Ve lo ricordate il centrosinistra quand’era all’opposizione?

Vi ricordate come agitava la questione morale, da Catilina a Berlinguer, con accenti di dolore per la democrazia stuprata.

Ebbene appena al governo ecco la prima norma “morale”: il famigerato articolo 1346 inserito tra gli oltre 3.000 articoli della finanziaria fatta naturalmente approvare (contro la maggioranza) con il voto di fiducia, prima al Senato e poi alla Camera.

Per chi non lo sapesse, tale articolo prevede la prescrizione per i reati di amministratori contro la pubblica amministrazione. Un emendamento che “salva” una settantina di esponenti dell’Unione (Margherita in testa), a partire da Agazio Loiero.

A parte la disgustosa ‘sceneggiata’ in cui esponenti della maggioranza e del governo, strappandosi i capelli, si chiedono come e chi lo abbia introdotto (ma la finanziaria non è stata varata dal governo dopo estenuanti trattative con i partiti che lo sostengono?), vediamo i rimedi proposti da Prodi.

E’ stata solennemente annunciata (a favore ovviamente dei soliti gonzi pronti a bersi qualsiasi baggianata) una riunione del Consiglio dei Ministri il 27 dicembre prossimo con all’ordine del giorno un decreto legge per eliminare tale norma.

Con un particolare. Il decreto legge in questione non può abrogare una norma (quella sulla prescrizione) che ancora non esiste. La legge finanziaria (che la contiene) entra in vigore il 1° gennaio.

Inutile ricordare che tutti gli amministratori coinvolti, o meglio i loro avvocati, hanno già pronti i ricorsi da presentare il 1° gennaio.

Ed ancora. Se entra in vigore la legge finanziaria, tutte le persone coinvolte hanno diritto ad utilizzare l’amnistia per i reati amministrativi; e se viene introdotta una norma peggiorativa dell’amnistia, questa non può essere applicata, in quanto gli inquisiti – e poi imputati – hanno diritto a vedersi applicata la norma più favorevole. Cioè, la prescrizione dei reati.

Per uscire da questo pasticcio esiste una sola possibilità: correre il rischio di effettuare una quarta lettura parlamentare della manovra, ovviamente con voto di fiducia.
Tra Natale e Capodanno però molti senatori della maggioranza hanno già prenotato le vacanze.
Correrà il governo il rischio di essere mandato a casa?

Di questi giorni un altro esempio illuminante sulla politica morale della sinistra:
l’Alto commissario per il contrasto all’illecito amministrativo e alla corruzione, Gianfranco Tatozzi, è stato costretto a dimettersi per protestare contro la decisone del governo di non garantirgli più i fondi necessari (che ci sia un nesso tra l’art. 1346 e la decisione di Prodi di boicottare l’Alto Commissariato per gli illeciti amministrativi?).
Decisione arrivata, tra l’altro, in una fase molto importante del lavoro di indagine dell’Alto commissariato. Sono in corso inchieste molto delicate sui concorsi universitari, sull’Anas, sull’Asl di Vibo Valentia, sulla cessione degli immobili Inps, e, l’ultima in ordine di tempo, sulla Federcalcio.

Se il buon giorno si vede dal mattino, siamo veramente sistemati!

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