Dopo le prime esperienze. non del tutto positive, ci ho riprovato.
La motivazione è stata il timore che, prima o dopo, possa scomparire Xgl, soppiantato dal nuovo server X che ha aiglx di default.
Questo fatto non avrebbe alcuna conseguenza per Beryl, ma significherebbe per me l’impossibilità di continuare ad usare Compiz-Quinn (che funziona solo su Xgl) e quindi perdere la possibilità di avere un’immagine diversa su ogni faccia del cubo.

Quindi mi sono messo al lavoro. Ho installato i pacchetti compiz-freedesktop, compiz-freedesktop-extra, compiz-freedesktop-gnome e compiz-freedesktop-kde (versione 0.3.4) dalle repository di gandalfn1. Volevo installare anche gnome-compiz-manager e gnome-compiz-manager-extra ma synaptic mi dava un errore (dimensione file non corretta); quindi ho scaricato i sorgenti e compilato il tutto.

Modificato e ricompilato beryl-manager in modo da avere le voci anche per compiz-freedesktop, (che avevo sostituito per compiz-quinn), e riavviato il computer mi sono rotrovato col ‘cubo’.

Da questo momento è cominciata l’odissea: un giorno abbondante per farlo funzionare (quasi) come volevo ed ero abituato con compiz-quinn.
Il primo problema è stato trovare un modo per configurarlo. Il programma grafico compiz-preferences (compreso in gnome-compiz-manager) è praticamente inutile, visto che contiene pochissime voci per pochissimi plugins.

Ho dovuto quindi aprire gconf-editor. E’ stata un’esperienza allucinante. Sono tornato di colpo indietro di 5-6 anni, all’epoca in cui usavo Windows col suo famigerato regedit. Comunque ero di buon umore e sono andato avanti.
La prima sorpresa è stata di trovare sì tutti i plugin, compresi 3d e wallpaper, ma senza alcuna voce di configurazione. C’erano i nomi dei plugins… e niente altro!
Rapida (si fa per dire, in realtà penosa) ricerca su Internet per scoprire che bisognava far caricare a gconf gli schemi (lui li chiama schemas) delle varie plugins in modo da visualizzarne le voci di configurazione.

Forte di questa informazione pensavo di essere a posto.

Invece …sorpresa! Gli ‘schemas’ erano introvabili.
Preso dalla disperazione mi è venuto in mente di provare con locate ed in effetti ho avuto successo.
La prima ricerca per ‘wallpaper.schemas’ mi ha mostrato la directory ove questa si trovava. Non su Ubuntu, ma su Suse-10.2 che avevo installato un paio di giorni fa.
Detto fatto ho ricopiato tutti gli schemi delle varie plugins nella directory ~/.compiz/plugin e le ho caricate in gconf.
Resta ovviamente il mistero sul perchè non siano state installate direttamente durante l’installazione dei pacchetti.

Comunque a questo punto il tutto era configurabile, avendo ovviamente la pazienza e l’umore giusto per combattere con gconf.

Altra ricerca su Internet per un programma di configurazione grafica per freedesktop. La scelta trovata era molto ampia: compiz-settings, un programma in fase alfa fatto apposta per il compiz della Novell. Scaricato e compilato. Tentativo di installazione con checkinstall non riuscito (non gli andava a genio che avessi la versione 0.3.4; voleva la 0.3.3) e quindi installato con make install.
Il programma non era niente male e permetteva finalmente la configurazione grafica di tutte le plugins.

A questo punto il tutto funzionava a dovere e quindi ero in grado di fare i primi confronti fra compiz-freedesktop e compiz-quinn.
Eccoli:

– Rispetto a compiz-quinn, freedesktop ha molti plugins in più (praticamente tutti quellli di beryl che vengono riportati su freedesktop) e, rispetto a beryl, ha la famosa wallpaper plugin che per me è fondamentale.

. Come già detto, mentre compiz-beryl viene installato con tutto quello che serve, freedesktop richiede una pazienza certosina per renderlo usabile.

– Come velocità e fluidità sono praticamente uguali.

– Freedesktop non ha un gestore di finestre. Usa gtk-window-decorator, con o senza i temi metacity, con tutte le limitazioni che ne derivano. Impossibilità di configurarlo (cosa che invece è possibile con cgwd e/o emerald). In particolare è impossibile metter la finestra in primo piano (sopra le altre) non essendoci nè un bottone apposito, nè una voce sul menu che compare cliccando sul bordo della finestra col tasto destro del mouse. Con KDE per fortuna si ottiene comunque l’effetto desiderato col menu che compare cliccando col tasto destro del mouse sull’icona dell’applicazione e scegliendo la voce appropriata.

– Le configurazioni dei plugins possibili sono molto limitate rispetto a beryl. Questo probabilmente per la filosofia di Gnome che ritiene gli utenti troppo stupidi per consentirgli di configurare completamente il prorpio sistema.

– Non esiste una combinazione di tasti per visualizzare la faccia superiore o inferiore del cubo. Si può farlo solo usando il mouse.

– Non sono riuscito ad applicare un’immagine alla faccia inferiore del cubo nonostante esista la voce in gconf. L’immagine infatti andava sempre e comunque ad aggiungersi a quella della faccia superiore.

– Al login, quando si avvia freedesktop (con la wallpaper plugin attivata e kdesktop disattivato) il cubo appare bianco e, solo iniziando la rotazione, compaiono le immagini sulle facce. Con compiz-quinn ciò avveniva con le primissime release ed era stato però corretto con le versioni successive.

La conclusione è che nonostante tutto freedesktop, pur non avendo la completezza, la facilità di installazione e la semplicità di configurazione di beryl e/o compiz-quinn, è utilizzabile (anche considerando che compiz-quinn ormai da tempo è abbandonato e non più aggiornato).
Resta il rammarico che risenta così tanto delle impostazioni e della filosofia di Gnome il che lo rende una soluzione di ripiego in attesa di KDE4.

Tags: Linux Beryl Compiz Xgl Varie Random

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