Oggi ero in vena di rovinarmi così ho pensato bene di provare nuovamente, dopo tanto tempo, il compiz della Novell.

Il mio sistema è Ubuntu con interfaccia KDE e quindi sono abituato ad un desktop facilmente configurabile e piacevole.

Ho quindi installato il compiz-Novell deciso a provare le magnificenze che qualcuno in rete gli attribuisce.

La prima impresione è stata devastante: il gestore delle finestre era metacity con un aspetto simile a quello di Windows98 e le icone sul vassoio di sistema erano incorniciate da un quadrato nero.

Pazienza mi son detto, forse basterà impostare le preferenze.

Detto fatto. Apro la finestra di configurazione e …sorpresa!
Contiene 4 voci, di cui una si riferisce al gestore di finestre. La scelta è vastissima: o metacity o niente.
Pazienza, mi son detto, ho installato un pacchetto di nome compiz-freedesktop-kde e adesso provo ad usarlo.
L’effetto è stato notevole. Mi è sparita la barra, le finestre sono scomparse (in realtà c’erano, ma non si vedevano) ed è rimasto solo il cubo che però, ad onor del vero, si poteva ruotare.

Al secondo tentativo ho provato ad aprire gconfeditor (sì, perchè il compiz della Novell è ancora legato al regedit di Gnome!), poi mi sono detto: ma chi diavolo te lo fa fare a diventare scemo con uno strumento di configurazione così bestiale?
Ho disinstallato la meraviglia delle meraviglie (come sostiene qualcuno) e ho installato nuovamente la ‘schifezza’ (sempre come dice qualcuno) di Quinn.

Tutto è tornato al suo posto senza problemi: un bellissimo gestore di finestre, mille possibilità di configurazione con un’interfaccia semplice e intuitiva e un desktop funzionante al primo colpo.

Intendiamoci, può darsi che con Gnome il compiz della Novell funzioni bene, ma se avete KDE il mio consiglio è di tenervene lontani.

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Tags: Linux Beryl Compiz

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