teschi_cambogia.jpg
“Museo del Comunismo” – Cambogia

Oggi, ultimo giorno dell’anno, voglio dedicarlo alle vittime della stupidità umana.

Chiarisco subito il perchè della scelta dell’immagine che apre questi pensieri.
I motivi che mi hanno spinto sono essenzialmente questi:

1) la crudezza dell’immagine riesce a dare concretezza immediata alla parola ‘vittime’.

2) il museo da cui è tratta l’immagine si riferisce a vittime di un regime fondato su un’ideologia che ha causato centinaia e centinaia di milioni di morti nel mondo e che rappresenta il più grande orrore del secolo scorso.

3) mentre le vittime del Nazismo sono ovunque ricordate, tutte le altre sono spesso dimenticate o addirittura sconosciute ai più.

4) mentre il Nazismo è scomparso, il Comunismo opprime ancora oggi centinaia di milioni di persone.

Detto questo, voglio precisare che il mio invito al ricordo si riferisce alla loro totalità:
Quelle del Nazismo, quelle del Comunismo, quelle della civiltà (ma siamo proprio sicuri che il termine sia giusto?) industriale, quelle del terrorismo,…
In poche parole quelle del fanatismo, dell’odio, dell’egoismo, dell’invidia, della soppraffazione, della calunnia e del dogmatismo.

E il mio pensiero va non solo ai morti ammazzati, ma anche a tutti coloro che hanno subito violenze fisiche e morali, diffamazioni, condanne ingiuste, quelli che muoiono di fame per il disinteressamento di chi ha o per la disonestà di chi riceve gli aiuti e dovrebbe poi distribuirli. Quelli che vengono sfruttati per permettere a chi li sfrutta di acquisire guadagni ingiusti ed inutili.
Impossibile farne un elenco completo.
Sono un esercito di uomini, donne e bambini talmente numeroso da far accaponare la pelle.

Fermiamoci un istante e pensiamo anche a loro.

E dopo aver speso un minuto del nostro preziosissimo tempo, spendiamone altri venti per entrare in noi stessi e cercare di conoscerci.
Perchè non illudiamoci, non tiriamoci fuori.
Ogni nostro impulso d’odio, ogni nostro sentimento di invidia non è altro che una piccola pietra per la costruzione di un mondo di violenza e sopraffazione.

Auguriamoci che il prossimo anno sia un anno di amore.
E cominciamo dal nostro piccolo.

Buon anno a tutti.

Tags: Varie Random

Annunci