Questo post nasce sulla scia di alcune notizie recenti che fanno pensare come il ‘punto di non ritorno’ (o se preferite ‘il momento della svolta’) sia ormai molto vicino.

L’argomento acquista particolare importanza alla vigilia della vendita di Vista con l’apparizione complementare di ‘Palladium’ nei nostri computers (vedi post precedente su Vista).
Data la vastità del problema e la ricchezza delle fonti diluirò l’argomento in più post, cominciando con questo da quella che forse dovrebbe essere la fine, vale a dire la situazione attuale in Oriente.

La prima notizia importante è la disponibilità di un pc completo, equipaggiato con una cpu cinese e con sistema operativo Linux, a soli 123 euro. (Wikipedia)

La notizia è importante per i seguenti motivi:

1) innanzitutto conferma il continuo sviluppo della CPU Godson sviluppata interamente dalla Cina. E’ utile ricordare che tale CPU non contiene e non conterrà in futuro nulla di simile al Palladium.

2) Riguarda un Paese con oltre 1,3 miliardi di abitanti che è contiguo a Paesi altrettanto popolosi e indietro nel campo informatico.

Una seconda notizia è la decisione del Tamil Nadu (india, 65 milioni di abitanti, Tamil Nadu & Linux) di passare al 100% a Linux. Il passaggio riguarda la pubblica amministrazione, le città e i villaggi e le scuole della regione. Tale decisione è seguita a quella del Kerala (India, 32 milioni di abitanti, Kerala $ Linux).

Il fatto che l’India del sud si sia ormai decisa e la vicinanza con la Cina, fa pensare che una decisione simile da parte del Governo centrale Indiano non possa essere lontana.

Una terza notizia riguarda il famoso portatile da 100 dollari annunciato tempo fa dall’associazione (OLPC, One Laptop Per Child, Wikipedia).
E’ di questi giorni la notizia che il Ruanda (Ruanda $ OLCP) ha deciso di consegnare (gratuitamente) il portatile ai propri studenti e di addestrare i loro insegnanti all’uso di Linux.

Considerando il fatto che numerose amministrazioni in Europa e America Latina già si sono mosse verso l’Open Source, ci si potrebbe chiedere perchè dare tanto peso a decisioni prese in Paesi così lontani da noi (e tutto sommato praticamente inesistenti per quel che riguarda il mondo informatico).

A mio giudizio vi sono due motivi fondamentale:

1) il tutto avviene in mercati ‘vergini’ caratterizzati da un alto numero di abitanti e un alto tasso di crescita.
2) il prezzo del singolo pc completo che è alla portata di popolazioni che hanno un basso livello di entrate. L’alternativa Microsoft in questo senso parte di molto svantaggiata e spesso non ha alcuna chance di successo. Se poi pensiamo a Vista e al costo hardware che richiede, Linux diventa per queste popolazioni l’unica possibilità.

Quali saranno le conseguenze dirette per noi?

Se pensiamo che da sole, l’India e la Cina hanno una popolazione di circa 3 miliardi di individui, e a loro aggiungiamo l’Africa, è chiaro che nel giro di pochi anni la quota di mercato mondiale di Linux è destinata a salire vertiginosamente.
L’attuale atteggiamento di disinteresse da parte della maggior parte dei produttori verso Linux (che però sta già lentamente cambiando) è così destinato a modificarsi radicalmente, anche per non dare alla Cina il futuro predominio sul mercato.
Questo non può che avere felici ripercussioni anche sull’utente occidentale.
Che ciò avvenga è fuori di dubbio.
Basta guardare la situazione in Germania, dove in effetti il passaggio a Linux ha riguardato una fascia ‘ristretta’ di utenti e amministrazioni per rendersene conto: da due anni a questa parte si nota un notevole aumento di applicazioni (professionali e con compiti amministrativi e fiscali) native per Linux che solo due anni fa era impensabile immaginare.
Portiamo tali risultati in un Paesi dove intere generazioni di studenti sono allevate, informaticamente parlando, con Linux e ci renderemo conto dell’impatto che tale situazione potrà avere.

Ma c’è un altro punto fondamentale: il Palladium Conosciuto anche come Trusted Computing o TCPA).

In condizioni normali, il Palladium si sarebbe intrufolato in tutti i computers del globo sulla scia di Vista.

E’ inutile nasconderci. Nella sitazione attuale l’utente medio non sa nemmeno cosa sia.
Il suo unico interesse è avere un pc funzionante e all’ultimo grido.
Non conosce Linux, e, se lo ha sentito nominare, ha delle idee completamente false sul suo uso.
E’ nato con Windows e il suo sogno è potersi permettere, prima o poi, Vista. Il fatto che Vista richieda cambiamenti sostanziali nell’hardware è percepito come una cosa naturale: Vista è migliore di WindowsXP, quindi è logico richieda hardware più potente.
Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello di documentarsi sui cambiamenti richiesti e getta tutti gli allarmi che eventualmente ha sentito su Palladium come proteste di chi non sarà più in grado di ‘piratare’ video e musica.

Si trova nella situazione di chi volesse acquistare un’automobile e, ovunque si rivolgesse, trovasse sempre lo stesso modello, col cofano rigorosamente sigillato, e con una limitata possibilità di aggiungervi accessori, anche loro blindati, offerti al pubblico senza alcuna possibilità di adeguarli alle proprie personali esigenze.
La cosa, ovviamente, non gli crea alcuna perplessità, perchè questo è il mondo (informatico) in cui è nato e cresciuto.

La presenza sul mercato di un processore che dichiaratamente rifiuta qualsiasi compromesso con Palladium è però un toccasana per gli altri.

Godson, questo è il nome del processore cinese, attualmente ha le prestazioni di un Pentium 1V, ma è a 64bit, costa poco, e, cosa ancor più importante, viene sviluppato con ritmi molto veloci.
Certo è ancora lontano dai livelli attuali raggiunti da AMD e Intel, ma se dovesse continuare a crescere con i ritmi degli ultimi due anni è probabile che nel 2010 raggiunga i suoi concorrenti.

E’ questa è un’indubbia garanzia per coloro che vogliono continuare ad essere liberi e che si ostinano a non demandare a terzi il controllo del loro pc e della sua sicurezza.

Coi prossimi post tratterò alcuni temi legati a Linux.
Precisamente: la sicurezza, il suo costo, i motivi che in occidente stanno spingendo sempre più utilizzatori ad usarlo, la sua diffusione in occidente.

Per oggi prendiamo atto con gioia che il numero di utilizzatori dell’Opensource sta crescendo vertiginosamnte.

Tags: Linux InformaticaVarie Random

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