novembre 2006


Da quando è nato il maggior quotidiano italiano, La Repubblica, si è sempre contraddistinto per la sua falsità. E forse proprio per questo è il giornale con la maggior tiratura.
Oggi l’ANSA dà questa notizia: ALTAN E MAURO, CONDANNA PER VIGNETTA
(ANSA) – ROMA, 30 NOVIl tribunale di Roma ha condannato ad una multa di 800 euro ciascuno il direttore di Repubblica Ezio Mauro e Tullio Altan per una vignetta. La vignetta, pubblicata il 26 ottobre 2001 sulla prima pagina del quotidiano, faceva riferimento a ‘mazzette’ e Mediaset. Il giudice ha stabilito che l’autore della vignetta ed il direttore del quotidiano sono colpevoli, condannandoli anche al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno in favore di Mediaset.

Quello che stupisce non è tanto la continua falsità di cui è infarcita La Repubblica (La falsità è nel DNA della sinistra: chi non ricorda i processi-truffa e le campagne denigratorie della Russia e degli ex Paesi comunisti dell’est?), ma l’esiguità della pena.

Almeno fosse stata richiesta una pubblicazione in prima pagina della sentenza, ma forse era pretendere troppo visto la stretta simbiosi tra Magistratura e sinistra.

Altrettanto triste è il constatare come milioni di italiani si lascino incantare dalle bufale più strampalate che vengono messe in circolazione.

Mi viene in mente Guareschi e i suoi trinaricciuti.

E intanto godiamoci di essere rappresentati, grazie al voto di costoro, da un personaggio come Prodi.

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Tags: Prodi Random Governo Varie

In questi ultimi anni siamo rimasti letteralmente sommersi dalle menzogne a valanga propinateci da Prodi e dai suoi compagni di strada.

La quantità di ‘notizie, numeri, accuse, ecc., tutte rigorosamente false, che abbiamo dovuto sentire, leggere e vedere è incredibile.
Finite le elezioni la sarabanda è continuata.

Ultima in ordine di tempo la bufala sulle elezioni truccate dalla Casa delle Libertà. (Nessuno però naturalmente che da sinistra abbia proposto di rifare le elezioni).

Almeno quest’ultima ha trovato due magistrati che l’hanno definita per quello che era: diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico.
(ANSA: ELEZIONI: INDAGATO ANCHE CREMAGNANI

Quello che però maggiormente preoccupa è la moltitudine di persone che in Italia sono pronte a prendere per oro colato la disinformazione continua messa in atto dalla sinistra.
Alcuni di costoro, in un momento unico di verità in cui si autodefiniscono per quello che realmente sono, sono visibili in questo filmato. Godetevelo.

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Tags: Prodi Random Governo Varie

La licenza o Eula di un sistema operativo mi lascia sempre un po’ perplesso.
Mi chiedo infatti quante persone l’abbiano mai letta e per quale recondito motivo è da considerarsi valida anche in assenza di una cosapevole (leggi firma della licenza stessa) accettazione dell’utente finale.
Nella maggior parte dei casi chi compra un PC si ritrova già installato Windows e spesso la licenza non la vede nemmeno (il venditore infatti ha già provato il sistema e schacciato il fatidico tasto per l’accettazione dell’eula).

Mi chiedo anche percè quando si apre un conto in banca o si stipula un’assicurazione, per citare solo due esempi, si debba firmare il contratto più volte per accettarlo nel suo complesso e per accettare anche le clausole che in qualche modo sono vessatorie per il firmatario, mentre per la licenza del sistema operativo la stessa con tutte le sue clausole vessatorie venga considerata accettata in seguito ad un semplice click del mouse.

E che ci siano clausole altamente vessatorie è certo. Basta prendersi la briga di leggere quella dell’ultimo sistema operativo: Vista.

Si va dal divieto di far girare Vista su di una macchina virtuale (il perchè è difficilmente comprensibile), alla possibilità riconosciuta a Microsoft di congelare il sistema operativo se, a suo insindacabile giudizio, quest’ultimo non risulti in regola con il codice di attivamento. Il cliente non ha nessuna possibilità di replica; non può dimostrare la regolarità del suo acquisto; non può lamentare l’impossibilità di connessione al server MS nei tempi previsti; ;non può far nulla. Salvo non poter più accedere ai suoi dati se non comprando una nuova licenza e sperando che non si ripeta l’errore.

Eppure il tutto viene accettato con un click, spesso fatto dal venditore ad insaputa del compratore.

Mi meraviglio come tutto ciò possa essere accettato. Come nessuna associazione di tutela del consumatore abbia mai trovato niente a ridire. Come nessun avvocato abbia mai trovato la cosa quantomeno curiosa se comparata a qualsiasi altra forma di contratto.

Ma tant’è. Viviamo in un mondo in cui il singolo ha sempre meno dignità e importanza e in cui l’unica divinità è il denaro.
La persona ha ceduto il passo al consumatore e si è sciolta nella massa informe.

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Come ho già detto io uso Compiz (rigorosamente Quinn) perchè mi piace avere quattro immagini diverse sulle quattro facce del cubo.

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Il fatto però del cubo trasparente di Beryl mi ha fatto venire la voglia di provarlo.
Il problema era di compilarlo in maniera tale da permettermi di passare da Compiz a Beryl e viceversa con un click del mouse.
L’ho risolto così.

Per prima cosa ho scaricato tutto l’occorrente. Ho aperto Konqueror, sono andato nella mia hone, ho aperto l’emulatore di terminale e ho lanciato il comando:

svn co svn://svn.beryl-project.org/beryl/trunk/

Dopo qualche minuto avevo tutto quello che serviva nella directory trunk nella mia home directory.

Allora sono andato nella directory ~/trunk/beryl-manager/src e ho aperto il file main.c
Alla riga 121 ho trovato quello che cercavo:

{N_("Compiz"), "compiz", "--replace gconf", "compiz" ,0,0,0,0},

che è il comando in beryl-manager che switcha tra Beryl e il compiz della Novell.
Ho modificato questa riga sostituendola con la seguente:

{N_(“Compiz-Quinn”), “/home/mario/start-compiz”, , “compiz” ,0,0,0,0},

e ho scritto il file:

#!/bin/sh
killall gnome-window-decorator
wait

gnome-window-decorator &
compiz --replace gconf &
xmodmap /usr/share/xmodmap/xmodmap.it &

salvandolo nella mia home directory con il nome start-compiz e rendendolo eseguibile.

Poichè io uso Compiz senza Kdesktop, dovevo inserire anche un comando per lanciare nuovamente Kdesktop quando avessi usato Beryl. Per non scervellarmi troppo ho semplicemente sostituito la riga seguente in main.c con questa:

{N_("KDesktop"), "kdesktop", 0, 0 ,0,0,0,0},

che per l’appunto non fa altro che lanciare Kdesktop.
A questo punto ho salvato main.c, ho tolto da ~/.kde/Autostart il file che usavo (x-start-compiz) per lanciare Compiz e ho compilato e installato il tutto col comando dato dalla directory ~/trunk:

sudo ./makeall

Ora mancava solo creare un’entrata per il login. Ho scritto il file:

[Desktop Entry]
Encoding=UTF-8
Name=Xgl-KDE
Comment=Start an Xgl Session
Exec=/usr/bin/startxgl-kde.sh
Icon=
Type=Application

e l’ho salvato in /usr/share/xsessions col nome xgl-KDE

e il file:

#!/bin/sh
#window manager for :0
kwin&
#start backstep to avoid difficulties minimizing on :0
backstep&
sleep 3
Xgl :1 -fullscreen -ac -accel xv:fbo -accel glx:pbuffer &
sleep 3
DISPLAY=:1
exec startkde

che ho salvato in /usr/bin col nome startxgl-kde.sh e ho reso eseguibile.
Poichè avevo difficoltà con beryl-manager (all’avvio veniva avviato, ma non compariva nella system-tray), ho scritto un altro file:

#!/bin/bash
sleep 12
killall beryl-manager
sleep 1
beryl-manager

che ho salvato in ~/.kde/Autostart col nome start-beryl-manager e ho reso eseguibile.
A questo punto al login posso scegliere la voce xgl-KDE ed una volta finito il caricamento di KDE ho nel system-tray l’icona di Beryl con la quale posso scegliere se lanciare Compiz, Beryl, Metacity o Kwin. Ovviamente lanciando Compiz, Kdesktop viene disabilitato, mentre lanciando successivamente Beryl devo in seconda battuta, sempre tramite beryl-manager, lanciare Kdesktop in modo da non restare con il cubo bianco. Entrambi lavorano su Xgl, mentre resta sempre la possibilità di lanciare Beryl su aixgl. Basta loggarsi con la voce KDE.

A proposito, il cubo trasparente è divertente (e non mi rallenta per niente il sistema), come pure è divertente ‘bruciare’ le finestre qualora vengano chiuse.
Peccato che in Beryl non sia ancora riuscito ad avere wallpapers diversi sulle facce del cubo!

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Tags: Linux Beryl CompizHowTo Xgl Random

Ho trovato un piccolo programma che permette di fare grandi presentazioni.

In pratica permette di fare presentazioni sia partendo da una directory dove siano state messe le slides, ad esempio in formato jpg, oppure da un file pdf eventualmente salvato con qualche programma tipo KPresenter.

Quello che contraddistingue KeyJNote è l’uso di opengl, il che permette di avere transizioni tra una slide e l’altra fuori dal comune.
Il programma è scritto in Python e si compone del programma vero e proprio e della sua Gui.

Ecco il link da cui si può scaricare il programma con la sua gui:
KeyJNoteGui
E questo è il link con la descrizione del programma:
KeyJNote

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Tags: Linux Random

L’Ansa riporta questa notizia:

(ANSA) – ROMA, 25 NOV – Oltre l’83% delle gratifiche natalizie volera’ via tra tasse, bolli, Ici, rate e canoni che i contribuenti pagheranno a dicembre. Sara’ un Natale poco ricco per gli italiani che si preparano ad affrontare le festivita’ di fine anno con pochi soldi da spendere: secondo i calcoli fatti dall’Adusbef dopo aver fatto fronte a tutte le scadenze di fine anno, alle famiglie italiane restera’ da spendere in regali e svaghi il 17% del monte tredicesime, pari 5,4 mld su un totale di 32,5 mld.

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Tags: Prodi Governo Random Varie

Oggi ero in vena di rovinarmi così ho pensato bene di provare nuovamente, dopo tanto tempo, il compiz della Novell.

Il mio sistema è Ubuntu con interfaccia KDE e quindi sono abituato ad un desktop facilmente configurabile e piacevole.

Ho quindi installato il compiz-Novell deciso a provare le magnificenze che qualcuno in rete gli attribuisce.

La prima impresione è stata devastante: il gestore delle finestre era metacity con un aspetto simile a quello di Windows98 e le icone sul vassoio di sistema erano incorniciate da un quadrato nero.

Pazienza mi son detto, forse basterà impostare le preferenze.

Detto fatto. Apro la finestra di configurazione e …sorpresa!
Contiene 4 voci, di cui una si riferisce al gestore di finestre. La scelta è vastissima: o metacity o niente.
Pazienza, mi son detto, ho installato un pacchetto di nome compiz-freedesktop-kde e adesso provo ad usarlo.
L’effetto è stato notevole. Mi è sparita la barra, le finestre sono scomparse (in realtà c’erano, ma non si vedevano) ed è rimasto solo il cubo che però, ad onor del vero, si poteva ruotare.

Al secondo tentativo ho provato ad aprire gconfeditor (sì, perchè il compiz della Novell è ancora legato al regedit di Gnome!), poi mi sono detto: ma chi diavolo te lo fa fare a diventare scemo con uno strumento di configurazione così bestiale?
Ho disinstallato la meraviglia delle meraviglie (come sostiene qualcuno) e ho installato nuovamente la ‘schifezza’ (sempre come dice qualcuno) di Quinn.

Tutto è tornato al suo posto senza problemi: un bellissimo gestore di finestre, mille possibilità di configurazione con un’interfaccia semplice e intuitiva e un desktop funzionante al primo colpo.

Intendiamoci, può darsi che con Gnome il compiz della Novell funzioni bene, ma se avete KDE il mio consiglio è di tenervene lontani.

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Tags: Linux Beryl Compiz

E siamo arrivati alla differenza fondamentale.

Linux è un Sistema Operativo libero, Windows no.

E intendiamoci subito sulla parola libero.

Libero non significa necessariamente gratuito. Libero significa che il codice sorgente del Sistema Operativo è accessibile a chiunque ed è pertanto liberamente modificabile per adattarlo alle proprie esigenze.

Questa caratteristica viene spesso sottovalutata da molti. Il ragionamento comune è: dal momento che io non so scrivere programmi, cosa può interessarmi se il codice sorgente è accessibile e modificabile. Non sono comunque in grado nè¡ di comprenderlo, nè tantomeno di modificarlo.

E’ proprio il fatto che il codice sia accessibile, invece, il motivo che rende Linux sicuro anche per l’utente normale. A prescindere dalla tua preparazione, infatti, nel mondo esistono decine e decine di migliaia di persone in grado di studiare, ed eventualmente migliorare, tale codice. E lo fanno.
I risultati sono molteplici: eventuali errori vengono scoperti e corretti velocemente; nel codice non possono essere nascosti spyware e simili dal momento che qualcuno se ne accorgerebbe immediatamente e darebbe l’allarme, non possono essere inseriti meccanismi, come il cosiddetto Palladium o Trust Computing o DRM, tali da limitare la libertà dell’utilizzatore finale del computer. In altre parole, hai la garanzia assoluta che l’unico, vero padrone del tuo PC sei tu.

Se poi pensiamo alle Istituzioni ci si rende immediatamente conto come non sia accettabile che siano legate a software proprietario, di cui non conoscono il contenuto, e che, per la maggior parte dei casi, fa capo ad una società straniera.

Vi consiglio vivamente di leggere le motivazioni che hanno spinto il Perù ad adottare Linux. Le trovate a questo link:
Risposta del Parlamentare Villanueva (Perù) a Microsoft

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Tags: Linux Windows HowTo Random Varie

Ancora qualche considerazione sui dispositivi.

Mount
I vari dispositivi (floppies, dischi rigidi, CD-Roms, ecc.) in Linux vengono ignorati fino a che non gli viene detto di prenderli in considerazione (cosa che può anche avvenire in modo automatico). Il tutto avviene con il comando ‘mount’ (monta) che specifica il tipo di dispositivo, come utilizzarlo e dove visualizzarlo. Il comando contrario è ‘umount’ (smonta).
I parametri relativi al montaggio vengono memorizzati nel file di testo ‘fstab’ che si trova nella directory /etc.
Il perchè di questo comportamento è molto semplice: si vuole evitare che l’inserimento di un supporto CD-ROM) possa avviare all’insaputa dell’utente programmi pericolosi (in Windows il file autorun.inf viene eseguito automaticamente ogni volta che si inserisce il CD-ROM che lo contiene e può avviare qualsiasi programma che sia stato indicato nel file stesso: ad esempio, cosa già avvenuta, il programmino Back Orifice, potentissimo strumento di sorveglianza e manutenzione, che consegna il vostro computere nelle mani di qualche sconosciuto.
Il fatto poi che per poter togliere il CD-ROM dobbiate prima smontarlo (umount /dev/hdc) vi protegge da eventuali crash del sistema (provate a togliere un CD-ROM da Windows mentre un programma lo sta usando).

Maiuscole e minuscole
Windows può usare maiuscole e minuscole, ma non le distingue. Per lui i files prova.txt e Prova.txt sono la stessa cosa.
Linux riconosce e distingue le maiuscole dalle minuscole. I files prova.txt e Prova.txt sono per Linux due files diversi e distinti e pertanto possono coesistere nelle stessa directory. Questo può inizialmente portare ad errori. Ad esempio in windows potete lanciare il programma notepad.exe indifferentemente coi comendi: c:\Windows\notepad.exe, \windows\NOTEpad.exe o \WINDOWS\notepad.EXE. In Linux il nome delle directories e dei files deve invece rispettare esattamente le maiuscole e le minuscole, altrimenti non otterrete nulla.

Estensioni
Windows usa le estensioni per sapere di che tipo di file si tratta: tutti i documenti Word finiscono con .doc, i fogli di calcolo Excel con .xls e così via.
Linux no. Linux riconosce i tipi di file usando il ‘magic number’, vale a dire una sequenza di byte presente all’inizio del file. Così, ad esempio, se all’inizio del file trova la sequenza ‘0xffd8’, Linux sa che il file in questione è un’immagine in formato jpeg, a prescindere dall’estensione che può avere.
Le uniche estensioni usate da Linux sono: un punto che precede il file e che segnala al sistema che si tratta di un file (o directory) nascosto, e la tilde come estensione finale che indica trattarsi di una copia.
L’estensione viene comunque usata per permettere all’utilizzatore di capire di cosa si tratta e può avere lunghezza qualunque.

Slash e Backslash
Se osservate attentamente i nomi dei files Linux che ho scritto più sopra, avrete certamente notato che, a differenza di Windows, viene usato il carattere “/” e non il carattere “\” tipico del sistema operativo Microsoft.
Perchè?
Il motivo è molto semplice: Linux rispetta gli standards.
Il sistema Unix, infatti, sistema da cui deriva Linux, era operativo molto, ma molto tempo prima che arrivasse Windows. E utilizzava (e utilizza tuttora) per l’appunto il carattere “/” . Se ci fate caso lo stesso carattere viene utilizzato anche su Internet dal momento che è nata su macchine Unix e Windows è arrivato dopo.

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Tags: Linux Windows HowTo Random Varie Grub

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