospedali, finanziarie, banche e reti commerciali si stanno rivolgendo a Linux.
E’ stato calcolato che per un’organizzazione di questo tipo con 2.000 pc, SCO UnixWare costerebbe 9 milioni di dollari, Windows ne costerebbe 8 milioni, mentre RedHat Linux costerebbe 180 dollari.

Esistono ovviamente molti altri parametri da considerare.
Per chi fosse interessato segnalo uno studio in italiano consultabile a questo link:
( Comparazione dei TCO di Windows w Linux)

Vantaggi non quantificabili
Esistono inolte caratteristiche che non sono facilmente monetizzabili. Ne elenco alcune.

1) non essere clienti di un unico produttore (monopolio), ma avere un numero notevole di produttori tra cui scegliere secondo la propria convenienza.

2) possibilità di passare da un produttore ad un altro qualora il primo non soddisfacesse più le nostre apettative.

3)Flessibilità: gli utenti di software OpenSource possono modificare i programmi per adattarli a loro necessità specifiche. Con il software proprietario ciò non è possibile. In Europa su 625 con più di 100 dipendenti è risultato che il 25% usava GNU/Linux e il 33% un database opensource. Richieste sul perchè della scelta, molte aziende hanno risposto che il punto fondamentale non era stato il minor costo, ma la possibiltità di adattare il sistema alle proprie esigenze.

4)ragioni, morali, sociali ed etiche.

5) il fatto che l’Open Source promuove una maggiore innovazione. Una ricerca pubblicata a novembre 2004 mostra come circa il 60% delle aziende con fatturato superiore a 100 milioni di dollari ritengono che l’Open Source stimoli l’innovazione in misura maggiore del software proprietario. Tale percentuale sale al 75% presso aziende con fatturato inferiore ai 100 milioni di dollari.

Prossimamente vedremo alcuni pregiudizi verso Linux, il suo uso come desktop e una panoramica del suo uso nel mondo.

Tags: Linux Informatica Varie Random

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