Secondo la propaganda continua e battente di Prodi e compagni, l’entità della manovra finanziaria era necessaria per tappare i ‘buchi’ lasciati dal precedente Governo.
L’imperativo era di riportare il disavanzo sotto il fatidico 3 % richiesto dall’Europa.
La realtà, come sempre quando si considerano le dichiarazione degli esponenti sinistri, è però un po’ diversa.

A mettere i puntini sugli ‘i’ ci ha pensato Visco, onorevole ministro del governo Prodi.
Infatti il 5 dicembre 2006, ben prima che la manovra fosse approvata, ha messo agli atti della commissione di Bilancio una tabella da cui, nascosta tra decine di altri numeri, spunta una cifra interessante.
Le maggiori entrate incassate dall’Erario a fine novembre superano per 37 miliardi le stime, che stanno alla base della finanziaria approvata, contenute nei dati della finanza pubblica.

Non occorre essere matematici per capire il significato di questa cifra.
I 37 miliardi, valore uguale a quello della finanziaria, rappresentano il 2,5 % del PIL di quest’anno.

Quindi se al deficit previsto per il 2006, pari al 4,6 % secondo la commissione Faini e al 4,2 % secondo il governo, togliamo il 2,5 % arriviamo al dato reale:

il deficit per il 2005 si attesta intorno al 2,5 % se prendiamo per buona la cifra della commissione o al 2,1 % se prendiamo per buona la cifra del governo.
Ben al di sotto del 3 % richiesto dall’Europa.

Ma alle bugie di Prodi siamo ormai abituati!

Un’altra martellante campagna portata avanti da Prodi e compagni cerca di inculcare il concetto che la finanziaria, oltre ad essere necessaria, serve soprattutto per redistribuire i redditi, sanare i debiti, combattere l’evasione fiscale…
Sul risanamento dei debiti ci ha già pensato Visco a ristabilire la verità.
Vediamo il resto:

Redistribuzione del reddito
Sinceramente non la vedo.
E’ stato tolto alle classi medie, artigiani e commercianti, è stato dato alle grosse aziende, ma non vedo alcun vantaggio per i meno abbienti.
Tutti, dai poveri ai ricchi, avremo dal prossimo anno maggiori spese, in nessun caso, ripeto nessun caso, bilanciate anche lontanamente da maggiori entrate.
Aumentano quasi tutte le spese indirette, le tasse dei Comuni, delle Province e delle Regioni, aumentano i ticket, aumentano i bolli e le detrazioni diventano più complicate.
Solo per quel che riguarda l’auto, il costo annuo stimato da ADUSBEF dopo i balzelli prodiani si aggira sui 4.000 euro, spesso superiore quindi al valore dell’auto stessa.
Aumentano anche le multe (sanzioni amministrative) del 3,6 %)
Recentissimo l’annuncio dei rincari dei treni.
Riguarda i treni Eurostar, Alta Velocita’ e Intercity, i cui prezzi aumenteranno da un minimo del 5% ad un massimo del 15%. L’adeguamento medio sara’ pari a circa il 9%, sono esclusi i treni usati dai pendolari. (Ma i treni, si sa, sono usati dai ricchi).

Quindi ancora una bugia.
Ma alle bugie di Prodi siamo ormai abituati!

Lotta all’evasione fiscale
Le manovre messe in atto per ottenere questo obiettivo sono quelle tipiche di uno stato di polizia:
– controllo dei conti bancari (alla faccia della privacy)
– pagamenti sopra i 100 euro solo tramite assegno (un bel colpo per chi non ha il c/c. Ma, notoriamente, costoro appartengono alle classi più ricche)
– ecc.
Una tale manovra e, soprattutto il tuonare sin dall’inizio l’intenzione di non aver alcuna pietà per gli evasori fiscali ha portato i suoi frutti.

Devastanti.

La Guardia di Finanza informa infatti di aver accertato, nel 2006, evasione IVA superiore del 40% rispetto al 2005, quando il governo era guidato da Berlusconi e Tremonti era il ministro dell’Economia”.

Un’altra bugia quindi.
Ma alle bugie di Prodi siamo ormai abituati!

Resta da capire cosa se ne faranno dei soldi che si apprestano a toglierci.

La norma che cancella i delitti contro l’erario commessi da una settantina di sindaci, assessori e quant’altro del centrosinistra e introdotta nella finanziaria col voto di tutta l’armata brancaleone che sostiene Prodi non è di buon auspicio.
La storia passata di Prodi lascia pensare al peggio.

L’unica speranza è che lo caccino al più presto.

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