
NO al formato Microsoft Office come standard ISO
Gironzolando sulla rete ho trovato questo aneddoto.
Ve lo propongo come meditazione di fine anno.
E vi faccio ovviamente i miei migliori auguri per un felice 2008!
Durante una lezione, un professore lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda: “ Dio creò tutto quello che esiste? “
”Un alunno rispose con coraggio:” Sì, Lui creò tutto… “
“Realmente Dio creò tutto quello che esiste?” domandò di nuovo il maestro.
Sì signore, rispose il giovane.
Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto quello che esiste, Dio ha fatto anche il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, Dio è cattivo!”
Il giovane ammutolì di fronte alla risposta del maestro, inorgoglito per aver dimostrato, ancora un volta, che la fede era un mito.
Un altro studente alzò la mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”
“Logico, fu la risposta del professore.
Il giovane si alzò e chiese:” Professore, il freddo esiste?”
“Però che domanda è questa?… Logico che esiste, o per caso non hai mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose: “ In realtà, signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, quello che consideriamo freddo, in realtà è l’assenza di calore. Ogni corpo o oggetto lo si può studiare quando possiede o trasmette energia; il calore è quello che permette al corpo di trattenere o trasmettere energia. Lo zero assoluto è l’assenza totale di calore; tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, però il freddo non esiste. Abbiamo creato questa definizione per descrivere come ci sentiamo quando non abbiamo calore ”.
“E,… esiste l’oscurità?”, continuò lo studente.
Il professore rispose: “Esiste”.
Il ragazzo rispose: “Neppure l’oscurità esiste. L’oscurità, in realtà, è l’assenza di luce. La luce la possiamo studiare, l’oscurità, no!
Attraverso il prisma di Nichols, si può scomporre la luce bianca nei suoi vari colori, con le sue differenti lunghezze d’onda. L’oscurità, no! …
Come si può conoscere il grado di oscurità in un determinato spazio? In base alla quantità di luce presente in quello spazio.
L’oscurità è una definizione usata dall’uomo per descrivere il grado di buio quando non c’è luce”.
Per concludere, il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”
E il professore rispose: “Come ho affermato all’inizio, vediamo stupri, crimini, violenza in tutto il mondo. Quelle cose sono del male”
Lo studente rispose: “ Il male non esiste, Professore, o per lo meno non esiste da se stesso. Il male è semplicemente l’assenza di bene… Conformemente ai casi anteriori, il male è una definizione che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.
Dio non creò il male. …
Il male è il risultato dell’assenza di Dio nel cuore degli esseri umani.
Lo stesso succede con il freddo, quando non c’è calore, o con l’oscurità, quando non c’è luce“.
Il giovane fu applaudito da tutti in piedi, e il maestro, scuotendo la testa, rimase in silenzio.
Il rettore dell’Università, che era presente, si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”
La risposta fu: “Mi chiamo Albert Einstein”.
_______________________________________________________________
Firmiamo la petizione per salvare Konqueror!
Dateci la possibilità di usare Konqueror come file manager di default in KDE 4











Gennaio 1, 2008 at 5:26 pm
veramente bella
Gennaio 1, 2008 at 8:20 pm
In realtà mi sa che più che di Albert Einstein si tratti di S. Agostino… la dottrina che risolve il problema teologico del male identificandolo come “carentia boni”, se non mi ricordo male, è agostiniana.
Bella comunque… buon anno!
Graz
Gennaio 5, 2008 at 9:31 pm
Come si possa essere certi che il male sia l’assenza di bene e non il contrario non l’ho ben capito.
Poi, come si possa dimostrare l’esistenza di Dio analizzando ciò che esiste in natura (luce, buio, freddo, caldo, male e bene) dando per scontato che questo sia stato creato da colui di cui, appunto, si vuole dimostrare l’esistenza, è un metodo di analisi errato, a mio parere.
Con questa storiella non si dimostra assolutamente nulla.
Buon anno!!!
Gennaio 5, 2008 at 9:37 pm
Forse non ti rendi conto che non c’è niente da dimostrare.
E’ come il sole. Chi è cieco non lo vede, Gli altri sì.
Gennaio 5, 2008 at 9:45 pm
Ma il sole esiste, ce lo insegna la scienza, anche se i ciechi non possono vederlo.
L’esistenza di Dio rimane indimostrabile.
Gennaio 5, 2008 at 10:41 pm
Se hai bisogno della scienza per vedere il sole e sapere che esiste, sei proprio messo male.
Gennaio 6, 2008 at 3:06 pm
Non hai capito nulla
Gennaio 6, 2008 at 3:37 pm
Forse siamo in due.
E aggiungo. Se qualcuno dice ad un cieco che il sole esiste, il cieco ha tre possibilità:
1) compiere un atto di fede e crederci
2) compiere un atto di fede e non crederci
3) restare agnostico
La quarta possibilità, ovviamente. è aprire gli occhi.
Ma è difficile.
Gennaio 7, 2008 at 9:38 pm
L’ho capito il tuo ragionamento. Non prendertela ma secondo me tu sbagli nel dare per scontato che i “vedenti” siano coloro che credono in Dio e che i “ciechi” siano invece quelli che non credono. Secondo me, invece, è il contrario.
Vediamo la cosa da due punti di vista opposti…siamo bloccati
Gennaio 7, 2008 at 10:30 pm
Ci siamo capiti male.
I credenti, gli atei e gli agnostici appartengono tutti e tre alla categoria dei ciechi.
E sia i credenti che gli atei sono “fedeli”, cioè credono a qualcosa che non sanno.
Solo chi apre gli occhi non crede più. Per la semplice ragione che ha l’esperienza diretta e pertanto non dipende più da quello che può dirgli qualcun altro.
Il problema è come aprire gli occhi. Questo non lo può fare nessuno per te.
Ci devi arrivare da solo, ed il miglior mezzo è cominciare ad osservarti cercando di scoprire chi e cosa sei.
Gennaio 8, 2008 at 3:46 pm
ah, capisco
Gennaio 22, 2008 at 5:50 pm
[...] 22, 2008 di giorgio1977 Da tempo gira in rete quest’aneddoto che è attribuito a Albert Einstein. Al di là di questo, mi piace molto e [...]
Febbraio 15, 2008 at 1:32 am
davvero bella..
Complimenti
Febbraio 19, 2008 at 8:43 pm
nessuna prova può bastare a chi non vuol credere.
Basti pensare alla prova dell’esistenza di Dio proposta da Sant’Anselmo ( che visto che a Dio per definizione bisogna assegnare il sommo grado di ogni cosa, non si può non assegnargli quel grado che è l’esistenza, pena la contraddizione ) o le 5 vie di San Tommaso.
Stessa cosa per i miracoli, sono fatti per i credenti non per i non credenti.
Riprendendo Sant’Agostino, ma tutta la teologia, prima viene la fede e poi l’intelligenza ( necessaria ).
Aprile 27, 2008 at 11:11 pm
Ciao a tutti volevo solo dire per chi pensa la fede sia un fidarsi alla cieca secondo me si sbaglia, secondo me fede è fidarsi ciecamente, io sono uno che si è convertito al Cristianesimo da pochi anni, prima ero tra lo gnostico e l’ateo poi un giorno mentre stavo aspettando un sacerdote in chiesa per la commissione di un lavoro ho sentito la chiamata, uso il verbo sentire anche se il mio sentire non è stata una voce o un suono ma qualcosa di più intenso e coinvolgente. Io non mi chiedo se Dio esiste o no, sono certo della sua presenza nella mia vita.
Comunque non credo che la questione sia tra vedenti e non vedenti ma tra chi vuole e chi non vuole sentire
Maggio 15, 2008 at 4:55 pm
Caro Isidoro,
la questione è molto più complessa, non si sente e non si vede assolutamente niente, le emozioni possono essere suscitate da qualsiasi cosa, compresa una possibile presenza di un QUALSIASI dio, ma appoggiare una religione (o meno) è molto (ma non solo) basato sulla società con cui si hanno più contatti possibile, il che estranea una reale scelta del singolo individuo senza qualche convicimento portato forzatamente dall’esterno.
Poi se tu credi che sia un sentire è uguale, ma forse è un VOLER SENTIRE, il dubbio rimarrà sempre fino a quando ci sia in te una possibile “ragione”.